Il giocatore senza nome: la leggenda del primo tedesco dell'Ajax

Nessuno ha mai capito se si chiamasse Werner Schaaphok o Werner Glanz. Quel che è certo però è che si tratta del primo gioatore tedesco della storia dell'Ajax.

Qualcuno lo chiama Werner Schaaphok, altri Werner Glanz: ma è il primo tedesco dell'Ajax

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La sua storia inizia da un grande dubbio: si chiama Werner Glanz o Werner Schaaphok? In realtà però conta poco, perché in Olanda, dove si trova adesso, non sono particolarmente formali. Ci si dà facilmente del tu. E allora possiamo chiamarlo Werner. Il dubbio d’origine però resta.

La verità è che il cognome di Werner  è Schaaphok, ma nelle serate ufficiale viene chiamato Glanz. Nelle cronache delle partite si utilizza quindi il primo cognome, e non tutti sanno che in realtà dietro le sue gesta si nasconda proprio Glanz. Lui, il primo tedesco della storia dell’Ajax.

La confusione intorno al suo cognome risale alla sua infanzia. Dopo il divorzio dei genitori, Werner viene praticamente rapito da suo padre che da Berlino lo porta a Parigi. Lì ha vissuto per un anno e parla solo francese. Un giorno due uomini si presentarono a casa sua con una foto della madre: gli dissero che era disperata e che aveva bisogno di rivederlo e di riabbracciarlo.

Werner Glanz
Werner Glanz con la maglia dell'Ajax

Werner Glanz o Werner Shaaphok? La strana storia del primo tedesco dell’Ajax

Werner venne quindi preso e portato ad Amsterdam, dove nel frattempo la madre viveva col suo nuovo compagno (che fra l’altro era uno dei due uomini che lo era andato a prendere a Parigi), Siebolt Schaaphok. In quel periodo però, siamo intorno alla fine degli anni 40, i tedeschi in Olanda non sono visti benissimo a causa dell’invasione che c’era stata durante la seconda guerra mondiale.

Già alle elementari i miei compagni di classe mi chiamavano parassita. Poi però li ho picchiati e hanno smesso.

Werner d’altronde si adatta rapidamente. Delle sue origini tedesche resta pochissimo: ormai lui è a tutti gli effetti uno Schaaphok e parla perfettamente il dialetto di Amsterdam. Ah, e gioca a calcio. Benissimo.

La mia prima squadra giovanile però non era molto ben organizzata. Perché il nostro allenatore passava più tempo al bar che sul campo.

Werner Glanz Ajax
L'Ajax di Werner Glanz

Il patrigno, il signor Schaaphok, gli consiglia quindi di fare un provino con l’Ajax. I tecnici del club olandese riconoscono subito il suo talento e lo prendono. Werner si allena anche da solo, e viene premiato presto: a soli 17 anni, all’ultima giornata della stagione 1958-59, esordisce in campionato. Nella stagione successiva si prende il posto da titolare nel centrocampo dell’Ajax e vince subito il campionato. Passa ancora un anno e Werner vince la coppa nazionale. Finisce per notarlo anche Elek Schwartz, che in quell momento era il tecnico della nazionale olandese. Lo vorrebbe convocare, ma il problema è che ufficialmente Werner di cognome fa ancora Glanz, ed è tedesco. Di padre e di madre. Schwartz provò quindi a convincerlo a prendere la cittadinanza olandese, ma Werner rifiutò:

Avrei dovuto fare il servizio militare e non volevo. Quindi sono rimasto tedesco. È una delle cose stupide della mia vita.

Glanz Werner
Werner Glanz oggi

E così nella nazionale olandese Schaaphok non ci ha mai giocato. Perché decidendo di restare Glanz non era convocabile. La stagione 1964-65 è però importantissima per l’Ajax e per la carriera di Werner. Dalla primavera sta venendo fuori un ragazzo piuttosto arrogante ma dannatamente bravo di nome Johan Cruyff. L’Ajax visse una stagione terribile, chiusa al 13esimo posto, il peggior piazzamento di sempre. All’Ajax comincia la rivoluzione. Cambia il tecnico e cambiano i giocatori. Werner non è più titolare inamovibile. Al punto che quando gli viene offerto il rinnovo rifiuta. Dopo 148 partite (e 1 gol) la sua avventura all’Ajax è finita. Ancora oggi però in Germania Werner Glanz viene celebrato come il primo tedesco ad aver giocato col grande Ajax. In Olanda invece parlano della carriera di Werner Schaaphok. Giocatore dignitoso, fatto fuori da Cruyff e dalla sua banda. Due storie diverse, per la stessa persona.

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