NFC North preview: Packers dominanti, gli altri stanno a guardare

La NFC North sembra una division a scatola chiusa, ma Viking e Lions combatteranno per la seconda piazza, sperando in una stagione no dei Packers.

I Packers al sominio della North

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Continuiamo la nostra carrellata nelle division preview e dopo la NFC East passiamo alla NFC North: qui c’è un solo padrone e le altre a rincorrere con poche velleità.
Aaron Rodgers è il leader dei Packers che sono sempre in lizza per un posto al Super Bowl quando le bocce sono ferme e in questa stagione difficilmente troveranno una forza competente all'interno della division che sia in grado d'impedirglielo o forse anche solo rendergli la vita difficile. Entriamo nel dettaglio squadra per squadra.

Jordy Nelson, il go to receiver

1° Green Bay Packers

Un rispettato columnist ha detto che i Green Bay Packers alla fine non sono materiale da grande ballo, ma sono sempre nella discussione per il Super Bowl grazie alla sola presenza di Aaron Rodgers. Che A-Rod sia uno dei migliori quarterback della storia NFL non lo scopriamo certo ora, ma quello che trascende dal suo talento è la leadership e la capacità di guidare i compagni come fece dopo quattro sconfitte consecutive a cavallo tra ottobre e novembre nella scorsa stagione. Quest’anno dovrà ancor più cantare e portare la croce perché la presenza di Jordy Nelson è un toccasana, ma nel backfield ci sono poche alternative.

Persi Eddie Lacey e John Starks, il ruolo è piuttosto sguarnito con Ty Montgomery come unica carta da giocarsi. L’ex Stanford non ha mai portato da solo il peso dell’attacco e questo potrebbe richiedere un periodo di adattamento. La linea difensiva è forse quella che preoccupa di più McCarthy a causa di una ridotta profondità, anche se di grande competizione che potrebbe rivelarsi positiva motivando RJ Francois, la scelta Mantravious Adams, Kenny Clark e Dean Lowry. C’è molta curiosità invece al capitolo linebacker: sostanzialmente potrebbe essere usata una safety raidatta nel box in ruolo che ormai è diventato piuttosto interlocutorio nel sistema Capers, dove potrebbe sistemarsi come OLB Clay Matthews con Morgan Burnett in safety, visto che le perdite di Datone e Peppers potrebbero pesare in linea.

Matthew Stafford è la guida dei Lions

2°Detroit Lions

La competitività della squadra passa per le mani di uno dei migliori QB in circolazione. Matthew Stafford ha giocato una stupenda stagione 2016 con 4327 yards lanciate, il 65.3% di completi e il career low d'intercetti a quota 10. Ha colpito cinque ricevitori con almeno 50 passaggi completati e ha trovato in Golden Tate il go to receiver. La perdita di Boldin sarà comunque da considerare e potrebbe inficiare sulla libertà degli altri, ma c’è un Eric Ebron in TE pronto ad essere il breakout player of the season.

Lo special team è uno dei migliori della lega e sfrutta un Matt Prater glaciale nella scorsa stagione con 6-6 nei calci da pareggio o vittoria negli ultimi scampoli di partita, mentre Sam Martin è stato il secondo miglior punter numeri alla mano. Il problema arriva dalla linea difensiva che ancora appoggia le velleità su Ngata e Ansah (solo due sacks nella scorsa stagione) che hanno prodotto di reparto solo 26 sacks totali.
L’altra incognita è nel backfield dove Ameer Abdullah ha saltato ben quattordici partite la scorsa stagione con una sola partita da oltre 100 yards. Non sono arrivati innesti e per questo sembra che l’attacco si baserà molto più sul gioco aereo.

Sam Bradford in cabina di regia

3°Minnesota Vikings

Nella scorsa stagione il rendimento offensivo della squadra è stato distrutto da infortuni in serie, e in alcune partite hanno dovuto giocare troppe Left Tackle per poter mandare in campo una linea presentabile. Gli acquisti di Riley Reiff e Mike Remmers sono importanti, che uniti alla scelta di Pat Efflein in centro con la 70° chiamata e formano una pattuglia di tutto rispetto. Anche la linea difensiva annovera l'aggiunta di Datone Jones da Green Bay e Jaleel Johnson dal draft che portano solidità e profondità assieme a Everson Griffen in grado di mettere tanta pressione con le sue abilità di pass rusher.

Ci sono molti punti interrogativi sull'attacco. Sam Bradford avrà sostanzialmente due obiettivi primari da colpir:, l'undrafted Adam Thielem che ha avuto un'ottima stagione passata con 69 ricezioni, 967 yards e 5 TD e dall'altra parte Stefon Diggs, un ragazzo dal grande potenziale che potrebbe diventare molto presto il go to receiver della squadra. Nel backfield tutto sarà in mano al rookie Dalvin Cook che dovrà dimostrare di essere in grado da subito di portare sulle spalle il peso dell'attacco on the ground.

Mike Glennon è già in discussione

4° Chicago Bears

I maligini hanno già utilizzato la prima giornata di preseason per togliere la terra sotto i piedi di Glennon. “Aleggia lo spirito di Jay Cutler” -hanno detto- quando Glennon al primo pallone toccato ha sparato un pick six (intercetto riportato in meta). Quando poi è entrato Mitchell Trubisky stra-disucssa seconda scelta assoluta, sono arrivati dieci completi in fila e una buona partita che poteva già sconvolgere la depth chart (la formazione titolare con i panchinari in ordine di valore). La dirigenza dei Bears spera di averci visto giusto, sebbene in sede di draft la strategia sia apparsa perlomeno avventata, ma senza un target come Alshon Jeffrey (finito agli Eagles) e con il solo Dion Sims come carta spendibile in red zone, l’attacco è destinato a fare fatica.

Di contro c’è una notevole Offensive Line che ha concesso solo 28 sacks nella scorsa stagione (settima in assoluto) e soprattutto può aver Kyle Long recuperato dall’infortunio alla caviglia e Josh Sitton. Non ci saranno tanti target, ma tempo per ragionare ce ne dovrebbe essere per Glennon che rimane il QB titolare a detta dello staff.
Ciò che preoccupa di più è la secondaria con Quintin Demps che porta esperienza solo assieme all’annuale firmato da Amukamara. Cooper e Amos non forniscono le sicurezze richieste e come spesso accade si coinvolgono nella competizione per il ruolo improbabili breakout players.

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