Gamper, che emozioni per Alan Ruschel: Barcellona-Chapecoense 5-0

Il difensore, uno dei tre sopravvissuti alla tragedia aerea del 28 novembre, torna in campo da capitano: l’ovazione del Camp Nou.

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Sul campo ha trionfato il Barcellona, con un inequivocabile 5-0 firmato da Deulofeu, Busquets, Messi, Luis Suarez e Denis Suarez, ma il risultato del trofeo Gamper, pur sempre un'istituzione dalle parti della Catalogna, è presto passato in secondo piano. A conquistare le attenzioni della serata del Camp Nou è stato Alan Ruschel, terzino destro e capitano della Chapecoense, unico dei tre sopravvissuti alla tragedia aerea che il 28 novembre 2016 costò la vita a 71 passeggeri del volo, di cui 39 tra dirigenti, componenti dello staff e calciatori della formazione brasiliana diretta a Medellin per giocare l'andata della finale della Copa Sudamericana contro l'Atletico Nacional.

Al Camp Nou erano presenti i tre calciatori della Chapecoense sopravvissuti alla tragedia: oltre a Ruschel, il portiere Jackson Follman, che nell’incidente aereo ha perso una gamba, e il difensore Helio Neto. Per Ruschel una serata a dir poco indimenticabile: accolto dagli applausi del Camp Nou e degli avversari, ha scambiato nell’intervallo la sua maglia con quella di Lionel Messi ed è stato accolto da un boato al momento della sostituzione.

Tanta commozione e qualche lacrima hanno fatto da sfondo a una serata straordinaria, che ha segnato il ritorno al calcio giocato di Ruschel a 252 giorni da quelle drammatiche ore che avevano spezzato il sogno della Chapecoense e portato il mondo del calcio a stringersi al cuore della squadra brasiliana. Il Barcellona ha voluto contribuire alla rinascita della Chape, alla quale è andata anche la metà degli incassi del match. Pochi giorni prima della partita Ruschel si era raccontato al Mundo Deportivo, raccontando l'emozione per il rientro:

Sono felice di poter realizzare il mio sogno per la seconda volta. La prima fu quando, dieci anni fa, feci il debutto da calciatore professionista, e adesso tornare a giocare a calcio dopo quanto accaduto è una grandissima gioia che faccio anche fatica a spiegare.

Follmann, Neto e Alan Ruschel durante l'omaggio del Camp Nou
Barcellona-Chapecoense 5-0, Follmann, Neto e Alan Ruschel commosi dall'omaggio del Camp Nou

Trofeo Gamper, vince il Barcellona ma gli applausi sono tutti per Alan Ruschel

Davanti a 64.705 spettatori, in una serata di gala che in casa Barcellona rappresenta una tappa fissa dell'estate calcistica, Ruschel non avrà potuto non ripensare a quelle drammatiche ore: ne ha vissute quasi 36 intrappolato tra le lamiere della carlinga, rischiando di restare paralizzato e affrontando sei mesi di esercizi e terapia, lottando con la voglia di tornare calciatore, a 27 anni e con due figli e una moglie a sostenerlo. Ieri sera ce l'ha fatta: Alan Ruschel ha festeggiato la sua seconda vita, con dedica speciale ai compagni di squadra, quella famiglia che non c'è più.

E' stato un miracolo, non trovo altre spiegazioni. Quanto accaduto è comunque una cicatrice che rimarrà per sempre. Ho cicatrici nel corpo e nell'anima che mi faranno ricordare per sempre le persone che ci hanno lasciato. Della tragedia non ricordo niente, solo delle immagini di prima dell'incidente, con la gente che canta felice. Poi il buio.

La sfida sul campo è stata a senso unico, con il Barcellona avanti di due reti dopo soli otto minuti. La vittoria più grande del club blaugrana è stata però rappresentata dall'invito al club brasiliano e la successiva donazione del 50 per cento dell'incasso alla Chapecoense:  250 mila euro, una goccia nell’oceano di milioni di cui spesso il calcio europeo racconta, destinati alla ricostruzione del club. L’incasso sarà devoluto alle famiglie delle vittime, che ieri hanno assistito all’incontro incollati alla tv. E si sono commossi con Jackson Follmann, portiere 24enne che ha perso la gamba destra nell'incidente, al momento del suo calcio d'inizio.

 

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