Xavi: “Messi è il top, ma il Barcellona ha fatto acquisti sbagliati”

Il centrocampista parla a ruota libera in un'intervista: “Il Pallone d’oro quando vincemmo il Mondiale? Mi dissero che lo avrei vinto io”. E critica il calciomercato blaugrana.

Xavi

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Xavi non è mai stato uno che si lasciasse prendere dall'enfasi, nemmeno nei match più importanti e infuocati, che fosse in campo con la maglia del Barcellona o con quella della Spagna, le due sole squadre per le quali ha giocato prima di scegliere la dorata pensione dell'Al-Sadd in Qatar.

Giocatore e soprattutto persona intelligente e misurata, ha sempre avuto parole di grande equilibrio e saggezza. Il fatto che ora guardi al calcio di alto livello da un osservatorio anche fisicamente lontano, come quello degli Emirati, gli conferisce ancora maggiore autorevolezza.

Un'autorevolezza che già gli viene da una carriera straordinaria, cominciata nel 1998, imberbe prodotto della Masia, e proseguita fra trionfi e titoli vinti, col club e con la Roja: 84 gol e 164 assist in 745 match in blaugrana e 133 presenze con la Nazionale, nella quale ha realizzato 12 reti. Un palmares da record: 27 i trofei che ha portato nella bacheca del Barça - con 4 Champions League e 8 Liga - conditi da un Mondiale e 2 Europei vinti con la Spagna.

Xavi: “Il Barcellona ha fatto acquisti sbagliati”

Intervistato da Marca, Xavi ha parlato a ruota libera. Tanto, e senza peli sulla lingua, sul Barcellona, di cui è stato il cervello per molti anni:

Non sono d'accordo con chi dice che sia più debole del Real Madrid. Intanto in classifica è davanti e poi ricordo che qualche anno fa tutti a gennaio ci davano per spacciati e finì che vincemmo il triplete. Detto questo, devo ammettere che fino a poco tempo fa non mi capitava di vedere un giocatore e pensare che lo avrei voluto al Barça, perché i migliori erano già lì.

Xavi e Guardiola
Un giovanissimo Xavi a inizio carriera con Pep Guardiola

Una stoccata ai dirigenti che si occupano del calciomercato del Barcellona, colpevoli di essersi adagiati sugli allori e soprattutto, secondo il centrocampista, di aver acquistato calciatori poco adatti al gioco del Barcellona. Un gioco che è un marchio di fabbrica, stemma e logo di un club che lui ha sempre nel cuore e che vorrebbe non cambiasse mai.

Messi è il top

Barcellona e Messi, sempre più una cosa sola. Le parole di Xavi non lasciano dubbi su che cosa pensi di Leo:

Lui è il top, lo è al Barça e lo sarebbe anche all'Atletico Madrid, per dire. Non so se si potrebbe dire lo stesso di Cristiano Ronaldo. Nel 2010 la Spagna vinse il Mondiale e mi dissero che avrei vinto il Pallone d'oro. I miei amici avevano già organizzato i festeggiamenti ma poi le cose andarono diversamente. Del resto non sarebbe stato corretto perché Iniesta, Casillas e gli altri meritavano quanto me. Fu giusto darlo a Messi, lui è il miglior giocatore della storia.

Xavi e Messi
Nel 2010 fu giusto, secondo Xavi, assegnare a Messi il Pallone d'oro

"La Spagna? Uno squadrone"

Sabato c'è un match decisivo per la Spagna, che al Bernabeu affronta l'Italia in una sorta di spareggio per il primo posto nel girone di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 e Xavi ha parole di ammirazione per la squadra e per Lopetegui:

La Roja è uno squadrone: accanto al nucleo storico, Ramos, Silva, Iniesta e gli altri, aggiungi Pedro, Thiago, Morata, Asensio, Isco... siamo fortissimi. E poi c'è David Villa, il miglior attaccante spagnolo da chissà quanto tempo. Lopetegui ha fatto benissimo a chiamarlo, dando un messaggio chiaro a tutti: convoco chi è in forma.

L'omaggio a Cruyff

Detto del presente - in Qatar vive benissimo e gioca in un campionato che ha esattamente la dimensione che cercava - non poteva mancare un accenno al futuro:

Allenare il Barcellona? Ogni cosa a suo tempo, ora non ne ho i titoli né le competenze. In futuro si vedrà. Una cosa però è sicura, che se dovessi sedermi su una panchina il mio credo sarebbe quello di Cruyff: di pallone ce n'è uno solo e se lo abbiamo noi non ce l'hanno i nostri avversari.

Xavi e Cruyff
Per Xavi, Cruyff è stato un maestro di calcio e di vita

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