Vidal, festa e incidenti al casinò? Lui smentisce: "Solo una cena"

Il giocatore, in Cile per gli impegni con la Nazionale, ha smentito seccamente di essere stato coinvolto negli incidenti in un locale di Santiago: "Ho solo cenato lì".

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Un guerriero in campo, ma troppo spesso anche fuori, questo è sempre stato Arturo Vidal. Uno da prendere o lasciare, proprio come ha fatto la Juventus che, stanca delle sue intemperanze notturne, non si è fatta pregare per lasciarlo andare via, quando nel 2015 è arrivata l'offerta giusta dal Bayern Monaco.

Nelle quattro stagioni in bianconero, il cileno era spesso salito alla ribalta non solo per le sue eccellenti prestazioni sportive - 48 gol e 25 assist in 171 partite giocate nella Juve, con la quale ha vinto 4 scudetti e raggiunto una finale di Champions League - ma anche per le bravate notturne.

Nel 2012 fu indicato, insieme a Leonardo Bonucci, fra i protagonisti di una rissa in un locale della movida torinese, ma la società smentì. Due anni dopo Allegri non fu altrettanto comprensivo e lo spedì in panchina nel match contro la Roma dopo che il giocatore, ingentilito da una ghirlanda hawaiana, si era reso protagonista di un alterco con un buttafuori alle 5 di mattina.

Arturo Vidal

Vidal: festa e incidenti al casinò, ma lui smentisce

Ma l'anno nero per Vidal fu il 2015. A giugno, completamente ubriaco, si schiantò con la sua Ferrari all'uscita del casinò Monticello di Santiago del Cile, lo stesso da cui fu sorpreso a uscire alle 7 del mattino nel settembre successivo per rientrare di soppiatto nel ritiro della Nazionale. Se la prima volta Sampaoli sorvolò, la seconda lo rispedì direttamente a casa, escludendolo dalle successive partite.

Incidenti Vidal
La Ferrari di Vidal distrutta nell'incidente del 2015

Al Monticello Arturo è di casa. Secondo la radio cilena Bio Bio, lunedì sera, libero da impegni con la Roja, Vidal avrebbe organizzato un party proprio nel suo casinò preferito, ma la festa sarebbe degenerata nel cuore della notte, tanto che alle 7 del mattino sarebbe intervenuta la polizia, chiamata dai dipendenti del locale. L'emittente parla di disordini e danni a una dozzina di appartamenti.

Il centrocampista, però, è intervenuto per smentire categoricamente il proprio coinvolgimento negli incidenti:

Vengo in Cile per giocare con la Nazionale e basta. Io ero al casinò per cenare coi miei amici, poi sono andato via e ho saputo solo stamattina che cosa era successo. La cosa mi fa arrabbiare, non posso rispondere di ciò che fanno i miei amici. Basta sporcare il mio nome.

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