UFC, Rockhold risponde a Romero: "Voglio un match da veri uomini"

Luke Rockhold torna a parlare dei match saltati e di quello accettato contro l'ex campione WSOF David Branch, in programma a UFC FN 116

UFC, Luke Rockhold

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Luke Rockhold, ex campione dei pesi medi UFC è finalmente pronto a tornare in gabbia. L'appuntamento è per il 16 settembre, la card in questione è UFC Fight Night 116, l'avversario è David Branch, ex campione di due divisioni WSOF.

Dopo tanta attesa per conoscere quello che sarebbe stato l'avversario che avrebbe dato a Rockhold il bentornato, c'è stato un certo sgomento appena si è fatto il nome di Branch. David è il numero 9 di categoria, Rockhold ha detto di dover accettare chiunque sia disponibile, passando sopra ai rumour che lo volevano contro un fighter all'interno della top 5.

Branch ha vinto il match d'esordio in UFC contro Krzysztof Jotko, superandolo per decisione non unanime e riuscendo ad entrare nella famigerata top 10 già all'esordio.

UFC FN 116, Rockhold vs Branch

Davvero - ha commentato Rockhold a The MMA Hour - non vedo l'ora di tornare. Ho atteso anche troppo per questo combattimento. A giugno Anderson Silva a Rio ha rifiutato il match. Poi c'è stato Gegard Mousasi, non sono riusciti a farlo firmare. Ho provato a propormi nei massimi-leggeri per Shogun Rua, nei massimi per Werdum. Ho tentato qualsiasi possibilità per prendere un match, nessuno ha voluto combattere con me. Solo Branch, l'unico nella top 10, ha accettato il match, da giugno a settembre. Ed è arrivato il momento.

Rockhold ha 32 anni e ha combattuto l'ultima volta nel giugno 2016, venendo sconfitto per KO al primo round da Michael Bisping, che gli portò via anche il titolo in uno degli upset più impressionanti dell'intera Storia delle MMA. Prima del famigerato match, Rockhold si era dimostrato uno dei più forti e validi pesi medi in circolazione, mettendo a segno cinque finalizzazioni in UFC, una corsa impreziosita dalla qualità dei suoi avversari: Michael Bisping (nel loro primo match), Lyoto Machida, Chris Weidman.

UFC, Rockhold su Weidman
Luke Rockhold scarica un diretto mancino al volto dell'ex campione Chris Weidman.

Una sconfitta è bastata a cambiare parte di una carriera. La vittoria di Bisping infatti fece sì che Dan Henderson, che vantava la più emblematica vittoria in carriera proprio sull'inglese, divenisse primo contendente (nonostante occupasse la tredicesima posizione dei ranking). Le voci successive interessarono, e tutt'ora interessano, l'ex campione dei welter, il leggendario Georges St-Pierre. Questo portò Rockhold a chiedere l'istituzione di un titolo ad interim e a sfidare il perdente del match di UFC 213, l'olimpionico Yoel Romero. Ma a quanto pare l'organizzazione del match col cubano non è andata bene.

Ho provato a fare qualsiasi match che avesse un minimo di senso, ma nessuno si è proposto. Yoel - ha continuato Rockhold - avrebbe voluto ritardare il match e farlo sui tre round, conosciamo tutti i suoi problemi ad affrontare un vero combattimento (sulle cinque riprese, ndr). Volevo un match. Yoel voleva aspettare. Diciamo le cose per come stanno, sarei stato più contento di combattere contro Yoel e chiudergli definitivamente la bocca. È un match che faremo a breve comunque, ne sono sicuro.

Ovviamente la versione di Rockhold è stata contestata dal team di Romero. Malki Kawa, manager di Romero, ha dichiarato a The MMA Hour che il cubano aveva chiesto un match contro Rockhold a ottobre, anziché settembre, per avere del tempo e recuperare da un infortunio alla caviglia. Kawa ha dichiarato di aver proposto a Rockhold un paio di settimane d'attesa e Luke avrebbe risposto picche. Ma a quanto pare, Branch sarebbe andato bene. Per Kawa, Rockhold avrebbe voluto evitare Romero. Ancora una volta, Luke risponde, asserendo che l'obiettivo di Romero è un match sui tre round, a causa del cardio del cubano.

Credo - ha continuato Luke - che il suo team conosca i suoi punti di forza, come io conosco i miei. Un match sulle cinque riprese era ciò che volevo, i match titolati sono sulle cinque riprese. Quelli sono i match da uomini. È un vero combattimento. Non ci sono né se né ma. È molto più difficile anche che la decisione dei giudici, se ci si arriva, penda verso l'uomo sbagliato. Quindi ho finito col chiedere match e concederne. Sarò tattico. Mi riprenderò quello che è mio in questa divisione. 

Ovviamente la vittoria di Robert Whittaker ha cambiato tutto. la divisione ha subito uno stravolgimento non da poco e, come se non bastasse, ora "The Reaper" è infortunato.

Whittaker - ha concluso Rockhold - è un duro. Ce l'ha fatta, Yoel ha fatto ciò che ha potuto. Credo sia stato per Robert un buon match stilisticamente parlando. È lì per una ragione. Ha battuto Jacare, ha battuto Yoel. È un avversario vitale (ai fini della cintura, ndr), sono certo affronterò anche lui. Per adesso è lui il migliore. Sicuramente è il migliore fra i due che detengono la cintura adesso.

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