NFC East preview: Cowboys verso Minneapolis, Eagles e Giants pronti

Nella NFC East si combatte da sempre, ma quest'anno i Cowboys sembrano una spanna sopra la concorrenza, in attesa che Eagles e Giants risolvano piccoli problemi.

Prescott e Dallas per il Superbowl

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Iniziamo oggi il nostro viaggio all’interno della nuova stagione NFL passando al microscopio ogni division e ogni squadra con pro, contro e aspettative.
Oggi si parte dalla NFC East, una delle più agguerrite dell’intero panorama, dove non c'è un back to back dal lontano 2004-2005 quando furono gli Eagles a compiere l'impresa e aggiudicarsi per due anni di fila il titolo.

Ezekiel Elliott il leading rusher NFL

1° Dallas Cowboys

Sono i maggiori indiziati non solo portarsi a casa la Division, ma a rappresentare la NFC al grande ballo del Superbowl. Sono a un passo dal creare una potenziale dinastia con la presenza di due giovani fenomeni come Dak Prescott in QB ed Ezekiel Elliott in RB. Elliott ha corso 1631 yards nella scorsa stagione grazie alle sue incredibili capacità e a una linea offensiva che annovera ben tre Pro Bowler (Tyron Smith, Zack Martin e Travis Frederick), essendo semplicemente la miglior linea della lega che ha reso grandi tutti i running back che hanno corso dietro di loro. Tornerà a pieno regime Dez Bryant dopo le difficoltà fisiche e con lui ci sarà Cole Beasley, semplicemente essenziale nella scorsa stagione. Jason Witten chiuderà il cerchio dei bersagli per Prescott facendo paura agli avversari.

Per battere i Cowboys c’è un solo modo da utilizzare: attaccarli. La linea difensiva è decisamente sotto il par e mantenerli in campo con un buon gioco di corsa potrebbe essere cruciale soprattutto per tenere i nomi di cui sopra seduti comodamente sulla panchina a raffreddarsi. Inoltre la vulnerabilità nella secondaria sembra un punto a sfavore con la perdita di Claiborne, Carr, Church e Wilcox. Con Dallas in campo le partite in stile Ravens-Steelers da 6-3 saranno solo un ricordo, ma basterà l’attacco a detronizzare Brady?

Eli Manning e la fuga dai blitz

2° New York Giants

Se ci sono dei possibili rivali per i Cowboys sono Manning e compagni. Anche se Eli ha avuto un'ultima stagione piuttosto travagliata con qualche scelta sbagliata e indubbiamente poco tempo per prenderle all'interno della tasca, rimane una squadra solida con un’impronta difensiva. Nel 2016 sono stati spesi 200 milioni nel reparto dietro su Olivier Vernon e Damon Harrison tra i tanti, assieme al rinnovo in estate di Jason Pierre-Paul. Questo rende la linea difensiva inespugnabile, oliata e collaudata tanto da condizionare le partite ed essere la migliore della lega.

Se dovessero partire i lanci arriverebbero i problemi perché nessuno oltre a Keenan Robinson nei Linebacker sembra poter elevare il proprio rendimento e avere letture di qualità per la copertura. Colpire in mezzo al campo può essere la soluzione, ma bisogna sempre togliere dal campo Eli Manning che può servire Odell-Beckham Jr e il nuovo acquisto Brandon Marshall, giocatori con le 1000 yard già in tasca a ogni inizio di stagione. La linea offensiva mostra qualche crepa, quindi sarà importante contro di loro la pressione su Manning e la capacità di colpire i pochissimi punti deboli della difesa.

Carson Wentz sarà ancora più leader

3°Philadelphia Eagles

È dai tempi di Terrell Owens che il tallone d’Achille dei Greens si manifesta nei wide receivers, con DeSean Jackson e Jeremy Maclin andati altrove e comunque mai dimostratisi go to guy in situazioni di bisogno. Questa volta la dirigenza si è mossa e ha portato a casa una coppia di assoluto valore come Alshon Jeffrey e Torrey Smith. Il primo è una certezza, mentre il secondo deve un po’ ritrovarsi dopo un’ottima carriera, ma due anni a San Francisco di molte ombre e poche luci. Si punta anche su Jordan Mathews e soprattutto Nelson Agholor in grande ascesa. Un altro punto di forza consolidato è lo special team che negli ultimi quattro anni è stato al top per tre volte grazie ai ritorni di Sproles e alla precisione di Sturgis.


Il problema offensivo arriva dal backfield dove ci sono running back piccoli ed elusivi come Sproles (comunque trentaquattrenne) e Smallwood ma con l’incognita Mathews che sembra vicinissimo al taglio a causa del suo infortunio al collo. Senza di lui nessuno è veramente in grado di guadagnare yards di potenza sui down corti e questo potrebbe essere un grave problema, esponendo il secondo anno Carson Wentz a tante responsabilità e un upgrade che è nelle sue corde, ma ancora tutto da testare.
In difesa i dubbi principali arrivano da una linea non eccelsa che non è stata in grado di mettere quasi mai pressione ai QB avversari con soli 14 sacks nelle ultime dieci partite e siccome la difesa di Jim Schwartz predica pressione al QB, diventa difficile da sostenere poi per una secondaria discreta ma non eccelsa.

Kirk Cousins e il suo futuro a Washington

4° Washington Redskins

L’offseason di Washington è stata imperniata sul rinnovo di Krik Cousins che ha vissuto diverse situazioni d’ombra nel rapporto tra società e agente. La dirigenza sembra avergli offerto un contratto che lo avrebbe reso il secondo giocatore più pagato e, a quanto viene riportato, Cousins avrebbe preferito giocare con il cosidetto franchise tag, ovvero un contratto annuale che garantisce un salario predeterminato ruolo per ruolo che si assesta sui $21.268 milioni per un quarterback.

Non gioco per la stabilità, per siglare un contratto a lungo termine o per i soldi. Se riponessi tutte le mie convinzioni in quello mi metterei da solo sulle sabbie mobili, invece voglio giocare anno per anno e valutare i cambiamenti della squadra e della lega avendo la libertà di decidere che cosa fare. (K.Cousins)

L’aver risparmiato soldi in questa stagione per i Redskins (apparentemente contro la loro volontà) potrebbe ritorcersi contro l’anno prossimo quando potrebbero perderlo, ma soprattutto non essere nemmeno nelle posizioni di draft adatte per scegliere uno dei tanti QB talentuosi a disposizione. La perdita di due ricevitori di alto profilo come Pierre Garcon e DeSean Jackson rende improbabile una stagione di successi, ma la offensive line che ha esteso il RT Morgan Moses e ha Trent Williams a quota cinque Pro Bowl, rimane una sicurezza.
Anche la linea difensiva presenta qualche lacuna e dopo la perdita di Chris Baker ci sono troppe scommesse da vincere per poter pensare al successo. È probabile che si assestino in fondo alla division, ma mai dire mai. 

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