Il paradosso dell'Argentina: un attacco mostruoso che non fa gol

Tutti gli attaccanti dell'Albiceleste hanno segnato complessivamente gli stessi gol dell'ecuadoriano Caicedo.

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Sergio Agüero, Gonzalo Higuain, Mauro Icardi, Paulo Dybala e, dulcis in fundo, Lionel Messi. Un attacco così, quello dell'Argentina, sarebbe il sogno di ogni allenatore. Certo, ci sarebbe da scegliere di volta in volta chi mettere in campo e chi lasciare in panchina, ma siamo sicuri che a prescindere dalla decisione, il potenziale offensivo in campo sarebbe comunque di altissimo livello.

Lo raccontano in modo abbastanza netta dai numeri: si tratta di un pacchetto offensivo che nell'ultima stagione è riuscito a collezionare 163 gol, suddivisi tra i 32 di Higuain, i 19 di Dybala, i 54 di Messi, i 25 di Icardi e i 33 di Agüero.

E anche in questa nuova stagione appena cominciata, tutti loro sono già riusciti ad andare a segno in 15 occasioni: Aguero ha realizzato un gol con il Manchester City, Icardi quattro con l'Inter, Messi tre con il Barcellona, Higuain e Dybala, rispettivamente uno e sei con la Juventus. Con loro davanti, insomma, teoricamente la rete è una garanzia. Tra la teoria e la pratica, però, c'è un solco profondo rappresentato dall'indossare la maglia dell'Argentina.

Qualificazioni ai Mondiali, Higuain ha segnato solo una volta
Gonzalo Higuain, un solo gol con l'Argentina nelle qualificazioni ai Mondiali

Il paradosso dell'Argentina

Già, perché la chiamata dell'Albiceleste sembra assumere un ruolo di deterrente a qualsiasi ambizione di marcatura, come se inibisse questi campioni eccelsi in zona gol. Anche in questo caso a parlare sono i numeri, e sono impietosi con la nazionale ora guidata da Jorge Sampaoli, subentrato da due partite a Edgardo Bauza, che a sua volta aveva preso il posto di Gerardo Martino.

Durante le loro gestioni si è sviluppato il lungo percorso di qualificazione ai Mondiali del 2018 in Russia, che vede l'Argentina pericolosamente al quinto posto nel girone Sudamericano.

Una posizione che la obbligherebbe a passare dallo spareggio con la Nuova Zelanda per avere un posto ai campionati del Mondo e che, a due sole giornate dalla conclusione di questo torneo di qualificazione, si fa ancora più pericolosa. L'ultimo pareggio, in casa con il Venezuela fanalino di coda, ha lanciato l'allarme e a finire tra i principali imputati della Selección ci sono proprio quegli attaccanti che in nazionale non riescono a rendere come con il club.

Contro il Venezuela, nessun attaccante Argentino in gol
Leo Messi, a secco anche nella partita con il Venezuela

Super attacco, ma pochi gol

Nel corso delle 16 partite giocate fino a questo momento dalle nazionali sudamericane nel torneo di qualificazione, l'Argentina è quella con il maggior possesso palla medio generale (55,6%, davanti a Brasile a 54,8) e nelle partite casalinghe (addirittura 63,6, sempre prima della Seleçao a 58,3).

A questa grande mole di gioco, non corrisponde però una proporzionale pericolosità in zona gol. L'Argentina è infatti ultima (!), nella classifica delle 10 squadre del torneo, per quel che riguarda la percentuale di concretezza nel rapporto tra tiri e gol.

L'Albiceleste nel corso di questa lunga competizione è arrivata alla conclusione 151 volte (quinta dietro a Brasile, Ecuador, Cile e Perù), 74 nello specchio e 77 fuori, ma solo 16 di queste si sono trasformate in rete, per una percentuale del 10,6%. Peggio di chiunque altro. E questo si riversa anche nella classifica cannonieri, che vede Leo Messi "goleador" principe dell'Argentina a quota 4.

Gli attaccanti dell'Argentina hanno segnato quanto Caicedo dell'Ecuador
L'ecuadoriano Felipe Caicedo ha segnato quanto tutti gli attaccanti dell'Argentina

Tutto il reparto vale Caicedo

Dietro Messi, fermi a 2, troviamo il centrocampista Di Maria, il terzino Gabriel Mercado e il centravanti del San Paolo Lucas Pratto. Ecco, aggiungendo quest'ultimo ai "Big 5", lo score complessivo dell'attacco albiceleste arriva a un totale 7: va aggiunto solo un gol di Higuain, perché Dybala, Agüero e Icardi non hanno mai segnato.

Praticamente i sei attaccanti argentini hanno messo insieme gli stessi gol segnati da solo da Felipe Caicedo, attaccante ecuadoriano passato alla Lazio in estate, secondo marcatore della competizione dietro all'uruguaiano Cavani.

Insomma, l'attacco dell'Argentina è pieno di nomi altisonanti, di cannonieri universalmente riconosciuti. Ma quando indossano quella maglietta sembrano perdere tutte le loro capacità realizzative. Come una specie di sortilegio. Serve qualcuno che riesca a far rendere anche in nazionale campioni del genere. E Sampaoli, forse, è l'uomo giusto per sfatare questo tabù.

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