Off Sports - 15 agosto 1969, pace e musica: l'anniversario di Woodstock

Il concerto che ha fatto la storia della musica e che continua ad influenzare il mondo a 48 anni di distanza. Il racconto e le foto di Woodstock affascinano ancora oggi.

Woodstock

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Woodstock è stato il festival musicale che ha rivoluzionato sia la storia del rock e sia quella del costume: più di 500.000 persone durante quattro giorni di concerti (in principio dovevano essere tre), tra il 15 e il 18 agosto 1969, considerati come l'apice del movimento hippy, contrario alla civiltà dei consumi e alla cultura di massa.

Woodstock

L'evento era stato organizzato allo scopo di riunire gli amanti del rock, e si è trasformato in un evento storico, leggendario. Sul palco si alternarono musicisti e gruppi del calibro di da Jimi Hendrix e Janis Joplin, passando per gli Who, Joan Baez, Carlos Santana, gli Jefferson Airplane e Richie Havens.

Woodstock

Il mondo non ha mai dimenticato quella rivoluzione di pace e musica. Il concerto è stato catturato in un documentario di Michael Wadleigh dal titolo omonimo, con l'aiuto di un giovane Martin Scorsese vincendo l'Oscar nel 1970, ed è stato riproposto nei decenni a seguire attraverso una quantità infinita di libri, mostre, DVD, e quant'altro. Nel 2009 in occasione del quarantennale delle commemorazioni è uscito un secondo film, "Motel Woodstock", diretto dal regista Ang Lee e basato sul romanzo "Taking Woodstock" di Elliot Tiber, uno dei protagonisti di questa storia. Che merita di essere rivissuta come se oggi fosse di nuovo il 15 agosto 1969.

Come nacque Woodstock

Gli organizzatori furono John Roberts, Joel Rosenman, Artie Kornfeld e Mike Lang (il più grande all'epoca aveva 27 anni). Roberts e Rosenman avevano pubblicato un inserzione sul New York Times e sul Wall Street Journal presentandosi come:

Giovani uomini d'affari con capitale illimitato sono alla ricerca di interessanti opportunità di investimento e business, legali.

Lang e Kornfeld li contattarono, e decisero di progettare insieme uno studio di registrazione all'avanguardia situato a Woodstock, nello stato di New York. La cittadina era nota come una delle maggiori comunità di artisti del XIX e XX secolo negli Stati Uniti, in particolare, grazie ai pittori appartenenti alla Hudson River School e conosciuti come "Artisti della colonia di Woodstock". L'idea iniziale era creare un luogo dall'atmosfera tranquilla e che diventasse un punto di riferimento per i musicisti che vivevano nella grande mela come Bob Dylan e John Lennon.

Woodstock

Ben presto si decise di realizzare al suo posto un festival musicale che potesse ospitare fino a 50mila persone, e che avrebbe fatto da trampolino di lancio per lo studio di registrazione. Roberts, dopo alcuni dubbi sull'iniziativa accettò, e l'evento fu annunciato con il nome "An Aquarian Exposition". I ragazzi fondarono una società, la "Woodstock Ventures", e nella primavera del 1969 affittarono per 10.000 dollari il Mills Industrial Park, un'area di 1,2 km² presso Walkill, nella contea di Orange, dove avrebbe dovuto svolgersi il concerto.

Il rifiuto di Walkill

Nella primavera del 1969 iniziarono ad essere stampati biglietti da 6, 12 e 18 dollari, rispettivamente per una, due o tre giornate di concerto. Alle autorità locali era stato assicurato che non si sarebbero radunate più di 50.000 persone, tuttavia la gente del luogo, perlopiù operai e contadini, non si trovò disposta ad accogliere "un mucchio di drogati".

Woodstock

All'inizio di luglio fu approvata una legge locale per cui sarebbe stato necessario un permesso speciale per ogni assemblea pubblica con più di 5.000 persone. Il 15 luglio il concerto fu definitivamente vietato con la motivazione che i servizi sanitari previsti non sarebbero stati a norma, inoltre non fu concesso il permesso di spostare la sede dell'evento in un'altra località della contea di Orange.

In seguito all'ordinanza molti musicisti declinano l'invito e anche i rivenditori dei biglietti smisero di sostenere l'evento. Il rischio di cancellazione del festival ad un mese preciso dal suo inizio fu evitato soltanto dall'intervento di Elliot Tiber. L'uomo, proprietario del motel "El Monaco", si propose di ospitare il concerto nella sua tenuta di sei ettari situata a Bethel, una cittadina rurale 69 km a sud-ovest di Woodstock, avendo già ottenuto in passato un permesso dal municipio per il "White Lake Music and Arts Festival", un evento di musica da camera.

Max Yagsur, l'uomo del caseificio

Tiber, però, si accorse che la sua proprietà non avrebbe mai potuto accogliere l'enorme numero di spettatori previsti, e presentò agli organizzatori Max Yagsur, un allevatore, che accettò di affittare loro 242 ettari per 75.000 dollari e in seguito altri 25.000 dollari furono pagati come affitto a proprietari confinanti per ingrandire il sito del festival. La nuova location sembrava adatta ma l’organizzazione era in netto ritardo nei preparativi: dovevano essere ancora redatti i contratti di locazione, così come la costruzione e l’allestimento del palco, i padiglioni, un parco giochi per i bambini e molto altro, bagni compresi.

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Il terreno di Yasgur era una distesa di prato che confinava a nord con lo stagno Filippini. Il palco fu costruito alla base del rilievo con lo stagno sullo sfondo, e divenne lo scenario dei famosi bagni che vengono ritratti in tantissimi scatti. L'ingegnere del suono, Bill Hanley, costruì delle strutture speciali sulle colline del rudere in grado di alimentare l'apparato di amplificazione. Si trattava di sedici gruppi di altoparlanti disposti su delle torri alte 21 metri che risalivano il pendio, inoltre furono installati tre trasformatori da 2.000 Ampere di corrente. Però gli organizzatori non riuscirono a realizzare in tempo né le casse per le biglietterie e neppure le cancellate per recintare la zona, e fioccarono accuse sull'evento ritenuto disorganizzato e pericoloso.

Woodstock

Nonostante le polemiche fu Yasgur a trovare la definizione più giusta di Woodstock, parlando di come mezzo milione di persone, in una situazione che avrebbe permesso risse e furti, avessero dato vita ad una comunità motivata dagli ideali di pace e amore:

Se ci ispirassimo a loro potremmo superare quelle avversità che sono i problemi attuali dell'America nella speranza di un futuro più luminoso e pacifico.

Un festival free

L'assenza di biglietterie e recinzioni trasformò il festival in un evento di massa aperto a tutti già nei giorni precedenti al suo inizio, e moltiplicò il numero dei partecipanti previsto dagli organizzatori. Frotte di giovani si misero in marcia da ogni parte degli States, le automobili vennero abbandonate per strada producendo un effetto devastante sulla cittadina di Bethel.

Woodstock

Già mercoledì 13 agosto, due giorni prima dell'inizio del concerto, circa 50.000 persone campeggiavano nell'area adiacente il palco. Le stime aumentarono ben presto a duecentomila persone, e alla fine ve ne presero parte circa cinquecentomila. Per favorire gli spostamenti degli artisti dagli alberghi al palcoscenico, vennero noleggiati degli elicotteri, utilizzati come vere e proprie navette.

I media marginalizzarono l'evento limitandosi a raccontare i disagi del traffico, gli accampamenti improvvisati e l'abuso di droghe. L'unico cronista presente nel primo giorno del festival fu Barnard Collier del New York Times: la sua penna e i suoi occhi per 36 ore furono quelli del mondo. 

Ogni redattore, fino al redattore capo James Reston, insisteva perché il tono del reportage indicasse una catastrofe sociale in corso. Ho dovuto rifiutarmi di scrivere quella storia se non avesse potuto riflettere in larga parte la mia convinzione di testimone oculare, che "pace e amore" era la cosa davvero importante, non le opinioni dei giornalisti di Manhattan. Dopo molte telefonate acconsentirono a pubblicare la storia come la intendevo, dopo che la descrizione comparve sulla prima pagina del New York Times molti riconobbero "che caso sorprendente e bello stesse avvenendo"

La scaletta di Woodstock

Richie Havens e i musicisti folk: Freedom

La prima giornata fu dedicata ai musicisti folk. Il concerto ebbe inizio alle 17:07 di venerdì 15 agosto con Richie Havens. Il cantante e chitarrista afroamericano aprì con il brano "High flyin’ bird", per poi suonare un paio di cover dei Beatles tra cui "Hey Jude".

La band inglese, ufficialmente già sciolta all'epoca, non partecipò a causa del rifiuto degli organizzatori di includere anche la Plastic Ono Band, come preteso da John Lennon. L'altro grande assente fu Bob Dylan, giustificato dalla malattia grave del figlio.

Woodstock

L'esibizione di Havens a Woodstock è celebre per una canzone improvvisata quel pomeriggio. Alle 19:00 il cantante, a causa dei continui bis richiesti dal pubblico, esaurì il repertorio e suonando la chitarra si mise a ripetere "Freedom". Freedom. Libertà. Dopo Havens salirono sul palco Country Joe (che sarebbe ritornato la domenica con la sua band “The Fish”), gli Sweetwater, Bert Sommer, Tim Hardin, Ravi Shankar, Melanie, The Incredible String Band e i due grandi musicisti folk di quel periodo: Arlo Guthrie e Joan Baez.

Joan Baez Woodstock

La cantante salì sul palco al sesto mese di gravidanza e dichiarò che suo marito, David Harris, proprio mentre lei stava suonando a Woodstock, veniva arrestato dall’esercito in quanto obiettore di coscienza.

Il sabato infinito

La seconda giornata durò praticamente fino alle nove del giorno successivo. Il concerto di sabato iniziò alle 12:15 con l'esibizione di Quill. In seguito si alternarono artisti del calibro di Carlos Santana, Janis Joplin, i Grateful Dead e gli Who. Quest'ultimi salirono sul palco intorno alle quattro del mattino, e si dice perché non riuscirono ad accordarsi immediatamente con gli organizzatori per il compenso.

Woodstock

La loro performance fu accompagnata dalla consueta distruzione della chitarra da parte di Pete Townshend e il conseguente lancio dello strumento tra il pubblico. Gli Who suonarono brani storici come "My Generation", "I’m free" e "I can’t explain". Keef Hartley, i Creedence, i Mountain, i Canned Heat e gli Jefferson Airplane completarono la giornata di sabato.

Woodstock

L'esibizione dei Jefferson caratterizzò definitivamente lo spirito del festival con il loro rock psichedelico e le canzoni di protesta come "Somebody to love", "Volunteers" e "White Rabbit".

La danza No Rain

All'ultima giornata presero parte il bluesman Johnny Winter, i Blood Sweet & Tears, The Band, Sha-Na-Na, The Grease Band e Paul Butterfly. Joe Cocker aprì la terza giornata alle due del pomeriggio, ma alla fine della sua esibizione si abbatté un fortissimo temporale che arrestò il concerto per diverse ore prima della ripresa di Country Joe and The Fish, intorno alle 18. Durante la pioggia, le centinaia di migliaia di persone nella distesa diedero vita ad una danza supportata da un coro improvvisato che ripeteva: “No rain, no rain, no rain”.

Woodstock no rain

Le esibizioni ripresero con il quartetto vocale e strumentale di David Crosby, Stephen Stills, Graham Nash e Neil Young. Questi iniziarono intorno alle tre del mattino e diedero vita a due esibizioni distinte: una vocale ed una strumentale, ed eseguirono "Helplessy hoping", "Blackbird", "Marrakesh Express", "Bluebird" e "Wooden Ships".

L'inno di Woodstock di Jimi Hendrix

Di fatto l'ultima giornata si concluse lunedì, quando alle nove del mattino salì sul palco Jimi Hendrix per quella che divenne la performance leggendaria dell'intera Woodstock. Il chitarrista di Seattle fece la storia con la reinterpretazione dell'inno degli Stati Uniti, "The Star-Spangled banner", una critica feroce all'esercito statunitense impegnato nella contestatissima guerra del Vietnam.

Hendrix Woodstock

Hendrix simulò il suono delle bombe con le sei corde della sua chitarra, facendole vibrare con il suo anello dorato inserito nell'indice della mano sinistra, evocando anche le urla e il suono dei missili aerei, il tutto all'interno del contestato inno nazionale. Senza dubbio, il delirio. 

Il mondo dopo Woodstock

Il lascito di 48 anni fa è rivissuto in tanti progetti dalla musica alla letteratura. Un festival omonimo è stato riproposto ogni dieci anni dopo l'originale e, nel 1994, per le celebrazioni dei venticinque anni. Nel 2005 lo scrittore argentino Edgar Brau ha pubblicato una raccolta di poesie "Woodstock" che è stata tradotta nel gennaio 2007 con il titolo "Words Without Borders".

In California nel 2001 è stato ideato un raduno annuale di indie-rock, Coachella, che si ispira ai valori del festival del 1969. La cantante Lana Del Rey quest'anno ha pubblicato il singolo "Coachella - Woodstock in my mind", e in un video postato su Instagram spiega che il brano è una preghiera musicale affinché le tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti non siano una minaccia agli ideali di pace e amore.

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