Barcellona, tra Neymar e l'erede... ci pensa Deulofeu

Neymar è andato via, il sostituto ancora non si conosce e l'ex Milan ne approfitta: un gol e due assist contro la Chapecoense. Vuoi vedere che contro il Real Madrid...

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"Per sostituire Neymar ci vuole un grande colpo... chi prendiamo? Coutinho?". Il dilemma serpeggia tra i corridoi del Camp Nou. "Ehi, ci sono io...", una voce cerca di farsi strada. "Coutinho e, perché no... anche Dembelé!". "E se provassimo con Mbappé?". Il rompicapo lascia spazio alle tentazioni, mentre quella voce un po' timida ripete: "Guardate che ci sono io...". Il dito alzato, simbolo della volontà di essere interpellato, è di Gerard Deulofeu. Anzi, è estate e Mundo Deportivo vuole divertirsi: chiamatelo Deuloney.

Il gioco è facile: prendi lo short name di Neymar e lo appiccichi al canterano/ex Milan/figliol prodigo: ecco trovato in casa l'erede del "core 'ngrato" che ha preferito la Torre Eiffel alla Sagrada Familia. Sì, così sarebbe fin troppo semplice: perché dannarsi l'anima per convincere il Liverpool o il Borussia Dortmund, magari anche il Monaco, a lasciar partire i propri gioielli? La soluzione è tutta in casa Barcellona, no?

Non è proprio così, ovvio. Però il tempo stringe e domenica sera arriva il Real Madrid. È la Supercoppa di Spagna e non concede tregua: mercoledì 16 ci sarà già il ritorno. Poi il 20 la prima di Liga, contro il Betis: qualcuno, accanto a Messi e Suarez, dovrà pur scendere in campo. Eccolo, quel dito alzato: Gerard ha una voglia matta di essere il Deu ex machina, la variante che di colpo risolve i nodi di una trama intricata. E che intanto si concede un gol e due assist nel Trofeo Gamper: il dito è alzato anche per festeggiare.

Barcellona, Deulofeu si candida: chiamatelo Deuloney

Al momento sembra una trovata buona per un meme: addio MSN, benvenuta MSD. "Che ce famo co' Coutinho, noi c'avemo Deulo-gol!", recita un coro in catalano arcaico. Troppa fantasia, vero? Che il Barcellona si accontenti di aver recomprato il vecchio-giovane canterano è davvero irrealistico.

Barcellona, la prima pagina di Mundo Deportivo su Deulofeu
Il Barcellona saluta Neymar e trova Deulofeu. Anzi... Deuloney!

Le gare ufficiali però sono dietro l'angolo, Ernesto Valverde ha bisogno di soluzioni già pronte. Dopo appena sei minuti dall'inizio dell'amichevole emozionante con la Chapecoense, le idee del nuovo tecnico blaugrana era già più chiare:

Il merito del gol che apre le danze, avrete visto, è in gran parte di Rakitic: ma Deulofeu era lì davanti allo specchio, pronto a depositare in rete. Fa questo un attaccante, no? Il classe '94 però è soprattutto un esterno. Ed è quello che gli è venuto meglio per tutto il resto del primo tempo (uscirà all'intervallo). È suo, lì sull'out mancino del tridente, l'assist per la rete di Sergio Busquets. Sono suoi anche i suggerimenti, sempre dalla stessa mattonella, per Messi: Leo non capitalizza il primo, ma si rifà alla grande sul secondo.

Prendete proprio la rete della Pulga: il triangolo con Gerard è da manuale. E pensare che, appena un mesetto fa, il numero 10 argentino non sembrava così entusiasta del ritorno a casa del talento di Riudarenes: il Barça ha bisogno di nomi più altisonanti. Per carità, Messi non l'ha mai nemmeno lontanamente dichiarato davanti a un microfono o a una telecamera. Ma il pensiero comunicato alla dirigenza culé è stato più o meno questo.

Un mese e un Neymar dopo, le quotazioni dell'ex Milan sono salite di colpo. Non stupiscono allora le considerazioni di Ernesto Valverde, nel post Torneo Gamper:

Deulofeu è esuberante, veloce, è un giocatore che ci può essere molto utile. Sì, credo che possa essere pronto per la Supercoppa, ma vedremo chi scenderà in campo.

Ma il protagonista di tutta questa storia, cosa dice?

Sono molto felice. È sempre un piacere giocare qui al Camp Nou, soprattutto per me dopo tutto questo tempo. Era la prima volta che giocavo con alcuni dei nuovi compagni di squadra, ora lavoreremo duramente per portare a casa la Supercoppa.

Mentre pronunciava queste parole, ci piace immaginare che Deu tenesse il dito alzato. "Ehi Barcellona, ci sono qui io..."

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