NHL, calma e sangue di ghiaccio: Andersen è la "Barriera" di Toronto

Andersen dei Toronto Maple Leafs rischia di diventare uno dei migliori portieri in NHL: ha freddezza, calma olimpica, e una difesa che può solo migliorare (attenzione: contiene almeno una parata impossibile).

Andersen potrebbe diventare uno dei migliori portieri in NHL

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Frederick Andersen dei Toronto Maple Leafs rischia di diventare uno dei primi 10 portieri in NHL

Frederick Andersen non si scompone mai, è la "Barriera" di Toronto: neppure quando viene paragonato ad Ed Belfour. 

Frederick Andersen è alla stagione della svolta, e la affronta come sempre: con tutta la calma di ghiaccio del mondo.

Andersen dei Maple Leafs è alla stagione della svolta in NHL
Classico momento di massima concitazione del match, con la calma di Andersen

Storia e stagione di Frederick Andersen dei Toronto Maple Leafs

Quando è arrivato a Toronto, Andersen, classe '89, 193 cm, ha subito destato scalpore. Ha firmato un contratto di cinque stagioni da 5 milioni di dollari che qualcuno riteneva eccessivo: il primo compito di Andersen è stato difficile. Dimostrare di valere tutti quei soldi, dimostrare il senso di un'operazione che lo aveva strappato agli Anaheim Ducks (dove aveva stabilito il record di 50 vittorie nel minor numero di partite), e lo aveva portato a dirigere una difesa iper-green, ed inesperta. La tradizionale difesa pessima dei Toronto Maple Leafs. Detto, fatto: i Maple Leafs sono stati eliminati dai Washington Capitals ai playoff dopo una serie di gare quasi eroiche. Dopo una serie di parate di Andersen quasi impossibili. Dal 30esimo posto della scorsa stagione ai playoff: basta per ripagare il debito?

Playoff ottenuti nonostante una difesa piuttosto allegra: Andersen ha effettuato lo stesso numero di parate della stagione precedente, pur avendo ricevuto un numero di tiro molto più alto. Questo perché la difesa dei Maple Leafs ha commesso molti errori, per ribalderia giovanile, ed è stata la terza peggiore per tiri concessi. Senza scuotere particolarmente Andersen, che in quanto ad auto-hype su Instagram non ha molti rivali. Come, qui spalle, al campo, sguardo oltre la linea di porta: 

It Was a Good Day #W

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Una disgrazia per un portiere qualsiasi, una manna per Andersen. Che viene da lontano, e non ha paura. Frederick Andersen è nato ad Herning, in Danimarca. L'accesso ad Herning, cuore danese, nello Jutland centrale, è segnalato da un cartello piccolo piccolo. L'esatto contrario della stazza di Andersen. Tra l'altro Herningè anche la tana del Midtjylland , che il Napoli ricorderà. Ma questa è un'altra storia. Herning, con il suo cartello piccolo, ha dato i natali ad Andersen, che copre bene la porta, è un portiere solido, ed è capace di interventi miracolosi, disperati salvataggi, a cui è stato chiamato svariate volte nella scorsa stagione, bontà della sua difesa. Che quest'anno è chiamata a crescere: Rielly affronterà la sua quinta stagione in NHL, Zaitsev sarà alla prese con la sua seconda in Nord America. Se la sua difesa dovesse dare segnali di vita e miglioramento, Andersen avrebbe tutto per diventare uno dei primi 10 portieri in NHL. Alcuni dicono che i Maple Leafs non avessero un portiere così forte dai tempi di Ed Belfour. Ed Belfour, per la cronaca, è uno dei migliori portieri di tutti i tempi. Come se, proprio all'alba della prossima stagione, davanti ad Andersen si schiudesse una porta, che dà sulla leggenda. 

Cosa rende Andersen dei Toronto Maple Leafs così speciale?

"Semplicemente è perfetto", dice di lui Brian Boucher, un ex portiere di Hockey, commentatore tv: "Andersen è calmo in porta. Niente lo spaventa". Arrivato a Toronto con la media del 91,9% di parate, ha ripagato ogni dollaro speso. Niente lo spaventa, neppure le parate disperate, neppure la difesa dei Maple Leafs. Mostra nonchalance in campo, mostra indifferenza, come se nulla potesse turbarlo. E questo ha un effetto iper-positivo sui compagni, li calma a loro volta. Rielly la pensa così, su Andersen:

Andersen è stato la spina dorsale di questa squadra tutto l'anno: è stato eccezionale, la sua calma è avvertita da tutti i compagni di squadra, quando siamo sul ghiaccio e sappiamo che dietro alle spalle c'è lui, ci sentiamo in fiducia. Come persona è così: calma, riflessiva, tranquilla, e questo si trasmette al suo modo di giocare

Un altro analista televisivo sottolinea come: "Il suo modo di giocare esplosivo ed aggressivo è fatto apposta per i playoff. Si batte come se fosse l'inferno". Guardate questa parata su Kuznetsov: è semplicemente impossibile, un inferno di riflessi.

In quest'altro video Andersen riceve una cosiddetta mazzata in piena fronte da Sceviour, dei Florida Panthers. Nei pochi secondi in cui viene inquadrato si può vedere tutto Andersen: è calmo, come se, al netto del sangue, dovesse essere lui a tranquillizzare gli altri, come regola di vita. Come se l'inferno non fosse qui, e non ci fosse ragione alcuna di evocarlo, se non con lo stile di gioco. 

Andersen ha dato ai Maple Leafs qualcosa che mancava da anni: la speranza. Una specie di inferno in porta, una "Barriera" sul ghiaccio, da vivere come Andersen. Con calma assoluta, gelida, di ghiaccio. Con speranza. 

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