Il mercato e l'estate degli ammutinamenti

Da Kondogbia a Spinazzola, passando per Conti e Bernardeschi: quanti addii simili in Serie A. E all'estero Coutinho e Sanchez fanno scuola.

Geoffrey Kondogbia, centrocampista in uscita dall'Inter

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Nella formazione estiva degli ammutinati, Geoffrey Kondogbia è in ottima compagnia: il centrocampista francese dell'Inter, che non si è presentato ad Appiano Gentile per forzare la trattativa in corso per il suo passaggio al Valencia, non rappresenta certo l'unico esempio di calciatori che per manifestare la propria volontà di cambiare maglia, hanno deciso di disertare l'allenamento con il club che li ha sotto contratto. Una scelta che ha lasciato interdetto l'allenatore dell'Inter Luciano Spalletti, che non ha risparmiato una stilettata all'ex calciatore del Monaco:

Lui aveva quest'idea di cambiare che gli viene da lontano, per convincerlo qualcuno gli è andato sotto forte e gli ha fatto delle promesse. Ma le promesse devono essere condivise, doveva farle anche a noi. Non lo abbiamo pagato due lire. Non possiamo tenere per forza le persone se vogliono andare via.

Arrivato a Milano nell’estate del 2015 e pagato una cifra pari a 40 milioni di euro, Kondogbia era stato presentato come il fiore all’occhiello della campagna acquisti dell’Inter, ma le sue prestazioni sul campo non hanno mai confermato l'etichetta. Fino all'addio, pronto a maturare. L'estate 2017 ha già offerto diversi casi del genere, soprattutto in Serie A e Premier League.

Dal nerazzurro dell'Inter a quello dell'Atalanta il passaggio è breve: non solo perchè Milano e Bergamo distano meno di un'ora di auto. In maniera meno eclatante di KondogbiaLeonardo Spinazzola, laterale classe 1993 nel giro dell'Italia, ha dato un segnale importante alla Dea non prendendo parte alla vittoria di Gomez e compagni contro il Valencia nel Trofeo Naranja. Il ventiquattrenne era tra i convocati della vigilia, ma non s'è imbarcato sul volo con la squadra. Un segnale deciso alla Juventus, che lo segue da tempo, e alla sua società: i bianconeri lo hanno ceduto in prestito biennale all'Atalanta nell'estate 2016 ma le prestazioni positive offerte negli schemi di Gasperini hanno portato il dg Marotta a chiederne il rientro anticipato. In risposta al "no" dei bergamaschi, ecco il rifiuto di Spinazzola: chiara l'intenzione di forzare la mano alla trattativa.

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Kondogbia, non sei solo: in Italia ecco i casi Conti e Bernardeschi

In casa Atalanta con i rifiuti di allenarsi hanno fatto i conti già all'alba dell'estate 2017. Prima metà del mese di giugno, il corteggiamento serrato del Milan per Andrea Conti proseguiva senza soste. A mancare, però, era l'intesa economica tra i due club: l'offerta di rinnovo contrattuale arrivata da Bergamo non era però soddisfacente per il terzino destro, intenzionato a vestire rossonero, come spiegato a più riprese dal suo entourage fino alla "minaccia" di non presentarsi in ritiro. Il finale? Il 5 luglio il laterale classe 1994 è passato al Milan per 24 milioni di euro più il cartellino di Matteo Pessina, ceduto all'Atalanta.

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Nell'elenco degli italiani giovani e promettenti che in estate hanno cambiato casacca, accanto ad Andrea Conti troviamo Federico Bernardeschi. Al contrario del difensore 23enne, il centrocampista offensivo è stato invitato con toni accesi da una parte della sua ex tifoseria a non presentarsi nel ritiro della Fiorentina. Risposta al certificato medico presentato dallo stesso calciatore per forzare il suo passaggio alla Juventus. "Gastroenterite acuta": così riportava una nota ufficiale del 20 luglio. Qualche giorno dopo Bernardeschi è diventato bianconero per per 40 milioni di euro più il 10 per cento sulla futura cessione.

Premier League, musi lunghi per Suarez e Coutinho: in Bundesliga Dembélé fa la voce grossa

Se in Italia i musi lunghi non mancano, all'estero non va meglio. Qui, però, l'asticella delle cifre offerte per l'acquisto dei cartellini sale. Decisamente. Chiedere conferme a Coutinho: il numero 10 del Liverpool ha chiesto con una lettera d'intenti inviata via mail ai Reds la cessione al Barcellona, club che ha offerto 100 milioni per assicurarsi l'ex talento dell'Inter. Un tentativo di mettere pressione, a pochi mesi dal rinnovo del contratto fino al 2022. La risposta del Liverpool non si è fatta attendere: la Fenway Sports Group ha diffuso un comunicato dichiarando l'assoluta incedibilità di Coutinho. Che intanto non è sceso in campo nel 3-3 contro il Watford. Ufficialmente per un guaio fisico.

Un lieve infortunio. Lo stesso che tiene ai box Alexis Sanchez, uomo mercato dell'Arsenal che ha seguito in tribuna il 4-3 rifilato dai Gunners al Leicester nel match di apertura della Premier League 2017/2018. L'attaccante cileno, in scadenza contrattuale nel 2018, ha inviato un certificato per giustificare la sua assenza dal ritiro, lusingato dagli interessamenti di Manchester City e Bayern Monaco. L'Arsenal ha risposto offrendogli un rinnovo del contratto da 300mila sterline a settimana, mentre il suo allenatore Arsène Wenger gli ha mandato a casa la visita fiscale prima della finale di Community Shield vinta contro il Chelsea. Metodi abbastanza convincenti?

Alexis Sanchez, attaccante dell'Arsenal in tribuna nella finale di Community Shield
Alexis Sanchez, attaccante dell'Arsenal in tribuna nella finale di Community Shield vinta contro il Chelsea

L'effetto domino dettato dall'affare Neymar ha toccato anche la Germania. Ousmane Dembélé, stellina del Borussia Dortmund, ha deciso di non dare segnali sul campo di allenamento dopo aver toccato con mano l'interessamento del Barcellona, pronto a offrire 130 milioni per l'esterno offensivo francese classe 1997. Il Borussia ha puntato i piedi e il ds Michael Zorc ha multato e sospeso il giocatore fino a lunedì 14 agosto. L'allenatore degli Schwarzgelben Peter Bosz l'ha presa con ironia:

Non è venuto e non sappiamo perché.

In un contesto così effervescente, Kondogbia non è certo solo. Guardando al recente passato dell'Inter, potrà pensare a Pablo Daniel Osvaldo, che dopo una lite con Icardi durante una partita con la Juventus venne sospeso dall'Inter per aver disertato gli allenamenti e per non essere stato reperibile per 48 ore. Restando tra i confini italiani, potrà pensare a Keita Balde, attaccante della Lazio che l'anno scorso disertò l'allenamento dopo una lite con Lulic. O a Nikola Maksimovic, che per accelerare il suo trasferimento al Napoli nell'estate 2016 iniziò a disertare gli allenamenti del Torino, suscitando le ire del suo allenatore Sinisa Mihajlovic. Ben diverso il discorso per Adriano Leite Ribeiro e Edmundo, O'Animal, ai tempi rispettivamente di Inter e Fiorentina: entrambi non seppero rinunciare al Carnevale di Rio, più importante del calcio.

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