Manchester City, la strada è giusta: Guardiola asfalta il Liverpool

Disciplina, ordine e cultura del lavoro: questo Manchester City è davvero una squadra completa. Guardiola schianta il Liverpool, 5-0 all'Ethiad Stadium.

Pep Guardiola

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Qual è la cosa più importante per vincere? Premesse: non c'è nessuna verità assoluta in questo gioco, ma forse la coerenza interna nel modello di gioco può essere una chiave preziosa ai fini del risultato. E lo sa bene, Pep Guardiola. Un maestro di calcio prima che un allenatore. Lui, uomo verticale, filosofico, fatto di princìpi ordinati in maniera gerarchica. Per credere, basta ammirare il suo Manchester City attuale. Ovvero quella creatura che, dopo il laboratorio del calciomercato estivo, sta assumendo una forma sempre più definita. A tratti dominante. Proprio come nell'ultima partita di Premier League, contro il Liverpool, avversario frastornato alle corde dell'Ethiad Stadium. Con i gol della coppia Aguero e Gabriel Jesus, un argentino e un brasiliano, un that's amore tutto in salsa Sky Blues.

Appunti di crescita di una squadra in evoluzione, tendente alla perfezione. Perché dopo tutto Guardiola è così: prima deve convincere sé stesso, guardandosi nello specchio e dire ad alta voce 'quanto sono bello'. Questione estetica, di purezza tattica. Scegliendo dopo un'estate dispendiosa finalmente i suoi uomini. Anzi, i suoi componenti. Gente alla Mendy, oggi letale sulla fascia. Un rullo tutto offensivo. Sperimentando una soluzione dietro l'altra, come Danilo a centrocampo. Quasi come se la partita contro il Liverpool fosse un semplice allenamento del lunedì pomeriggio. E soprattutto infilando ai Reds cinque gol, a tratti 'umilianti'. Alla luce di un Manchester City spaziale.

Sarebbe banale ridurre tutto ad un modulo, quel 3-5-2 fatto di estro e disciplina. Catalizzato dalla sapienza di De Bruyne in mezzo, dalla propulsione di Walker e Mendy, dalla verticalità di Fernandinho (spostato poi al centro della difesa) e dall'ispirazione assoluta della coppia offensiva: Aguero e Gabriel Jesus. Doppietta del brasiliano e lavorone dell'argentino: gol e assist per lui. Una macchina davvero devastante, con buona pace di Klopp. Perché questo, dopo una prima stagione dannatamente complicata, può essere finalmente l'anno di Pep. Scopriamo il perché.

Manchester City, è tornato il 'vecchio' Pep

Premier League, City
Il City travolge il Liverpool, sarà l'anno di Pep?

Ah, il man of the match è stato Gabriel Jesus: votato direttamente dall'Ethiad come uomo partita. Meravigliosi anche i tifosi del Liverpool, orgogliosi di cantare il loro inno per tutta la partita. Sì, nonostante i 5 schiaffoni. Esempio vero di sportività questo. Protagonista vero, però, un solo colore: lo Sky Blues. Che gioca divinamente. Segna, crea, abbatte e diverte. Il tutto nobilitato dalla doppietta finale di Sané, che arriva a 11 gol in 41 partite con la maglia del Manchester City.

Quante idee

Un calcio delizioso. Dall'inizio alla fine. Perché questo è un trionfo del calcio in generale, è un modello di pensiero universale. Di gruppo. Mettendo in ginocchio il Liverpool dopo l'espulsione di Mané. Dalla scostante e macchinosa circolazione di palla dell'era Pellegrini al presente pieno - almeno fino ad'oggi - di armonia funzionale. Il tutto dopo un mercato sì costosissimo, ma allo stesso tempo coerente con le idee di Pep. Che ha messo in campo una squadra bilanciata e levigata al meglio in tutti i suoi elementi. Dalle linee esterne a quelle interne al campo.

Positività

E adesso la testa all'Europa, mercoledì contro il Feyenoord. Lì, in Champions League, un terreno forse ancora più fertile per i principi di Guardiola. Dove la capacità di proporre calcio può premiare ancora di più. Tra cambi di modulo e assetti stravolti di continuo. Perché questo City all'apparenza è più prevedibile, ma solo per un semplice motivo: la disciplina. Sì, Guardiola sta creando una squadra vera. 

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