Malignaggi: "Non credevo che McGregor potesse essere tanto co***one"

Paul Malignaggi è pronto a chiarire tutta la verità sugli sparring. L'irlandese dormirà sonni meno tranquilli?

Paul Malignaggi, former WBA welterweight champion

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Paul Malignaggi proprio non riesce a smettere di parlare di Conor McGregor. Dopo aver ufficialmente rotto con il camp d'allenamento dell'irlandese - mollato a metà settimana -, l'ex campione pesi welter WBA non ha risparmiato pesantissime bordate nei confronti della stampa, oltre che dello stesso McGregor e del suo team. Troppo gravi ed infamanti per il boxeur d'origini siciliane le voci che parlavano di un KO patito sotto i colpi di un "Notorius" meno spacciato di quanto si pensasse. Proprio l'irlandese non ha ancora preso posizione sulla vicenda, pur essendo tuttora attivissimo sui social.

Il mio arrivo nel camp di McGregor è facilmente riassumibile: sbarco a Las Vegas e mi dicono: "Domani fai 12 round di sparring". Ora, non si è mai detto che uno sconosciuto arriva dal nulla e fa 12 riprese di sparring senza alternanza, ma lasciamo stare. 

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: chi ha ragione tra Malignaggi e McGregor? Dove sta la verità? Probabile che la soluzione dell'enigma si trovi, come spesso accade, nel mezzo. Impossibile infatti pensare ad una storia completamente inventata, anche se appare chiaro come un KO netto inflitto da Conor in sparring risulta ipotesi assai ardua da credere su due piedi.

Più probabile come Malignaggi abbia comunque testato con mano la potenza del campione pesi leggeri UFC, imponendo però per lunghi tratti il proprio gameplan grazie anche ad una esperienza nettamente superiore rispetto a quella dell'ex compagno d'allenamento.

You can run. But you can't hide.

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A destare clamore nelle ultime ore però c'ha pensato uno dei numerosissimi - e sfiancanti - tweet del buon Malignaggi, che ha dichiarato di non esser stato pagato da McGregor per i servigi prestati dal suo arrivo nel camp d'allenamento. Ora, premesso che il fatto è ancora tutto da verificare, è cosa ben nota negli ambienti vicini all'irlandese come questi sia solito retribuire profumatamente i propri sparring partner d'eccezione, come si evince anche dai numerosissimi precedenti.

Dillon Danis, ad esempio, è stato lautamente retribuito per la preparazione impartita a Conor sul BJJ, sia prima che dopo esser entrato a far parte a tutti gli effetti della SBG Ireland. Le dichiarazioni dello stesso Malignaggi ad MMA Hour, inoltre, tradiscono quasi del tutto quella sorta di codice menzionato dal pugile, il quale aveva assicurato come quanto accaduto all'interno della palestra sarebbe rimasto segreto almeno fino alla fine del dream match dell'irlandese contro Floyd Mayweather.

Appena arrivato per la prima volta in palestra mi trovo Dana White, Lorenzo Fertitta e l'agente dell'irlandese. Io, di solito, non voglio neanche il mio coach all'angolo negli sparring, ragion per cui la cosa mi urtò parecchio. Sapevo però di essere arrivato da poco e passai oltre.

McGregor vs Malignaggi sparring
Conor McGregor porta un jab destro sul volto di Paul Malignaggi.

Per i primi cinque round è riuscito a mettere degli ottimi colpi, ma poi sono salito in cattedra. Da uno sparring all'altro continuavo a migliorare, con la memoria muscolare che faceva incrementare il mio timing e la mia reattività. Nel contempo parlavo anche tanto, colpendolo al corpo e spezzandogli il fiato. Nella boxe la questione dei colpi al busto è diversa rispetto a quella delle MMA, in quanto nel primo caso il cardio ti abbandona pian piano.

Dopo averlo colpito parecchie volte, McGregor ha smesso sia di parlare che di mettere tanti colpi, per risparmiare le energie. Gli scatti "incriminati", ad esempio, sono tutti figli di quei primi cinque round già menzionati. Come sono finito giù? Dopo 7 round di sparring, di cui l'ultimo particolarmente sofferto dall'irlandese, lui si volta e mi dice: "7-0 per me". La foto incriminata che mi vede steso a terra risale all'ottava o alla nona ripresa: Conor mi ha spinto via nel tentativo di prendere una pausa

Io, dal mio canto, ho continuato con il mio trash talking, chiedendo se volesse una pausa. Subito dopo ho ripreso a colpirlo, chiarendogli come non ci sarebbe stato nessun break. Lui ansimava come una donnetta ad ogni body shot. Alla fine di quello sparring, però, credevo avessimo seppellito l'ascia di guerra. Nello spogliatoio abbiamo scambiato due parole, convinti di aver fatto un buon lavoro.

McGregor vs Malignaggi
Conor McGregor colpisce violentemente un Paul Malignaggi dal volto tumefatto.

Al che ho colto la palla al balzo, chiedendogli: "Fratello, non mettere in giro tutte queste foto, perché mi riesce difficile non parlare del camp se appaio in questo modo ai media". D'altronde tutti sanno chi sono, ed è anche normale che, vedendo un'immagine di quel tipo, la gente si faccia due domande. Io voglio provare a promuoverti, a farti apparire al meglio, ma non a mie spese. Mi aspettavo una risposta comprensiva, invece McGregor si è voltato, incamminandosi verso le docce tra un paio di risate. Pensavo fosse uno scherzo, non avrei mai creduto che potessi trovarmi di fronte ad un tale cog**one.

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Poco più di due settimane ci separano da quello che sarà senza se e senza ma l'evento del secolo, perlomeno in termini di intensità, hype e copertura mediatica. Il prossimo 26 di agosto infatti, le chiacchiere ed i mormorii cesseranno per far spazio allo schioccare della pelle dei guantoni sui corpi dei due contendenti, pronti a darsi battaglia all'insegna dei soldi e dello show business che alla fine tutti amiamo.

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