Calciomercato, Ross Barkley e il Chelsea: i motivi del rifiuto

Nelle ultime ore di mercato il centrocampista inglese è stato a un passo dai Blues, salvo poi fare dietrofront e rifiutare l'offerta. Il motivo? Ha a che fare col Tottenham.

Ross Barkley, giocatore dell'Everton

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Il calciomercato è stato un fedele compagno di viaggio durante tutta l'estate. Tra colpi a sorpresa, trattative sfumate e trasferimenti da urlo, negli ultimi tre mesi non è mancato davvero niente, anzi. Senza dubbio è stata una delle sessioni più sorprendenti, con il PSG che acquista Neymar per 222 milioni di euro e Mbappé per 180, e il Barcellona che ne spende 150 per Dembelé. Senza dimenticare i 150 milioni usati da Guardiola per rimodellare la difesa del suo Manchester City.

Ma tra tutte le squadre che hanno investito ingenti somme di denaro, ce n'è una che più delle altre pare aver disatteso le aspettative dei propri tifosi. Stiamo ovviamente parlando del Chelsea di Antonio Conte, che dall'inizio di giugno fino alla fine di agosto ha speso qualcosa come 240 milioni di euro, eppure non è riuscita a soddisfare pienamente le richieste del suo manager e dei supporters. E tra le tante trattative sfumate, più di una si è arenata per il rifiuto del giocatore in questione di far parte dello spogliatoio dei Blues. 

L'estate appena trascorsa è stata turbolenta dalle parti di Stamford Bridge. Prima lite con Diego Costa, messo fuori rosa e costretto a restare in Brasile, poi gli scippi del Manchester United che hanno sottratto a Conte l'esperienza e la forza fisica di Nemanja Matic e hanno convinto Romelu Lukaku a trasferirsi a Old Trafford. Infine i rifiuti di Oxlade-Chamberlain, Fernando Llorente e Ross Barkley, che nelle ultime ore di mercato si erano accordati con la società londinese salvo poi ripensarci all'ultimo minuto e cambiare destinazione. 

L'esultanza di Ross Barkley dopo un gol a Goodison Park

Calciomercato: Barkley e i motivi del "no" al Chelsea

L'ultimo in ordine di tempo a rifiutare la corte del Chelsea è stato proprio Ross Barkley, centrocampista dell'Everton che al termine di una stagione fatta di prestazioni altalenanti è stato relegato in panchina da Ronald Koeman. Nonostante il tecnico olandese avesse consigliato al giovane di lasciare il Merseyside per avere la possibilità di giocare con maggiore continuità, quasi nessuna squadra di Premier League si è fatta avanti per intavolare una trattativa con l'Everton

Barkley ha sempre espresso la volontà di lavorare agli ordini del tecnico del Tottenham Mauricio Pochettino, per la capacità di quest'ultimo di migliorare e lanciare giovani talenti. Ovviamente altre destinazioni non sarebbero state disdegnate, ma se proprio avesse dovuto lasciare la città e il club per i quali fa il tifo, avrebbe preferito un trasferimento che rispettasse le sue aspettative. 

Il centrocampista inglese ha più volte lanciato un amo al Tottenham, invitando la società a intavolare una trattativa con l'Everton, ma gli Spurs non hanno minimamente colto il segnale. E quando finalmente, il 31 agosto scorso, è arrivata l'offerta del Chelsea, i Toffees non hanno potuto far altro che accettare, spedendo a Londra il giocatore per la visite mediche. 

Barkley discute con l'arbitro dopo un'ammonizione

Tutto sembrava far presagire che la trattativa potesse concludersi positivamente e invece, proprio al fotofinish, Barkley ha deciso di rinunciare. Secondo quanto trapelato da alcune fonti vicine all'ambiente dei Toffees, il giocatore voleva fortemente trasferirsi al Tottenham, una squadra perfetta per la sua crescita. E per questo non ha voluto precludersi una possibile futura trattativa legandosi al Chelsea con un oneroso contratto. La telenovela è solo all'inizio: già dalla prossima sessione invernale di calciomercato potrebbero esserci importanti novità. 

Il chiarimento

Anche il giocatore ha voluto fare chiarezza sulle ultime concitate ore di mercato. Sul suo profilo Twitter, Barkley ha smentito di aver sostenuto le visite mediche col Chelsea: 

Contrariamente a quanto scritto, non ho sostenuto le visite mediche con nessun club. Semplicemente ho deciso che a causa del mio infortunio sarebbe stato meglio prendere una decisione sul mio futuro e valutare tutte le opzioni a gennaio, quando sarò al top.

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