Chelsea, Morata: "Un rigore sbagliato... e già mi stanno ammazzando!"

L'attaccante spagnolo ha subito toccato con mano la pressione degli 80 milioni spesi per lui dai Blues: "E ho giocato appena 15 minuti!".

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In Spagna non devono avere grossa dimestichezza con i testi di Francesco De Gregori, altrimenti anche loro avrebbero citato il suo verso "calcistico" più famoso. Resistere alla tentazione è impossibile: "Alvaro non aver paura di sbagliare un calcio di rigore" suona così bene. Álvaro ovviamente, con l'accento sulla prima "a". Alla iberica, alla Soler. Anzi, alla Morata. L'attaccante da 80 milioni di euro, un quarto d'ora in campo e già un peccato da farsi perdonare.

L'impatto con il calcio inglese è stato da terapia d'urto: se fallisci un penalty all'esordio assoluto, in una finale oltretutto, poi puoi solo migliorare. È questa la speranza, la motivazione dell'ex Juve, anche perché c'è già chi mugugna e dubita che possa fare meglio di Diego Costa. "Ya me están matando!", esclama il classe '92: al di là della Manica lo stanno già ammazzando, mediaticamente s'intende.

Lo sfogo, non senza un pizzico di sarcasmo, è affidato ai connazionali di Marca: Morata parla a casa sua, ma si fa capire anche dalle parti di Londra. Dove il clima non è quello di Madrid e le pressioni, se vogliamo, sarebbero anche minori rispetto alla piazza più esigente del mondo. Quando il tuo biglietto da visita recita "costo, 80 milioni", però, le aspettative sono subito altissime. Guai a fallire dagli undici metri, se ti stai giocando una Community Shield.

Chelsea, Morata e il rigore sbagliato: "Già mi stanno ammazzando!"

Se vogliamo, la prima "vittima" del metodo ABBA è proprio lui: dopo il suo errore, Oxlade-Chamberlain e Giroud hanno chiuso i conti. Supercoppa inglese all'Arsenal, proprio come l'ultima FA Cup: Wenger si è portato sul 2-0 nei faccia a faccia senz'appello con Conte. E pensare che, prima del pareggio di Kolasinac, proprio Alvaro aveva avuto un'ottima occasione per portare i Blues sul doppio vantaggio.

Quindici minuti e poco più in campo, al debutto ufficiale con il Chelsea: gli occhi erano tutti su di lui. Onere e onore di quegli 80 milioni:

Ammetto che si tratta di una cifra molto importante, ma ho la personalità adatta per giocare serenamente. Neanche il tempo di due amichevoli, 15 minuti ufficiali e un rigore sbagliato... e già mi stanno ammazzando. Insomma, so cosa mi aspetta. È il prezzo che devi pagare per un trasferimento così ingente. Ma è anche ciò che mi stimola a lavorare ogni giorno di più, a rimanere magari un'ora in più dopo gli allenamenti.

Terapia d'urto, dicevamo:

È stata un'estate lunga, particolare, dove ho dovuto prendere decisioni. Il giorno in cui ho firmato, ho dovuto fare il giro del mondo da Los Angeles a Singapore, poi sono tornato a Londra. È stata dura. Ora devo adattarmi a una squadra nuovo, a un allenatore italiano che cura molto la tattica. Ma già mi sto adeguando e ho una grandissima voglia di giocare. Spero che si veda in campo.

L'esordio di Morata con il Chelsea nella finale di Community Shield
Community Shield, minuto 74: Morata fa il suo esordio ufficiale con la maglia del Chelsea

Dopo le due stagioni in Serie A, Alvaro non vive certo con ansia il problema dell'adattamento tattico:

Se ci sono riuscito in Italia... Qui il sistema di gioco è come se fosse italiano, per via del tecnico. È vero, Conte mi chiede tutto il contrario di quello che mi chiedevano gli allenatori avuti finora. Giocherò in una posizione diversa e con schemi di gioco differenti, Antonio non mi chiede i classici movimenti da centravanti, ma ho già capito cosa vuole da me. Da questo momento in poi, tutto sarà più semplice.

"Non sapevo che Conte mi volesse così tanto"

Proprio la chiamata di Conte, del resto, è stata fondamentale:

Sapevo che mi voleva e ho parlato con lui diverse volte. Per certi versi, mi sentivo il debito con lui perché mi volle alla Juventus, appena prima di andarsene. All'inizio non pensavo che avesse tutto questo interesse nei miei confronti, ma quando l'ho saputo non ho avuto dubbi.

Salutare una volta per tutte il suo Real non è stato facile, ma per Morata è stato quasi un passo d'addio obbligatorio:

Dovevo andare via da Madrid, anche se era complicato lasciare la squadra dove sono cresciuto e che stava e sta vincendo tutto. È stata una decisione personale, legata all'ambizione sportiva: voglio trionfare in questo mondo, voglio fare grandi cose e sono nel posto migliore per riuscirci.

"Ritornare al Real Madrid? Siamo realisti..."

Chissà, un giorno potrebbe tornare per la terza volta alla casa madre. Ma Alvaro si dimostra decisamente scettico:

Siamo realisti: dopo tutto quello che hanno speso per me, potrei tornare lì solo per una cifra maggiore. Se dovesse mai accadere, vorrebbe dire che avrò fatto le cose per bene. Ma, davvero, è molto difficile che possa tornare, anche solo per le cifre in ballo. Poi, per carità, nel calcio e nella vita mai dire mai...

Morata sulla possibilità di un terzo ritorno al Real Madrid
"Tornare di nuovo al Real Madrid? Siamo realisti..."

Il presente e il futuro si chiama però Chelsea. E Alvaro ha gli obiettivi molto chiari:

Posso segnare più di 20 gol! È il mio lavoro, ma non è un'ossessione. Preferisco sempre vincere a livello di squadra. Alla Juve non ho mai segnato più di 20 reti, ma ho vinto tutto tranne la finale di Champions League. 

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