Wrestling, il giapponese Takayama paralizzato dopo un infortunio

Il lottatore ha subito danni alla colonna vertebrale e potrebbe non camminare più. Anche se predeterminata, il wrestling è una disciplina rischiosa per gli atleti.

Wrestling, gli infortuni più famosi della storia

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Una bruttissima notizia colpisce il mondo del wrestling: Yoshihiro Takayama, uno dei più celebri lottatori giapponesi degli ultimi 20 anni, ha subito un infortunio nel corso di un match, riportando danni gravissimi alla sua colonna vertebrale, paralizzandolo dal collo in giù. L’incidente era avvenuto lo scorso 6 maggio, ma i dettagli sulle condizioni del wrestler sono stati resi noti solo oggi dal sito MiddleEasy.com.

L’infortunio è stato causato da un errore nell’esecuzione di una mossa che nel gergo tecnico della disciplina viene denominato “botch”. La manovra sbagliata da Takayama era tutt’altro che pericolosa, un semplice Sunset Flip, ma il giapponese ha calcolato male la traiettoria del proprio salto, atterrando con il collo sul tappeto e danneggiando la sua spina dorsale. Per lui sono arrivati messaggi di solidarietà anche da parte di atleti della WWE che in carriera hanno lavorato in Giappone, come Samoa Joe e Hideo Itami.

Takayama è uno dei soli due lottatori, l’altro è Kensuke Sasaki, ad aver vinto tutti e tre i titoli principali del wrestling giapponese: l’IWGP Heavyweight Title della New Japan Pro Wrestling, il Global Honored Crown Heavyweight Title della Pro Wrestling NOAH e il Triple Crown Title della All Japan Pro Wrestling. Si attendono bollettini medici ufficiali, ma quello che sembra certo è che il 50enne non potrà più  tornare a lottare, sperando che le sue condizioni possano migliorare al più presto. Quello di Takayama è solo l’ultimo infortunio in una disciplina che è spesso definita “finta” ma che mette a dura prova il fisico dei wrestler, spesso soggetti a problemi fisici a volte anche gravi.

Il caso del wrestling giapponese: uno stile troppo duro?

Shibata
Katsuyori Shibata ha subito un grave infortunio ad aprile

Prima di parlare dei tipi di infortuni a cui sono maggiormente soggetti i lottatori, va aperta una doverosa parentesi sul wrestling giapponese. Nella terra del Sol Levante, la disciplina (chiamata Puroresu) è spesso caratterizzata da uno stile molto più duro rispetto a quello occidentale e da incontri più “stiff”, cioè con i wrestler che portano colpi molto più pesanti per dare una maggiore sensazione di realismo. Questa tendenza ha però portato tanti lottatori ad avere gravi infortuni, l’ultimo dei quali è quello occorso a Katsuyori Shibata.

Il 37enne è stato protagonista ad inizio aprile di un match per il titolo IWGP contro il campione Kazuchika Okada, terminato con la vittoria di quest’ultimo. L’incontro è stato, come da copione per Shibata, particolarmente duro e lo sfidante ha colpito Okada con una fortissima testata sulla fronte, mossa fatta più volte in carriera. Per via della violenza dell’impatto e della forte disidratazione dovuta all’intensità del match, Shibata ha riportato un ematoma subdurale che lo parzialmente paralizzato.

Il lottatore giapponese è da allora ricoverato in un ospedale dal quale dà aggiornamenti ai suoi fan attraverso comunicazioni pubblicate sul suo blog, ma le sue condizioni rimangono estremamente complicate anche se nelle ultime settimane ci sono stati dei leggeri miglioramenti grazie alla terapia sperimentale a cui si sta sottoponendo. Il giapponese è solo l’ultimo della lista dei wrestler che hanno subito danni cerebrali in terra nipponica: nel 2000, Masakazu Fukuda riportò, dopo aver subito una gomitata proprio da Shibata, un’emorragia cerebrale che lo porterà alla morte dopo 5 giorni di ricovero ospedaliero.

Gli infortuni dovuti ai cosiddetti "botch"

Steve Austin Owen Hart
L'errore con cui Owen Hart rischiò di paralizzare Stone Cold Steve Austin

Se si escludono i danni provocati da uno stile di lotta troppo violento, una delle cause che ha portato più volte agli infortuni dei wrestler è sicuramente quella dei botch. Tutte le mosse dei lottatori sono eseguite in maniera da non arrecare grande danno all’avversario, seppur mantenendo un’inevitabile percentuale di rischio per la quale anche solo un piccolo errore da parte di uno dei due atleti può portare a infortuni più o meno seri. Nel marzo scorso il giapponese Tomoaki Honma ha subito danni alla vertebra cervicale dopo un errore nell’esecuzione di una DDT da parte del suo avversario, che hanno causato la totale (ma per fortuna solo temporanea) paralisi del lottatore.

Uno dei più famosi botch della storia del wrestling è quello che vede protagonisti Stone Cold Steve Austin e Owen Hart nell’edizione 1997 di Summerslam. Il canadese sbagliò ad eseguire un piledriver, non proteggendo il collo dell’avversario, che colpì con violenza il tappeto, sorreggendo tutto il peso del suo corpo. Il texano rimase paralizzato per qualche secondo e fu costretto a rendere vacante la cintura di campione Intercontinentale per riprendersi dall’infortunio.

Seppur predeterminata, il wrestling rimane una pratica decisamente pericolosa e i botch, come ogni errore umano, sono all’ordine del giorno: nell’ultima puntata di WWE Smackdown Live!, Shinsuke Nakamura ha sbagliato ad eseguire un suplex su John Cena che è atterrato con la nuca sul tappeto, rischiando di infortunarsi gravemente. Fortunatamente il bostoniano non ha subito conseguenze ed è riuscito a terminare l’incontro senza grossi danni.

Il logorio fisico dei lottatori con carriere decennali

Tom Billington, conosciuto come Dynamite Kid
Dyinamite Kid è stato tormentato dagli infortuni in carriera

Quello del wrestler è un lavoro particolarmente logorante a livello fisico, specialmente per chi ha una carriera molto lunga. Nei decenni passati infatti, molti wrestler subivano innumerevoli infortuni che però non erano così gravi da impedirgli di lottare. La scelta di molti atleti era spesso quella di continuare a lottare, non avendo tempo di recuperare dai problemi fisici: tranne rare eccezioni infatti, la carriera di un wrestler è non è molto longeva e fermarsi per qualche mese avrebbe voluto dire perdere tantissimo tempo, e quindi tantissimi soldi.

Uno degli esempi più celebri dei danni accumulati da una lunga carriera nel wrestling è quello di Tom Billington, meglio conosciuto come Dynamite Kid, uno dei lottatori più influenti di ogni tempo. Il fisico di Billington accumulò una serie incredibile di danni nei più di 20 in cui il britannico lottò, il più grave dei quali fu alla schiena nel 1986. Dynamite Kid però non mai decise di curarsi completamente e continuò a lavorare, peggiorando sempre più le sue condizioni che, unite ai suoi problemi legati alla droga, lo porteranno a subire due ictus e l’amputazione della gamba sinistra.

Ancor più tragiche sono le conseguenze subite dal cervello di Chris Benoit: le innumerevoli (e trascurate) commozioni subite dal canadese nei suoi 20 anni di carriera danneggeranno in maniera irreversibile il suo cervello, causando probabilmente il raptus che lo porterà nel 2007 a uccidere sua moglie, suo figlio e infine se stesso. La più grande influenza nello stile di lotta di Benoit era proprio Dynamite Kid, da cui ereditò molto del suo bagaglio tecnico e un amore fin troppo cieco nei confronti del wrestling.

La WWE e il problema di un calendario usurante

Seth Rollins nel 2015
Da quando è il WWE, Rollins ha subito due infortuni al ginocchio

La WWE è la più grande compagnia di wrestling al mondo e una fetta piccola ma rilevante dei suoi guadagni arriva dai cosiddetti “House show”, cioè gli spettacoli non trasmessi dalle televisioni che la federazione porta in giro per gli Stati Uniti. I lottatori sono quindi impegnati sul ring per circa 3 volte a settimana, escluse quelle in cui ci sono eventi in Pay Per View la domenica. Questo fittissimo calendario è una delle cause del forte stress a cui sono sottoposti i wrestler che lottano in media 180 incontri all’anno, a cui vanno aggiunti i numerosissimi viaggi e gli allenamenti.

Questo rende gli atleti WWE particolarmente soggetti a infortuni, cosa che si è resa evidente negli ultimi anni che hanno visto tanti di loro assentarsi per via di problemi fisici che senza il logorio causato dal programma massacrante, sarebbero difficilmente arrivati. L’esempio più recente è il doppio stop che Seth Rollins ha subito nel 2015 e nel 2017 per via di problemi al ginocchio.Il primo arrivò durante un match in un house show per via di un atterraggio non perfetto del wrestler statunitense sulle proprie gambe. L’impatto non appariva molto violento ma il lottatore riportò la rottura del legamento crociato anteriore, del legamento collaterale e del menisco mediale del ginocchio e dovette star fuori per 7 mesi.

Le tantissime date a cui la WWE costringe i propri atleti sono un problema molto discusso in questi anni, ma appare difficile che la compagnia di Stamford cambi la propria politica sugli house show. La scelta sembrava infatti quella di creare un roster molto più ampio per permettere ai wrestler di ruotare le loro presenze, ma la divisione del roster in due brand, Raw e Smackdown Live!, non lo permette più dato che i due show hanno dei tour separati.

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