Supercoppa: la Lazio cerca vendetta, la Juventus vuole conferme

I biancocelesti vengono da quattro sconfitte su quattro in finale contro la Juve. I bianconeri, tra problemi di condizione e nuovi colpi di mercato, vogliono un altro trofeo.

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Basta col calcio d'estate, quello fatto di esperimenti tattici e ritmi blandi. Ora si inizia a fare sul serio: domenica 13 agosto Lazio e Juventus daranno finalmente il via alla nuova stagione 2017-2018. In palio la Supercoppa italiana alla sua 30esima edizione. Di nuovo biancocelesti contro bianconeri, come un motivo che si ripete con incredibile regolarità: sarà infatti la quinta finale negli ultimi quattro anni tra le due squadre.

Tra recenti colpi di mercato, squalifiche, tradizione sfavorevole e condizione atletica, il match si preannuncia equilibrato, tutt'altro che scontato. Da una parte le motivazioni della Lazio, decisa a riscattare i precedenti catastrofici confronti con la Vecchia Signora, dall'altra una Juventus vorace intenzionata ad aggiudicarsi l'ennesimo trofeo. 

L'Olimpico di Roma sarà la cornice che accoglierà circa 60mila spettatori, divisi equamente nei vari settori dello stadio. Dopo la suggestione Doha, scenario della Supercoppa italiana del 2016 vinta dal Milan proprio contro la Juventus, si ritorna nella Capitale: qui andrà in scena la prima vera sfida dell'anno. Tutto è pronto, non si scherza più ormai.

Supercoppa italiana, Lazio contro il tabù Juventus

Sembra essere una sorta di maledizione quella che accompagna la Lazio nelle finali contro i bianconeri, così pesante da non riuscire più a scrollarsela di dosso. Quattro partite giocate, altrettante sconfitte, con una sola rete all'attivo e ben dieci incassate: è questo il terribile bilancio dei capitolini contro i Campioni d'Italia. Il primo atto risale al 2013. I biancocelesti vengono dall'euforia della finale di Coppa Italia vinta nel derby contro la Roma. La squadra, allora guidata da Petkovic, non riesce però nell'impresa di battere anche la Juve e soccombe sotto i colpi di Buffon e compagni che alzano la Supercoppa: 4-0 sonoro senza diritto di replica (le reti erano state di Pogba, Chiellini, Lichtsteiner e Tevez).

La Juventus vince la Supercoppa italiana
Buffon alza la Supercoppa italiana 2013

Nel maggio del 2015 la sfida si ripropone in finale di Coppa Italia. La Juventus è senz'altro la favorita, tanto che ancora concorre su tre fronti alla caccia del triplete (che poi sfumerà a causa della sconfitta in finale di Champions League contro il Barcellona per 3-1). Ma dopo pochi minuti dall'inizio della gara è la Lazio a trovare il vantaggio grazie al gol di Radu. Incantesimo spezzato? Neanche per sogno: prima il pareggio di Chiellini e poi il destro di Matri mandano in frantumi le speranze di vittoria. A rendere il tutto più amaro - come se non bastasse - è il doppio palo di Djordjevic, con Storari battuto, centrato poco prima del vantaggio juventino. Un segno del destino, a ribadire la potenza della maledizione e a confidare nella volta successiva.

Il doppio palo di Djordjevic
Il tiro di Djordjevic si stampa due volte sul palo prima di uscire dalla porta, spezzando così i sogni della Lazio

Non bisogna aspettare nemmeno molto per una nuova rivincita. Pioli e Allegri si ritrovano ad agosto a Shangai per contendersi la Supercoppa nell'affascinante stadio della città più popolosa della Cina. I bianconeri non possono più contare su Pirlo, Vidal e Tevez, le tre grandi cessioni di quel mercato estivo, ma davanti c'è Mandzukic e in panchina scalpita Dybala, comprato due mesi prima dal Palermo. La Lazio è praticamente confermata in toto. Partita noiosa, lenta e senza ritmo a causa soprattutto del caldo e dell'umidità elevata, ma il cinismo della Juventus punisce ancora i laziali. In quattro minuti Mandzukic e Dybala (proprio loro) animano il match mettendolo in cassaforte: 2-0, Supercoppa in bacheca e altro schiaffo ai rivali. 

Dybala e Mandzukic con la Supercoppa
Altro trionfo contro la Lazio, la Juventus si prende la Supercoppa grazie alle reti di Dybala e Mandzukic

Con eccezionale alternanza, ecco la quarta finale in quattro anni, lo scorso maggio. Che alla Juve verrebbe quasi da sorridere visto lo score dei precedenti, ma qualcosa è cambiato. I biancocelesti hanno trovato in Simone Inzaghi l'uomo della rinascita, un tecnico cresciuto in casa che ha ridato fascino ad una squadra che pareva aver smarrito ogni identità. E davanti il giovane Keita è una vera mina vagante, pronta a far saltare in aria i piani di Allegri. Il problema è che la Vecchia Signora è sempre la prima della classe, di nuovo in competizione su tre fronti fino alla fine. Difesa consolidata e attacco letale, sono queste le armi micidiali dei bianconeri. E non fanno cilecca neanche a questo giro. Bonucci e Daniel Alves chiudono la pratica già nel primo tempo, sfruttando le disattenzioni concesse dalla difesa avversaria e rispettando il copione: Coppa Italia ancora alla Juventus.

Dani Alves segna il vantaggio
Il piattone di Dani Alves traccia la strada per la vittoria finale

Non c'è quattro senza cinque

Atto quinto, mettetevi comodi. Che sia l'ultimo nemmeno a pensarlo. Per quel che riguarda la Supercoppa italiana, Juventus-Lazio è la finale più ricorrente insieme a Roma-Inter. Si sono incontrate quattro volte, nel 1998 l'unico caso in cui hanno vinto i romani grazie ai gol di Nedved e Conceiçao. Poi più recentemente nel 2013 e nel 2015 e adesso quella del 13 agosto. Oltre a quello della fine degli anni '90, i biancocelesti hanno conquistato il trofeo altre due volte e sia nel 2000 che nel 2009 a spese del'Inter.

La Juve ha un palmares più ricco con sette titoli (al pari del Milan), ma conta più sconfitte in finale: cinque, nessuno come lei. Buffon è il vero amuleto dei piemontesi: dal 1995 al 2016, contando anche la presenza con la maglia del Parma, ha perso solo quella dello scorso anno contro il Milan ai calci di rigore. Tutti numeri che rendono ancora più interessante l'ennesimo scontro tra queste due squadre. La Lazio vuole servire la vendetta che medita da troppo tempo, la Juventus non intende fermarsi: chi vincerà?

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Colpi di mercato e condizione fisica: dove si decide la sfida

Con i ritiri estivi ormai terminati, si può tracciare un primo bilancio della condizione di entrambe le squadre. La Juventus si è misurata con avversari di grande livello internazionale come Barcellona, PSG e Tottenham. Nel mezzo anche la sfida alla Roma, come primissimo assaggio di campionato, vinta ai calci di rigore dopo l'1-1 maturato nei 90'. Con i bluagrana è arrivata una sconfitta (2-1), mentre con il PSG una vittoria all'insegna dei gol (3-2).

Ma se contro Messi e compagni è sempre difficilissimo risultare pericolosi, è con il Tottenham che si sono mostrate le crepe più grandi. Oltre alle gambe ancora imballate, sono state la lentezza nel giro palla e le gravi disattenzioni in difesa a preoccupare Allegri. La partenza di Bonucci potrà giocare un brutto scherzo per i bianconeri, la cui impellenza sarà quella di collaudare i movimenti difensivi senza il perno della Nazionale.

In avanti, invece, la situazione è diversa. Di scelta ce n'è in abbondanza con Higuain, Dybala, Mandzukic, Cuadrado Pjaca e i nuovi colpi Bernardeschi e Douglas Costa che mettono a disposizione del tecnico livornese classe, imprevedibilità e gol. É un arsenale offensivo tra i più forti d'Europa. In più, il 9 juventino è la bestia nera della Lazio: 13 timbri in 14 partite.

Gonzalo Higuain
Higuain è la bestia nera della Lazio: 13 gol in 14 incontri

Dunque, la Vecchia Signora scricchiola in difesa ma è fenomenale in attacco. Ma c'è quel dettaglio della forma atletica - che poi tanto dettaglio non è - che può essere decisivo per le sorti del match. La Lazio durante la sua pre-stagione ha dimostrato di avere già una buona condizione fisica, tanto da centrare sette vittorie su sette nei vari test amichevoli giocati (alcuni di bassa levatura, altri - vedi Bayer Leverkusen e Malaga - di spessore). Immobile e Keita i migliori in zona gol e Lucas Leiva non sta facendo rimpiangere Biglia. Se la Juve rimane la favorita e la più forte, i biancocelesti hanno dalla loro freschezza e dinamismo.

La società ha operato bene sul mercato fino ad ora, mantenendo de Vrij e Keita e allungando la panchina con rincalzi interessanti, quali Marusic e Di Gennaro. Inzaghi sta lavorando intelligentemente con i giovani e dimostra giorno dopo giorno di essere un allenatore competente. Sa che la Juventus può essere (finalmente) battuta in barba ad ogni tipo di tabù, anche a quello legato al secondo anno. Vincere per cancellare i fantasmi del passato e ripartire all'insegna di una grande stagione, questo è l'obiettivo. I suoi predecessori hanno sempre steccato l'annata della riconferma, prendersi la Supercoppa significherebbe scacciare due sciagure in un colpo solo.

Simone Inzaghi
Inzaghi pronto a sfatare due tabù in un colpo solo

Problemi di formazione

La Lazio non potrà contare su Bastos, il difensore angolano ha rimediato il cartellino rosso nell'ultima gara dello scorso campionato e dunque sarà costretto ad assistere alla partita dalla tribuna. Felipe Anderson è ancora da valutare a causa della contrattura all'inserzione degli adduttori rimediata contro il Bayer Leverkusen. Inzaghi conta di averlo ma in caso di forfait sarà Keita a partire al fianco di Immobile.

In casa Juventus, gli unici dubbi riguardano Pjaca e Szczesny. L'esterno croato è tornato ad allenarsi in gruppo solo per la parte atletica e spera di esserci, mentre il portiere polacco sta svolgendo degli allenamenti personalizzati ma rimane a forte rischio per il match. Ancora pochi giorni per i due tecnici per scegliere i migliori undici, poi basta con esperimenti tattici e calcio d'estate: si farà sul serio.

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