Milan, 5 motivi per cui Montella è a rischio (e 1 che lo salva)

Il Milan è stato asfaltato dalla Lazio di Inzaghi: ecco tutti i motivi per cui Montella potrebbe rischiare il posto (e uno che lo scagiona del tutto).

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Fermi tutti, il Milan del mercato stratosferico, degli acquisti faraonici e del trasferimento più dibattuto in Italia, quello di Bonucci, è uscito dall'Olimpico con le ossa rotte. Per questo le righe che seguono hanno qualcosa di "scandaloso": la Lazio non ha fatto sconti, in un crescendo pulp, 4-1 il risultato finale, ma quel che spaventa, più di ogni altro tabellino, è il rendimento dei singoli, le scelte di Montella insomma. 

Dopo l'esonero fast&furious di de Boer al Crystal Palace, anche in casa Milan non si respira un'aria particolarmente felice. Lo sfogo di Bonucci contro Immobile, nel post-partita, quel "non si fa così" forse a causa di un pallonetto da 40 metri, è l'icona di una sconfitta e di un deciso passo indietro. Di Montella e di tutta la squadra.

Cosa rischia Montella? Rischia qualcosa o la sua posizione è del tutto intoccabile? Abbiamo cercato di scovare con certosina pedanteria 5 motivi per cui Montella rischia il posto. Poi,  presi da umana compassione, ne abbiamo inserito uno che senza dubbio lo rende una specie di untouchable. 

Immobile ha rifilato al Milan di Montella un terribile hat-trick
Ora li vedete così sereni, ma si sono molto arrabbiati tra loro

5 motivi per cui Montella andrebbe mandato via 

Bando alla ciance, si entri nel vivo: cosa ha reso il Milan di Montella così ammantato di aurea positiva, carisma, forza attrattiva? Innanzitutto l'acquisto da parte di una proprietà cinese, a seguire tutti i trasferimenti, arrivati con il cash sonante. Gli addetti ai lavori hanno cominciato a contare i milioni finiti in panchina, con una certa aria guardona e compiaciuta.

1) Montella continua a lasciare 85 milioni in panchina

Vicino Montella, in panchina contro la Lazio, ballavano qualcosa come 85 milioni. Aggiungendo con rapido calcolo matematico i 24 spesi per Conti, out, i milioni salgono a 109. Ah, il Milan ha speso oltre 230 milioni in questa roboante campagna acquisti: quasi la metà stazionavano allegramente tra un tresettino con lo staff medico e il bordo-campo. L'ambientamento è lento, l'inserimento quasi sul "modello Allegri": senza accelerazioni, centellinato. Come se ci fosse tempo. Come direbbe il Bianconiglio: "È tardi, è tardi!". Ah, che sciocchi: un grande mercato genera mostruose aspettative, ovviamente.

2) Il gioco, il gioco Montella!

Sale vertiginosamente lo spleen: il Milan non ha mai brillato per costruzione programmatica, coerenza di gioco, movimenti offensivi e solidità difensiva. In un momento di transizione piuttosto evidente e forte, al mister sono state concesse abbondanti attenuanti: le ultime ore di mercato di Galliani non hanno regalato al suo Milan grandi colpi ed il risultato è stata una stagione di basso profilo, che ha spiegazzato solo una qualificazione europea striminzita, via Europa League. Cosa manca al Milan? Guardatevi il Napoli di Sarri, per scoprirlo. Qualcosa di simile, una rarità contro la Lazio (il gioco Montella, il gioco!).

3) Cent'anni senza 3-5-2, Montella!

Il mister ha scherzato sul 3-5-2 in conferenza stampa nel post-partita. Ma non c'è troppo da scherzare: avrebbe confidato a Mirabelli che sta aspettando solo l'arrivo al top di Romagnoli per passare a 3 dietro. Ha parlato di automatismi già complicati con la difesa a 4 (Immobile ne sa qualcosa): senza contare che l'acquisto di Bonucci va decisamente in direzione di un passaggio a 3. Ma il momento fatale non arriva mai, e in Austria rischia di essere tardivo, o peggio imposto. Il difensore centrale della Nazionale è andato in difficoltà a 4, altra icona del match: Immobile che lo punta e lo salta con irrisoria facilità. Tutto male quel che finisce peggio: chiedere ad Inzaghi come si passa da 4 a 3 difensori durante un match, senza difficoltà.

4) Insistenza su Borini, Cutrone (e Montolivo)

Diciamolo per dire, ma davvero vedere Kalinic, autore di uno dei tanti strappi dolorosi per i tifosi sentimentali, quello con la dirigenza e il popolo della Fiorentina, in panchina, e in campo per uno scampolo di tempo, non aiuta i tifosi del Milan a conservare l'ottimismo. Per non parlare di André Silva. Patrick Cutrone ha fatto di tutto per legittimare il posto da titolare, scardinando le convinzioni di Montella e le gerarchie. Il suo rendimento parla da solo.

Borini durante il match contro la Lazio non ha mai graffiato: il suo acquisto è stato uno dei meno affascinanti della finestra di mercato rossonera, conteso peraltro anche con la società biancoceleste stessa. Potrebbe essere la sua occasione per guadagnarsi in extremis un posto in Nazionale: per ora non la sta sfruttando a dovere. E ora si apre il baratro Montolivo: forse è il giocatore più "memato" dell'intera rosa rossonera, mai del tutto amato dalla totalità del popolo milanista, diciamo. Montolivo ha messo a segno il gol della bandiera, ma c'è la percezione, nell'ambiente, che appartenga al mondo del passato, ad un Milan decadente di cui non si vuole più nemmeno parlare, al tramonto dell'era Berlusconi. 

5) Con Montella ci vuole pazienza, ovvero una cosa che solo chi ha tempo può elargire

La pazienza non è per tutti. Chi è carico di aspettative, non può usufruirne. Chi è carico di oneri, non può goderne. Chi ha un minimo credito garantito non deve aspettarsela. Il tifo rossonero ha sete, e sete di successi: Montella deve cominciare ad ingranare un ruolino Champions, altrimenti tutta la fragile architettura, meravigliosa alla vista, messa in campo da Fassone e Mirabelli rischia di accartocciarsi miseramente. Ci vuole calma, sangue freddo, ma non si pretenda pazienza, nessuno ne ha. Vero de Boer?

5+1) Keep calm con Montella, non può Crystal Palace sempre

Ovviamente la chiave di volta di tutto questo pezzo scandaloso si può trovare solo al punto 5+1: tutti i punti letti, tutte le critiche mosse, hanno senso compiuto, concreto. Ma keep calm: il Milan non è balzato prodigiosamente a spasso nel tempo, non è stato catapultato all'improvviso a maggio. Alla fine è stato detto all'inizio, questo pezzo è scandaloso: il vero scandalo sarebbe un De Boer 2.0, dall'altra parte di Milan. Fermi tutti, davvero qualcuno pensava che fosse il caso di mandare via Montella già a settembre? 

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