Marcelo: "Arrivai al Real Madrid per un colloquio, uscii col contratto"

Il brasiliano ricorda gli inizi in Spagna, dall'approdo quasi inconsapevole fino all'ingresso nello spogliatoio dei suoi idoli: "Roberto Carlos mi aiutò moltissimo".

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Con quell'eterno sorriso contagioso sulla bocca, che in fondo per lui è quasi un logo, Marcelo si è raccontato a The Players' Tribune, svelando alcuni particolari interessanti e a volte sorprendenti della sua carriera, cominciata ragazzino in Brasile, nelle file del Fluminense.

Arrivato al Real Madrid a fine 2006, a soli 18 anni, non sapeva nulla del calcio europeo. Che esistesse la Champions League, tanto per dire, lo aveva scoperto per caso un paio di anni prima quando, facendo zapping, si era imbattuto in un match fra due squadre "sconosciute": Porto-Monaco, la finale che assegnò il trofeo del 2004.

Proprio in quel periodo stava attraversando un momento difficile, tanto da fargli accarezzare l'idea di smettere col calcio. Fu il nonno, figura fondamentale della sua vita, a convincerlo a continuare. Vendette persino la sua vecchia auto per aiutarlo e gli disse che un giorno sarebbe andato a vederlo al Maracanà:

Mio nonno mi diede grande forza, mi sentii responsabilizzato e due anni dopo venne a vedermi... proprio al Maracanà.

Marcelo: "Arrivai al Real Madrid per un colloquio, uscii col contratto"

Oltre 10 anni dopo Marcelo ha ricordato come arrivò al Real Madrid. Un giorno ricevette una telefonata da una persona che non conosceva che gli chiese se gli interessasse giocare nel miglior club del mondo. Figurarsi se a 18 anni ti lasci scappare un'occasione del genere:

Bene, mi disse, allora andrai al Real Madrid. Giuro su Dio che quando arrivai in Spagna pensavo di andare a un colloquio. Fu pazzesco: entrai, sul tavolo della sala riunioni c'era un contratto col mio nome. Lo firmai al volo, mi portarono a visitare il campo e passammo immediatamente alla presentazione alla stampa. Una cosa incredibile, tanto che la mia famiglia se ne capacitò solo quando videro il servizio su Globoesporte!

Marcelo al Real Madrid
"Arrivai per un colloquio, firmai il contratto e mi portarono alla presentazione"

Non furono subito rose e fiori

Qualcuno alla Real Casa ci aveva visto lungo: Marcelo è ancora lì e con più di 400 partite giocate con la camiseta blanca, condite da 28 gol e 78 assist per i compagni, ha contribuito a rimpinguare la bacheca del club: 17 i trofei vinti - 4 Liga e 3 Champions League fra gli altri - da quando la fascia sinistra dei Blancos è affar suo. Ma al Real non furono subito rose e fiori:

Alla fine della mia prima stagione fui chiamato da un dirigente che mi spiegò che il club voleva mandarmi a fare esperienza da un'altra parte. Io temevo che andandomene non sarei più tornato, così gli dissi che ringraziavo per il pensiero ma avrei fatto esperienza lì da loro.

Marcelo nel 2007

Il ruolo di Roberto Carlos

Trovandosi di punto in bianco in una squadra di stelle internazionali, gente che al massimo aveva visto in televisione, i suoi idoli di ragazzo - da Ronaldo a Beckham, da Robinho a Cannavaro e Raul, fra gli altri - fondamentale fu l'aiuto del suo connazionale Roberto Carlos che lo prese sotto la sua ala protettrice, in campo e fuori, insegnandogli il calcio e la vita.

Marcelo e Roberto Carlos
Roberto Carlos fu fondamentale per l'inserimento di Marcelo al Real Madrid

Infine, Marcelo ha svelato il segreto del suo sorriso, che è poi uno stato d'animo, una filosofia di vita mutuata sempre da suo nonno:

Quando vendette la macchina per aiutarmi mi disse: Guardami, non ho un soldo in tasca, però ho tutto e sono felice come un figlio di p***. Bene, quel giorno pensai che avrei fatto ogni sforzo per portare un trofeo d'oro nella vetrina di mio nonno e se mai non ci fossi riuscito sarei comunque stato Marcelo, felice e contento come un figlio di p***.

Il sorriso di Marcelo
Il sorriso di Marcelo ha contagiato anche Cristiano Ronaldo

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