Real Madrid, Asensio racconta: "Prima dell'esordio mi addormentai"

L'aneddoto svelato dal talento spagnolo risale al suo debutto in Supercoppa Europea: segnò un gol da cineteca. E racconta: "Van Nistelrooy mi voleva nell'Olanda".

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Marco Asensio è la nuova stella del calcio spagnolo. Normale che sia stato in mezzo ad un piccolo "affare" di calciomercato tra due Nazionali: Spagna oppure Olanda? Il giocatore del Real Madrid, nato a Maiorca da papà iberico e mamma olandese, nonostante la chiamata di un certo Ruud van Nistelrooy non ha esitato un secondo a scegliere le Furie Rosse.

Il particolare emerge da un'intervista rilasciata nella trasmissione ‘El Partidazo de Cope’. Il ricordo va anche al suo esordio con la maglia dei Blancos, condito da un aneddoto simpatico che ritrae la semplicità di un ragazzo classe ’96.

Casa e campo, Asensio non ha altre distrazioni. Così ha conquistato prima Zidane e il suo Real Madrid e poi tutta la Spagna. Con un saluto affettuoso per van Nistelrooy, uno dei primi ad accorgersi delle sue immense qualità.

Marcio Asensio con la maglia del Real Madrid
Asensio, il nuovo talento del Real Madrid

Real Madrid, Asensio: tra siesta e i rimproveri di Ramos

Marco Asensio ritorna dal prestito dall’Espanyol nell’estate del 2016. Zidane lo vuole nel suo Real Madrid fresco campione d'Europa. Il 9 agosto, a sorpresa, è già in campo per la finale di Supercoppa Europea contro il Siviglia. Al 21' riceve palla da rimessa laterale e calcia un bolide di sinistro che finisce all’incrocio, imprendibile per il portiere Rico. Tutto in due tocchi e… un pisolino.

Il giorno della partita, a poche ore dal fischio d’inizio, mi sono addormentato. Ho pensato "ora non gioco". È arrivato Sergio Ramos a svegliarmi: "Sei un disastro, ora ti mette in panchina".

Invece non è andata così. Il tecnico francese ha sempre creduto in lui. Asensio racconta:

Il mister una volta mi disse che dopo Messi, non ha mai visto un altro piede sinistro come il mio. Sono rimasto impressionato, Lionel è un fenomeno. Com'è fatto il mio giocatore ideale? Ha la gamba sinistra di Messi o la mia (ride, ndr). Ha il destro di Cristiano Ronaldo, il colpo di testa di Ramos e il lancio lungo di Kroos.

E sulla Nazionale spiega:

Mi ha chiamato van Nistelrooy (ex assistente dei ct Hiddink, Blind e van Basten, ndr) quando ero ancora all’Espanyol, chiedendomi di giocare per l’Olanda. Ricordo che sono tornato a casa, ci ho pensato e alla fine ho deciso di giocare per la Spagna. Mi ha richiamato qualche mese dopo per capire se la mia opinione, nel frattempo, fosse cambiata. Niente da fare, sono felice così.

Asensio con la Spagna
Asensio e la scelta di giocare per la Spagna

Ragazzo d’oro

Quando Marco Asensio viene presentato al Bernabeu, non proprio il campetto dietro casa, si mette a piangere. Pronuncia solo il nome della madre: Maria Willemsen, olandese, morta di cancro quando non era ancora maggiorenne. L’ha chiamato Marco in onore di van Basten. Un po’ di sangue orange, dentro di lui, scorre davvero. Un giorno di tanti anni prima la signora Maria dice a Florentino Perez che suo figlio giocherà per il Real Madrid. Profezia avverata, ecco il perché delle lacrime.

Ho sempre fatto il tifo per questa squadra, Zidane era il mio idolo. Ricordo il mio primo stipendio a 17 anni: 1000 euro. I miei genitori però, mi dicevano che prima di tutto c’era lo studio. Avevo 8 e 9 in tutte le materie e riuscivo anche a giocare a calcio. Io via da qui? No, c’è una clausola (500 milioni, ndr) e non voglio andare al Paris Saint-Germain. Ah, e quando torno a casa, dopo aver mangiato con mio padre e mio fratello, mi faccio un pisolino di due ore.

Evidentemente al buon Asensio porta bene. L'ultimo aneddoto è legato al calciomercato:

Ai tempi delle giovanili del Maiorca c’erano diverse squadre interessate a me, tra cui il Barcellona, ma poi non si è concretizzata questa ipotesi. Il motivo? Ancora non lo so.

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