Piccolo tifoso allontanato dalla sicurezza: Messi lo fa felice

Arrivato all'hotel di Montevideo, Leo si è accorto che c'era un ragazzino in lacrime perché avrebbe voluto avvicinarlo ma era stato allontanato dalla security.

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La vita è fatta anche di piccole cose, di particolari, di sliding doors, come quelle dell'hotel di Montevideo che Lionel Messi avrebbe potuto lasciare scorrere dietro di sé ieri sera, quando insieme ai compagni e allo staff della Nazionale argentina è arrivato nella capitale uruguayana per la sfida che stanotte, ora italiana, metterà di fronte Celeste e Albiceleste per le qualificazioni ai Mondiali.

Questione di attimi, la stanchezza dopo un lungo viaggio, la tensione per un match decisivo, la noia del ritiro, gli alibi c'erano tutti e nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Ma quel visino contratto in una smorfia di dolore impotente, quelle lacrime, che riempivano gli occhioni del bimbo sollevato di peso proprio quando era arrivato a un metro da lui e allontanato dai gorilla della security, non sono sfuggite a Leo.

In fondo è anche da questi particolari che si giudica un giocatore - lo diceva De Gregori - un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia. Il gesto dell'entourage, infatti, non è sfuggito a Messi: gli è bastata una parola e il piccolo tifoso è stato richiamato, incredulo e con gli occhi bassi, per un breve incontro.

Messi a Montevideo
Messi si accorge del ragazzino in lacrime e lo fa richiamare

Argentina: Messi incontra il piccolo tifoso cacciato dalla security

Pochi secondi, un buffetto a scompigliargli la zazzera, una foto e un autografo e che importa se il ragazzino è uruguayano, uno che la prossima notte starà dall'altra parte della barricata: Messi è patrimonio dell'umanità, mica solo del Barcellona e dell'Argentina. Un campione vero e soprattutto un uomo vero, che non può tollerare un ragazzino in lacrime, anche quelle vere e sconfortate, di chi ha subito un'ingiustizia.

Messi e il ragazzino
Il breve incontro fra Messi e il ragazzino, coperto dallo staff

Albiceleste in bilico

A quattro match dalla fine del girone Conmebol delle qualificazioni alla Coppa del Mondo di Russia 2018, la situazione dell'Argentina è a un bivio. Al momento attuale è quinta nella classifica e dovrebbe giocarsi il posto ai Mondiali con la vincitrice del girone Oceania. Ma la graduatoria è ancora molto fluida. Infatti, fra l'imprendibile Brasile, in testa a quota a 33, e la selezione di Sampaoli, quinta a 22, ci sono tre squadre in un fazzoletto: Colombia a 24, Cile e Uruguay a 23.

Messi e Sampaoli
Messi e Sampaoli discutono di tattica

Ma l'Albiceleste deve guardarsi anche le spalle: l'Ecuador insegue a quota 20, più indietro, ma non spacciati, Perù e Paraguay a 18. Dopo il match di stanotte, Messi e compagni dovrebbero avere vita facile mercoledì in casa contro il fanalino di coda Venezuela, per chiudere fra un mese con i due scontri decisivi: Perù in casa ed Ecuador in trasferta.

Sampaoli su Higuain e Icardi

Contro Uruguay e Venezuela a dare man forte a Messi, con la maglia dell'Argentina ci sarà Mauro Icardi, chiamato al posto di Gonzalo Higuain da Sampaoli, che ieri ha spiegato i motivi della scelta:

La decisione è nata dall'analisi di quello che è successo nelle ultime partite: abbiamo bisogno di un attaccante che oltre a fare gol sappia anche servire i compagni. Icardi è qui per questo e questo ho spiegato a Higuain e mi auguro che sia un argomento in base al quale lui possa essere presto di nuovo con noi.

Messi e Icardi
Messi spiega a Icardi i movimenti

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