US Open, Cedrik-Marcel Stebe: la forza di volontà fatta giocatore

La storia del tedesco è fatta di infortuni in serie, ricadute e rinascite. Due settimane fa ha vinto un torneo Challenger, oggi puoi dire di essersi messo alle spalle un destino beffardo.

Cedrik-Marcel Stebe

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Il primo turno degli US Open 2017 si concluderà in serata e quest'anno, a differenza di tanti giocatori che hanno dovuto rinunciare per infortunio, si presenta sul campo un tennista che a detta di chi lo curava fino a un anno e mezzo fa, non avrebbe mai potuto esserci. Questo tennista è Cedrik-Marcel Stebe ed è un esempio lampante di come la volontà individuale possa fare autentici miracoli. Classe 1990, tedesco, una carriera costruita sulla fatica e sulla concretezza senza particolari acuti, eccezion fatta per uno spareggio di coppa Davis, nel 2012, in cui condannò l’Australia a scendere di categoria, battendo Lleyton Hewitt. Ma, arrivato al suo best ranking (71 del mondo nel 2012), con l’intenzione di continuare a migliorarlo passo dopo passo, il fisico di Cedrik non regge lo stress.

La lista di infortuni consecutivi è lunga e leggerla fa male, tanto quanto possa essere stato duro per Stebe affrontare tutti i suoi problemi. Per la verità il tennista tedesco ci mette anche del suo, la pazienza non è virtù di casa e, forzando il rientro da un precedente infortunio, puntuale e inesorabile, arriva la ricaduta. Un calvario durato tre anni. Anca, schiena, bacino, in una sequenza crudele. Nonostante la frustrazione e lo sconforto, lui stesso ammette di avere avuto momenti molto difficili, in cui ha dovuto staccare completamente dal tennis per non “impazzire”, Cedrik, grazie anche a familiari e fidanzata, vede la luce in fondo al tunnel e riesce a ritornare sui campi. Al rientro, fuori forma e senza lo smalto di qualche anno prima, in molti pensano che ormai il suo momento sia passato e che la sua stella sia destinata a offuscarsi. Ma chi ha sangue teutonico non si arrende così facilmente e Stebe, infatti, smentisce tutti, non sé stesso. Anche lui “risorge” dalle ceneri, come la proverbiale fenice, e scala quasi 400 posizioni nella classifica ATP in meno di sei mesi.

Due settimane fa ha vinto un torneo Challenger a Vancouver (il secondo successo di quest’anno), poi è volato a New York e ha messo in fila tutti i suoi avversari nelle qualificazioni, non perdendo nemmeno un set. Il sorteggio gli è stato benevolo, affronterà Nicolas Kicker, argentino non particolarmente avvezzo al cemento americano, un’occasione da sfruttare per raggiungere, nuovamente, dopo cinque lunghi anni, un secondo turno in un torneo del grande slam. Cedrik mantiene i piedi per terra e, saggiamente, non si pone obiettivi. "Voglio solo giocare bene e tutto verrà di conseguenza". Sorride, finalmente, e oggi può guardare al passato con la serenità di chi ce l’ha messa tutta per ribellarsi al suo destino.

[di Tommaso Gandola]

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