L'odio di Harry Kane per il mese di agosto e altre maledizioni

La sfortuna non esiste, ma a volte non si direbbe. Per informazioni chiedere all'attaccante inglese che non riesce a segnare nel mese di agosto. Ma è in buona compagnia...

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Strano a dirsi, visto che stiamo parlando di un tizio che viaggia alla media di due gol ogni tre gare di Premier League, ma Harry Kane ha una singolare allergia per il mese di agosto. Il centravanti del Tottenham, infatti, non ha ancora timbrato il cartellino in ben 10 tentativi agostani, anche se non sembra dare troppo peso alla cosa:

Si è parlato molto di questa cosa, ma non mi preoccupa granché. Fa parte del gioco, devo soltanto continuare a lavorare a testa bassa e i gol arriveranno di sicuro

Coincidenze, naturalmente, spiegabili senza dover ricorrere a sfavorevoli congiunture astrali: Kane è un attaccante dalla stazza imponente (188cm per 86kg) e non è illogico pensare che ci metta più degli altri a entrare in forma a inizio stagione. 

Né, d'altra parte, la sua idiosincrasia rappresenta un unicum nel mondo del calcio, anzi: le "maledizioni" di cui i diretti interessati farebbero, o avrebbero fatto, volentieri a meno, sono piuttosto frequenti. 

Harry Kane e altre maledizioni calcistiche

Sempre per restare dalle parti di White Hart Lane, come non ricordare l'aura negativa che circondava gli esordi di Gareth Bale. All'epoca ancora utilizzato come terzino sinistro, il gallese diede subito mostra delle sue incredibili qualità atletiche: peccato che, nelle sue prime 24 presenze con la maglia degli Spurs, la sua squadra non ottenne nemmeno una vittoria. 

Gareth BaleGetty
Un giovane Gareth Bale con la maglia degli Spurs

C'è chi ha fatto addirittura peggio. Jack Rodwell, ex enfant prodige del calcio inglese, è sceso in campo da titolare 39 volte consecutive in gare in cui la sua squadra non ha raccolto i tre punti. Tra la vittoria del 7 maggio 2013 (con la maglia del City contro il WBA) e quella dello scorso febbraio (il suo Sunderland ha battuto il Crystal Palace) erano trascorsi la bellezza di 1370 giorni, quasi quattro anni. Un gatto nero, insomma, che coerentemente difende i colori dei Black Cats. 

D'altra parte siamo in Inghilterra, dove di maledizioni calcistiche se ne intendono. Chiedere alla nazionale dei Tre Leoni, che proprio non ne vuole sapere di vincere ai calci di rigore. Un incubo iniziato 27 anni fa, con la semifinale di Italia '90 contro la Germania Ovest, e che è proseguito attraverso beffe memorabili come quella di Euro '96 (sempre in semifinale e sempre contro i tedeschi futuri campioni), di Francia '98, della doppietta portoghese nel 2004 e nel 2006, per finire a quella di Euro '12 contro l'Italia di Prandelli. Anche le giovanili non scherzano: a maggio l'U17 ha perso dal dischetto l'Europeo di categoria contro la Spagna, mentre a giugno l'U21 ha rispolverato il cliché della sconfitta ai rigori in semifinale contro la Germania.

Southgate Germania InghilterraGetty
Southgate, attuale ct inglese, si dispera dopo aver sbagliato il rigore decisivo contro la Germania nel 1996

Ci sono poi quei casi di fuoriclasse conclamati che proprio non riescono a festeggiare in determinati contesti. Uno come Zlatan Ibrahimovic, per esempio, ha tiranneggiato per 15 anni solo nel cortile di casa: in Europa sono stati sempre guai. E quando finalmente la squadra in cui milita è riuscita a trionfare in una competizione continentale (il Manchester United nel 2017), lui era in infermeria per l'unico grave infortunio della sua carriera. Sfortuna, ma forse non è tutta la verità.

Poi c'è Michael Ballack, vessillifero della categoria degli eterni secondi. Iniziò nel 2000, quando una sua autorete costò il Meisterschale al suo Bayer Leverkusen all'ultima giornata, contro l'Unteraching già con la testa alle vacanze. Nel 2002 la sfiga si accanì contro il tedesco: secondo in Bundesliga, sconfitta in finale di Coppa di Germania contro lo Schalke 04, sconfitta in finale di Champions League contro il Real Madrid, sconfitta in finale mondiale contro il Brasile (anche se lui non giocava per squalifica). Sarebbe già brutta così, ma la storia ha il brutto vizio di ripetersi.

Nel 2008 il suo Chelsea, infatti, perde la Premer League per la differenza reti, la finale di Coppa di Lega contro il Tottenham, la finale di Champions League contro il Manchester United (per colpa dello scivolone di Terry) e, dulcis in fundo, nella finale di Euro 2008 la Germania cede il passo alla Spagna. Quattro volte secondo, e in due stagioni diverse! A completare il quadro: le dolorosissime eliminazioni in semifinale dai Mondiali del 2006 con la Germania (di cui era capitano) e dalla Champions League del 2009 con il Chelsea. Roba da psicanalisi, sopratutto se pensiamo che, poco dopo il suo addio, il Chelsea vinse la Champions League e la Germania la Coppa del Mondo.

Michael BallackGetty
Le lacrime di Ballack, scena vista più volte

Ha anche vinto, Ballack, e non poco: cinque campionati e nove coppe nazionali non sono un bottino mediocre. Ma di certo scompare di fronte al numero di trionfi che si è visto svanire da sotto il naso. Nel calcio si sono maledizioni più durature - pensate alle cinque finali consecutive di Champions League perse dalla Juventus, o alla celeberrima "maledizione di Bela Guttman" che affligge il Benfica da 55 anni. Ma un giorno queste finiranno (il Benfica dovrà attendere solo altri 45 anni perché l'anatema centenario di Guttman si dissolva), mentre Ballack sarà costretto a tenersi per sempre le cicatrici degli otto secondi posti del 2002 e del 2008.

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