Eurobasket 2017: crollo offensivo Italia, la Germania vince 61-55

Percentuali basse e soli 55 punti segnati: nonostante una buona difesa e il cuore di Filloy, gli azzurri cadono contro Schröder e compagni. La qualificazione passerà dalla Georgia.

Schröder

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Tutto nei numeri. E non in senso positivo, leggendo la situazione secondo il motto ("Strength in numbers") dei Golden State Warriors. Un incredibile crollo nelle percentuali al tiro (31% dal campo, 24% da 3) porta l'Italbasket di coach Ettore Messina a dover rimandare di qualche ora la conoscenza del proprio destino, dopo la sconfitta (55-61) contro la Germania.

Piuttosto indicativo, il motivo del K.O. azzurro, facilmente notabile sul tabellone: buon lavoro in difesa e attacco a dir poco sterile, mai in grado di superare quota 17 punti in un quarto e incapace di regalare (almeno in parte) le gioie dell'ultima vittoria ottenuta a Berlino ad Eurobasket 2015. Per conoscere il proprio destino, ora, l'Italia sarà spettatrice interessata del match di stasera tra Israele e Georgia.

Un successo georgiano regalerebbe la qualificazione aritmetica alla seconda fase agli azzurri; al contrario, in caso di vittoria israeliana, la gara di domani (ore 16.30) proprio contro la selezione di Pachulia e compagni risulterà come vero e proprio spareggio per il prosieguo nella competizione.

Eurobasket 2017: Italia-Germania, la cronaca

Gli spettatori d'eccezione non mancano: Mike Budenholzer, coach degli Atlanta Hawks, ad osservare da vicino le avventure nazionali del suo play/guardia Dennis Schröder; Gregg Popovich, esattamente come accaduto nel corso della gara contro l'Ucraina, a tenere sott'occhio i progressi del suo ex pupillo Marco Belinelli. Ed è proprio il talento di San Giovanni in Persiceto, con 6, illusori punti immediati, ad inaugurare la gara azzurra: a rispondere, dalla parte opposta, c'è Karsten Tadda, con due triple che mantengono a contatto la Germania (8-8) dopo i primi minuti di gioco. La prima frazione vede il match vivere sul filo dell'equilibrio e del basso punteggio, chiusa con un paio di belle giocate a testa per Aradori (5 punti appena entrato) e Lo (jumper e assist per Voigtmann) per il 17-16 azzurro dopo 10'.

Che il pericolo numero uno sia Schröder (25 di media sino ad oggi ad Eurobasket 2017) non è un mistero: 4 punti per aprire il secondo periodo e spingere la squadra di Fleming sul +3, pochi minuti per portare Messina (e la sua difesa) a portare sistematici e talvolta vincenti raddoppi sul cestista di Braunschweig. Difesa azzurra eccellente (Melli su tutti) per un attacco che, tuttavia, stenta (33% dal campo), nonostante la fiammata di Datome (7 all'intervallo): tripla e due liberi per il +3 (27-24) Italia, bomba di Belinelli inclusa, in un punteggio riequilibrato dalla penetrazione del solito Schröder (9 punti dopo 20'), capace di riportare i suoi alla parità assoluta (29-29) all'intervallo.

Tempo e quarto diverso, stesse difficoltà: nessun canestro da ambo le parti nei primi due minuti, poi Heckmann e Belinelli rompono il ghiaccio, seguiti da Voigtmann (due canestri, con tripla anche oltre allo scadere dei 24'') e Datome (35-36 al 25'). Errori ed equilibrio continui, tra frenesia e totale imprecisione, interrotti ancora dal centro del Baskonia (12 punti), unico ad avere un pizzico di continuità realizzativa in un terzo periodo chiuso dall'Italia con soli 9 punti segnati (38-43 al 30', 13/44 azzurro al tiro).

A interrompere il digiuno italiano dal campo, arrivato sino a 7 minuti senza canestri segnati, è ancora Ariel Filloy, ultimo a mollare (15 punti) e miglior realizzatore azzurro: tripla in apertura di quarto periodo a ridare il -2 all'Italia, sotto la regia di grande cuore di Andrea Cinciarini, fondamentale nel tenere vivi tanti secondi possessi. La risposta tedesca è affidata a Barthel: gancio allo scadere dei 24'' e tripla a ri-spingere gli uomini di Messina a -7, con il massimo vantaggio Germania capace di toccare il +9 a poco più di 3 minuti dal termine. Vantaggio definitivo suggellato dai liberi di uno Schröder in totale controllo (17 punti), capace di chiudere la gara sul 55-61 finale: a deludere, in casa azzurra, due simboli e bocche da fuoco come Belinelli (4/18 al tiro e 12 punti) e Datome (3/10 al tiro e 9 punti), mai in grado di entrare totalmente in partita nell'arco dei 40'. 

L'MVP

Barthel
Danilo Barthel, decisivo con due canestri importantissimi nel 4° periodo

A fare la differenza, a conti fatti, non poteva che essere Dennis Schröder: sue le accelerate decisive per chiudere il match, per 17 punti e un titolo di MVP tuttavia da condividere in pieno con Danilo Barthel. Fondamentali i due canestri dell'ala tedesca, in forza al Bayern Monaco, utili alla Germania per scappare definitivamente nel punteggio nel 4° periodo: giocate capaci di spegnere una resistenza azzurra che, in parte, ha avuto in Ariel Filloy il proprio MVP, mai deciso ad arrendersi anche in una giornata complicatissima. Per una gara obbligatoriamente da dimenticare, andando con la testa immediatamente alla sfida contro la Georgia per rispondere, sul campo, a quello che dovrà essere ricordato solo come un brutto incidente di percorso.

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