L'obiettivo del Barcellona: tornare imbattibili, nonostante Neymar

La cessione di Neymar ha esposto Bartomeu alle critiche degli aspiranti al trono blaugrana. Il calciomercato rappresenta il primo passo del ricongiungimento con i tifosi.

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Gli anti Bartomeu hanno già affilato le armi. Il lato negativo dell'essere presidente di un azionariato popolare come il Barcellona è che pure una semplice raccolta firme rischia di destituirti. La questione non è certo semplice come è stata descritta ora, visto che tra autografi e votazioni c'è in mezzo un mare di pratiche burocratiche, ma non provate a dirlo ad Augustì Benedito, aspirante alla carica presidenziale del Barça già da qualche anno, fermatosi al terzo posto nelle ultime elezioni svolte, quelle del 2015.

Benedito è sempre stato considerato uno degli avversari più credibili di Bartomeu, specialmente dopo aver dichiarato di voler portare Carlo Ancelotti al Camp Nou. Nello scorso luglio ha presentato una raccolta firme di sfiducia nei confronti dell'attuale numero uno del Barcellona, accusato di alcune pesanti irregolarità riguardo alla rivendita di biglietti a un prezzo più alto; qualche giorno fa, lo sfidante è tornato alla carica criticando la gestione del caso Neymar, che a suo modo di vedere la dirigenza avrebbe dovuto ritenere incedibile.

La cessione dell'asso brasiliano è stato un duro colpo per la popolarità di Bartomeu, il quale, di recente, si è difeso dalle accuse dei suoi detrattori (l'ex presidente Laporta e Benedito su tutti) addossando la colpa al calciatore ed evidenziando le facoltà economiche del club.

Il calciomercato del Barcellona

SemedoCopyright GettyImages
Nelson Semedo, dal Benfica al Barcellona

L'attuale dirigenza sarà comunque costretta ad investire buona parte dei 222 milioni ottenuti dall'addio di Neymar. Il primo obiettivo è rimpiazzare l'ormai ex numero 11, e nonostante si facciano anche i nomi di Dembélé e Draxler, a sostituire O'Ney sarà il connazionale Coutinho, che seguirà la stessa strada percorsa da Luis Suarez, quando nel 2014 si trasferì da Liverpool a Barcellona.

Avendo a disposizione un budget praticamente illimitato, Valverde è intenzionato a rinforzare anche gli altri due reparti. Di conseguenza la difesa, già puntellata con l'arrivo di Nelson Semedo dal Benfica per 30 milioni, potrebbe accogliere il basco Inigo Martinez della Real Sociedad, mentre a centrocampo la scelta ricadrà su uno tra Paulinho del Guangzhou Evergrande e Seri del Nizza.

Modifiche al Tiki-Taka

Messi e SuarezCopyright GettyImages
Lionel Messi e Luis Suarez, orfani di Neymar

Valverde ha fatto le fortune dell'Athletic disegnando la squadra col 4-2-3-1, ma eccezion fatta per qualche tentativo di difesa a tre portato avanti da Guardiola e Luis Enrique, il modulo del Barcellona è da anni il 4-3-3. Almeno all'inizio il neo allenatore dovrebbe dunque continuare sulla scia dei suoi predecessori (le prime amichevoli stagionali sembrano confermare quest'impressione), per poi modificare qualche aspetto tattico in corso d'opera, come d'altronde l'ex Bilbao aveva annunciato, pur senza entrare troppo nel merito, nella sua conferenza di presentazione.

Rispetto all'undici dello scorso anno saranno due i cambi: uno è l'avvicendamento tra Sergi Roberto e Semedo sulla catena di destra, l'altro riguarda l'ala sinistra. Nella formazione tipo abbiamo inserito Deulofeu, al suo posto avremmo potuto scrivere Arda Turan o Munir: il risultato sarebbe stato lo stesso, visto che al termine del calciomercato nessuno dei tre citati completerà il tridente titolare assieme a Messi e Suarez.

Formazione tipo (4-3-3): Ter Stegen; Semedo, Piqué, Mascherano, J.Alba; Rakitic, Busquets, Iniesta; Messi, L.Suarez, Deulofeu. All.: Valverde.

Battesimo di fuoco

ValverdeCopyright GettyImages
Ernesto Valverde, allenatore del Barcellona dallo scorso 1 giugno

Per il tecnico è la sfida più importante di una carriera ricca di complimenti ma ancora povera di trofei (in Spagna ha conquistato solo la Supercoppa, proprio ai danni del Barcellona). In Catalogna avrà più pressione rispetto a quanta ne aveva a Bilbao, l'altra faccia della medaglia ci dice che non ha mai allenato una squadra così forte. Valverde è chiamato a conquistare Liga e Champions League, dopo una stagione in cui gli unici trofei alzati sono stati la Coppa del Re e la Supercoppa di Spagna. Proprio la Supercoppa coinciderà con l'esordio ufficiale sulla panchina del Barça: iniziare con un Clasico non è propriamente la cosa più facile, anche se battere il Real Madrid vorrebbe dire iniziare l'avventura nella maniera migliore possibile.

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