Neymar attacca i dirigenti del Barcellona, Bartomeu è sotto assedio

Al termine del suo show personale contro il Tolosa, l'asso del PSG attacca duramente la dirigenza blaugrana: ora la posizione del presidente diventa sempre più complicata.

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Un attacco duro, diretto, inequivocabile, quello che Neymar ha lanciato nei confronti del Barcellona al termine della sua esibizione circense di domenica sera contro il Tolosa. Precisiamo: non contro il club in generale, la squadra o la sua gente, verso i quali anzi ha sottolineato una volta di più il suo attaccamento. L'obiettivo dei suoi strali sono gli attuali dirigenti blaugrana; più precisamente, anche se il brasiliano non lo ha citato esplicitamente, il presidente Josep Maria Bartomeu.

A Barcellona ho speso quattro anni magnifici e ci siamo separati col sorriso. Ma non con la dirigenza. Per quello che mi riguarda, non dovrebbero occupare il posto che occupano, non possono gestire loro il club. Il Barcellona merita molto di più

Evidentemente, si tratta di una replica a distanza alle parole che Bartomeu aveva dedicato a Neymar nei giorni infuocati della trattativa con il PSG, e in quelli immediatamente successivi. Nello specifico, il presidente catalano aveva lodato la fedeltà e la lealtà di Leo Messi e Andres Iniesta, paragonandola al comportamento del brasiliano. 

Neymar contro Bartomeu, ma non è l'unico

Tra l'altro, le frecciate provenienti da Parigi non sono le uniche che puntano dritte al cuore della presidenza blaugrana. Qualche ora prima delle esternazioni di Neymar, ci aveva pensato l'ex boss blaugrana, Joan Laporta, a fustigare via Twitter il suo rivale, accusandolo di essere l'ultimo ostacolo rimasto tra Leo Messi e il suo rinnovo con il Barcellona:

Si tratta solo dell'ultimo capitolo di una faida che dura da molto tempo. Solo tre settimane fa, per esempio, Laporta aveva accusato Bartomeu di aver venduto Neymar al PSG per ripianare i debiti del club. Schermaglie politiche, senza dubbio - Laporta e Bartomeu si sono sfidati nelle ultime elezioni societarie, quelle del luglio 2015, con quest'ultimo che ne è uscito vincitore, forte del triplete appena conquistato - ma che raccontano bene il clima temporalesco che incombe su Barcellona e a Bartomeu in particolare. Anche l'aficiòn, dopo la pesante doppia sconfitta contro il Real Madrid nella Supercoppa spagnola, ha iniziato a invocare le dimissioni del presidente, ora tecnicamente sotto assedio. Inutile dire che un qualunque problema nella trattativa del rinnovo di Messi metterebbe Bartomeu in una posizione insostenibile.

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