UFC, Inside the Cage: chi ha incastrato Carlos Condit?

Torna Inside the Cage: in questo episodio ci focalizzeremo sul futuro di uno dei fighter UFC più talentuosi e sfortunati degli ultimi anni, ovvero Carlos Condit.

Carlos Condit loss against Robbie Lawler Photo Credits: Esther Lin, MMA Fighting

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Un fighter incastrato da un destino beffardo. Non troviamo altre parole utili a descrivere al meglio la serie di eventi che ha portato Carlos Condit ad essere uno dei combattenti più amati mal al contempo più bersagliati da un fato che, qualora avesse preso un sentiero diverso, ci avrebbe regalato - chissà - uno dei campioni più dominanti della storia UFC. Non che sia andata poi tanto male al buon Carlos, che può comunque vantare in bacheca un titolo pesi welter ad interim poi andato a farsi benedire nell'incontro di unificazione delle cinture che lo ha visto perdere contro un GSP ancora in stato di grazia. Peccato però che, nel recente periodo, "The Natural Born Killer" sia incappato in un doppio filotto di sconfitte - di cui una molto discussa, ma ne parleremo più avanti - che ne avrebbero minato le sicurezze e l'ardore nel combattere, al punto tale da meditare un ritiro che, se confermato, lascerebbe un vuoto incolmabile nei cuori di tutti noi fans delle grandi MMA. Signore e signori, benvenuti nel nuovo episodio di Inside the Cage.

Nato ad Albuquerque (New Messico) il 26 aprile del 1984, Carlos Condit può vantare discendenze europee - tedesche ed austriache -, a cui si mischiano quelle dei nativi americani e di un ceppo non ben precisato del Messico. Figlio di un noto politico delle sue parti, il ragazzotto dallo spirito combattivo ha cominciato, incredibile ma vero, con il wrestling. All'età di nove anni infatti, Carlos iniziò a battagliare sulla materassina di lotta, prima di affidarsi ancora quindicenne ad un Greg Jackson - co-fondatore della Jackson-Wink - che lo instrada prima nei binari del gaidojutsu e successivamente in quelli delle pure e semplici arti marziali miste. Dopo una vittoria all'esordio nell'ottagono di un appena diciottenne Condit, quest'ultimo decide di buttarsi in una fugace avventura nel K-1. In quel di Tokyo però ad attenderlo c'è un certo Andy Souwer, pluripremiato kickboxer di fama internazionale e già decisamente più esperto di lui, che lo manda KO. Il ritorno nelle MMA miste sorride però al ragazzotto di Greg Jackson, che dopo una serie di vittorie e giusto qualche sconfitta arriva a conquistare il vacante titolo pesi welter WEC, sottomettendo John Alessio. Tre difese titolate fanno da spartiacque al suo arrivo in UFC, che lo proietterà nell'olimpo prima di essere spedito in un oblio dai riflessi decisamente bui.

Il primo incontro all'interno dell'ottagono più famoso al mondo è tuttavia da dimenticare: Carlos Condit perde infatti all'esordio contro il kickboxer danese Martin Kampmann, che trionfa per split decision. Successivamente però comincia un breve filotto d'oro per il prodigio del New Messico, che mette a segno quattro vittorie consecutive - tutte su avversari ben quotati quali Rory MacDonald e Dan Hardy - conquistando un match con valenza di title eliminator che lo avrebbe visto opposto a Josh Koscheck in quel di UFC 143, evento nel quale il campione pesi welter dell'epoca Georges St-Pierre avrebbe dovuto affrontare lo sfidante al titolo Nick Diaz. Un infortunio ai legamenti del ginocchio del canadese vale però la promozione a title contender di Condit, il quale si sarebbe giocato la cintura ad interim dei welter contro il già citato Diaz - con Koscheck che affrontò Mike Pierce -. L'occasione della vita dell'NBK si trasforma in oro quando arriva la vittoria, molto discussa, nella contesa iridata. La sfida di unificazione dei titoli arriverà una manciata di mesi dopo, con GSP che tuttavia riesce a sconfiggere un Condit capace di mandarlo comunque knockdown con un high kick da cineteca. La sconfitta contro Johny Hendricks e la vittoria nel rematch con Kampmann saranno il viatico verso l'orribile infortunio patito contro Tyron Woodley, che lo terrà fuori oltre un anno prima di rientrare con successo contro Thiago Alves, mandato KO. Sul match con Lawler non possiamo dirvi nulla, se non che è stato uno degli incontri più belli del 2016 e della storia UFC. Una vittoria per decisione non unanime dell'allora campione che fa urlare ancora oggi vendetta ai fans di Condit, il quale già allora confidò di meditare un possibile ritiro.

 UFC: Condit ed il ritiro

Ipotesi guantini al chiodo che venne in un primo momento scongiurata, visto l'annuncio dell'incontro con Demian Maia per UFC Vancouver. In una contesa che avrebbe scaraventato il vincitore verso un match titolato però, Condit si lascia sottomettere agli inizi del primo round, peccando di fame come mai prima d'allora. Ed è proprio lì che le voci di un possibile ritiro si fanno insistenti, con l'ex campione ad interim che conferma tale tesi sparendo totalmente dai radar. Ad oggi, purtroppo, Carlos risulta sportivamente un desaparecido. Dalla Jackson-Wink non sembrano giungere voci buone al riguardo, con il Natural Born Killer che potrebbe concretamente non calcare più la soglia della gabbia ottagonale. Chissà che lo scippo - a detta di tanti - patito contro Lawler non lo abbia davvero spinto in un oblio mentale senza uscita: possibile che, seguendo un effetto sliding doors, un esito opposto a quello di UFC 195 avrebbe potuto cambiare tutto? Noi, con tutta onestà, non lo sappiamo. Tuttavia di una cosa siamo certi, ovvero della speranza che alberga nei nostri cuori, vogliosi di rivedere Condit in azione ancora, ancora e ancora.

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