George Best, il Fulham e quella salvezza all'ultima giornata

Il 12 agosto del 1976 il nordirlandese firma un contratto con i Cottagers: lasciò 12 mesi dopo tra delusioni e polemiche.

George Best e Rodney Marsh con la maglia del Fulham

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La voglia di rimettersi in gioco, l'emozione di una nuova sfida, l'ennesimo tentativo di ridare un senso a una carriera che gli stava sfuggendo di mano: sono probabilmente questi i fattori che hanno spinto George Best ad accettare l'offerta di contratto del Fulham nell'estate del 1976. La sua vittoriosa esperienza al Manchester United si era conclusa da appena 2 anni, ma il nordirlandese tra litigi con i compagni e un comportamento troppo spesso poco professionale aveva già cambiato ben 5 squadre. 

Quando però, dagli uffici di Craven Cottage arrivò l'invito ad aggregarsi a una squadra ambiziosa e ricca di grandi talenti, la possibilità di ritornare a essere protagonista lo allietò e non poco. Quale altro ambito se non quello del calcio inglese per dimostrare a tutti di essere ancora quel campione capace di vincere il Pallone d'Oro e conquistare tutto quello che c'era da conquistare solo pochi anni prima con i Red Devils? 

Best effettua un tiro all'Old Trafford con la maglia del Manchester United

In fin dei conti, la scelta non era poi così difficile: nel Fulham infatti militavano già giocatori del calibro di Bobby Moore, leggendario capitano dell'Inghilterra campione del mondo e del West Ham United, e Rodney Marsh, altro grande protagonista del football britannico nel ventennio che compreso tra gli anni 60 e la fine degli anni 70. Com'era possibile dire di no? Ritornare a vincere sarebbe stato ancora più facile con giocatori d'esperienza come quelli appena citati. 

Best posa insieme ai compagni di squadra Bobby Moore e Rodney Marsh

Il debutto, la crisi e l'addio

Dopo la firma sul contratto, arrivata il b, George Best esordisce con la maglia dei Cottagers appena un mese più tardi, in concomitanza con l'inizio del campionato. Nel match contro il Bristol Rovers i 25mila tifosi presenti a Craven Cottage non devono attendere molto prima che il loro nuovo idolo si sblocchi: passano infatti appena 71 secondi prima che l'attaccante nordirlandese metta a segno la prima rete con la maglia della sua nuova squadra. 

Sebbene però si sia soliti dire che chi ben comincia è già a metà dell'opera, questo specifico caso lo si può considerare in tutto e per tutto come un'eccezione. Best mette a segno appena 10 gol in 47 presenze, senza impressionare troppo sia il Fulham sia l'opinione pubblica, che si preparava a celebrare la rinascite di un grande talento. Non solo: delle sue 47 presenze, solamente 15 saranno fatte insieme a Bobby Moore e Rod Marsh. 

Il Fulham, che in quel periodo militava nella Second Division (l'attuale Championship), nonostante le grandi attese di inizio stagione, terminò ad appena un punto dalla zona retrocessione, ottenendo la salvezza nel corso degli ultimi novanta minuti. Pochi mesi più tardi Best deciderà poi di lasciare il club, lamentandosi del fatto che la società non pagasse gli stipendi regolarmente. 

George Best, genio e sregolatezza 

Alla fine degli anni 70 George Best era senza dubbio una delle personalità più influenti al mondo. Il suo stile di vita, il suo modo di fare e le sue sgangherate avventure all'esterno del campo di gioco, oltre alle sue grandi passioni come le donne e la macchine di lusso, lo rendevano di fatto un giocatore di fama internazionale

Best insieme a una ragazza davanti al suo negozio

Ed è anche e soprattutto per la sua fama e le opportunità di business che in quegli anni si moltiplicavano di anno in anno che l'attaccante dopo la fine della sua esperienza con il Fulham, gira il mondo senza mai ritornare quello di prima. Certo, il suo nome continua a essere importante e riconosciuto ovunque, ma la sua forma fisica e le sue prestazioni calano sempre di più con il passare degli anni.

Dal 1976 al 1984, Best cambia 7 squadre, suddivise tra Scozia, Inghilterra, America e Australia. L'alcolismo poi, prenderà il sopravvento.

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