Caso Neymar: è guerra aperta fra Barcellona e Paris Saint-Germain

I catalani, che rifiutano il transfer al giocatore, hanno l'appoggio dei maggiori club europei preoccupati dalla potenza economica del Qatar.

Barcellona e Paris Saint-Germain

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Che l'assegno da 222 milioni di euro col quale Al Khelaifi, almeno metaforicamente, si è presentato a Barcellona per saldare la clausola rescissoria di Neymar e portarselo via - con la stessa noncuranza con la quale noi andiamo a comprarci gli spaghetti e la passata di pomodoro al supermercato - avrebbe rappresentato una sorta di spartiacque nel calciomercato internazionale era parso chiaro fin dall'inizio della vicenda.

Nulla sarà più come prima, sicuramente, e se ne stanno rendendo drammaticamente anche tutti gli altri club, grandi e piccoli, dal Portogallo alla Bielorussia. Il punto aveva cominciato a farlo il presidente del Barcellona Josep Maria Bartomeu nei giorni scorsi:

Neymar è andato via nonostante noi abbiamo fatto di tutto affinché restasse. Credo ci sia un limite a tutto: nessun giocatore può venire prima del Barça. Noi siamo un club che ha 118 anni di storia, con più di 140 mila soci: il club è nostro, non di uno sceicco o di un oligarca.

Questo è il problema. Fino a qualche settimana fa c'erano club ricchissimi, club ricchi, quelli che si barcamenavano e quelli che nuotavano in cattive acque. Ora tutti questi si sono resi conto che di fronte a loro c'è un club-Stato, il Paris Saint-Germain di proprietà catariota, dalle potenzialità economiche praticamente inesauribili, che finora si era accontentato di strapagare chiunque - più o meno nei limiti Uefa - senza mai riuscire però a dare un'anima alla squadra.

Caso Neymar: è guerra aperta fra Barcellona e Paris Saint-Germain

Probabilmente scottato anche dall'embargo internazionale imposto nei mesi scorsi dagli altri paesi arabi, il Qatar ha però deciso, con un colpo di coda, di mandare al mondo segnali di vita. "Ecco che cosa vi può capitare": dalla crisi dell'elio - del quale l'emirato è il principale produttore mondiale - che sta creando serissimi problemi ai settori più diversi (dalla propulsione a reazione alle risonanze magnetiche, dalla costruzione dei superchip alle bombole dei sub, fino ai palloncini dei bambini) alla mega clausola per Neymar pagata senza fiatare, gli sceicchi hanno lanciato i loro avvertimenti.

Bartomeu e Al Khelaifi
Bartomeu e Al Khelaifi insieme sorridenti: erano altri tempi

Fair Play finanziario messo a nudo

E ci hanno anche spiegato l'assoluta inutilità del Fair Play finanziario, per lo meno così com'è: l'hanno messo a nudo, aggirato e rispedito al mittente, sempre nel pieno rispetto - almeno formale, si intende - delle sue regole. Per questo il Barcellona non viene lasciato solo nella sua battaglia contro i mulini a vento del Qatar.

Neymar al Psg
Un momento della presentazione di Neymar al Psg

Eca al fianco del Barcellona

I catalani hanno cominciato a far sapere che non intendono concedere il transfer per Neymar al Paris Saint-Germain fino a che non vedono materialmente i 222 milioni - come se per Al Khelaifi potesse essere un problema - mentre l'Eca, l'Associazione dei club calcistici europei, ha ufficialmente chiesto all'Uefa di vigilare sulla vicenda: la paura è che ci si trovi di fronte a un club-Stato ricco di petroldollari, contro il quale non sia possibile competere sul calciomercato.

Il 5 settembre l'Eca eleggerà il nuovo presidente che prenderà il posto del dimissionario Rummenigge e che avrà il difficilissimo compito di dettare una linea comune per evitare che si ripetano altri casi Neymar. Intanto i club incrociano le dita, il mercato chiude il 31 agosto: si temono repliche.

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