Eurobasket: la sconfitta con la Lituania può far bene all'Italia

La squadra di Messina non ha mollato anche sotto di 14 punti dimostrando che, anche senza Melli (infortunato, da valutare), col cuore può giocarsela anche con le big del torneo.

Belinelli in azione nella sconfitta con la Lituania

80 condivisioni 0 commenti

di

Share

Niente drammi. Testa alta e pensiamo alla Germania. La sconfitta dell'Italia contro la Lituania era, prima che iniziasse Eurobasket, la più pronosticabile del girone. Ecco perché, seppur con dovuto dispiacere, il 78-73 con cui gli azzurri hanno lasciato la Tel Aviv Arena per la terza volta – la prima da vinti – non è da vivere male.

Evidenti le difficoltà dei ragazzi di Messina contro una squadra fisicamente più preparata, che ha dominato in area e ha fatto valere la maggior qualità ed esperienza della sua panchina, che messa a confronto con la nostra ha fatturato 37 punti contro 15.

Gli azzurri hanno dovuto anche fare a meno, per tutto il secondo tempo, di Nicolò Melli (miglior realizzatore del primo quarto), vittima del riacutizzarsi di un problema al tendine rotuleo che potrebbe condizionarne l'intero campionato europeo. Su di lui siamo cauti e attendiamo che nelle prossime ore lo staff medico dia notizie, il più possibile, ci auguriamo, positive.

Con la Lituania, ad Eurobasket, non ce n'è

È un tabù dal quale l'Italia del basket non riesce proprio ad uscire. Dal 2004 ad oggi gli azzurri non battono la Lituania in competizioni ufficiali. Dopo la gloriosa cavalcata delle Olimpiadi di Atene si contano nove sconfitte consecutive contro i baltici, di cui le ultime due, dolorose, nelle recenti edizioni di Eurobasket 2013 e 2015. Non era forse questa l'occasione per sognare un finale diverso alla vigilia, ma visto l'inizio del match e quel +10 raggiunto in breve tempo le speranze cominciavano a farsi largo nel popolo azzurro schierato attorno alla nazionale di Ettore Messina.

Luigi Datome in azione contro la Lituania

Tante le cose da salvare seppur nella sconfitta. I 24 punti di Gigi Datome, alfiere che al pari di Marco Belinelli (che oggi con 9 punti ha toccato i 2000 in nazionale) nel match contro l'Ucraina ha preso per mano la squadra prendendosi tutte le responsabilità del caso e chiudendo con il 59% al tiro (4/8 da tre); la “garra” di Ariel Filloy, che nel secondo tempo è stato preferito ad Hackett in regia e con una tripla a fine ultimo quarto ha dato all'Italia il -6 per credere nel colpaccio. Più in generale, benissimo la mentalità della squadra, che non ha mollato nonostante la superiorità degli avversari e una partita che, sul -14, poteva essere considerata finita.

È stata una grande partita e sono fiero di come abbiano giocato i miei ragazzi contro una squadra che aspira a una medaglia. Abbiamo perso Melli nel secondo tempo per il riacutizzarsi di una tendinite al ginocchio e il medico lo ha tenuto a riposo precauzionale ma abbiamo continuato a lottare e questo per noi è stato un buon test per capire quanto possiamo competere con squadre di livello.

Se a dire queste parole è Messina, il primo critico dell'Italia quando c'è stato da metterla sotto torchio, possiamo fidarci ampiamente di lui e considerare questa sconfitta come un doveroso punto di passaggio per una squadra che può ancora crescere molto e togliersi soddisfazioni, a Tel Aviv come ad Istanbul nella seconda fase. Domani giorno di riposo per il Gruppo B, martedì sfida probabilmente determinante per la situazione del girone azzurro contro la Germania. Il nostro prosieguo ad Eurobasket passa da lì.

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.