Arsenal, ora testa alla Premier League: Wenger ha tutto per vincerla

Dal oltre 13 anni ormai i Gunners non riescono a trionfare nel campionato inglese. È arrivato il momento di togliersi l'etichetta di eterna incompiuta?

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L'accoppiata FA Cup - Community Shield è ormai diventata una piacevole consuetudine per l'Arsenal. Domenica pomeriggio, per la terza volta negli ultimi 4 anni, i Gunners sono riusciti a conquistare la cosiddetta "Supercoppa Inglese", che mette difronte la vincitrici della FA Cup e della Premier League della passata stagione. 

La vittoria finale, arrivata solo dopo i calci di rigore, ha però consegnato al campionato inglese una squadra molto più forte di quanto in realtà ci si aspettava. Se è vero che il Chelsea doveva fare i conti con le pesanti assenze di Hazard e Bakayoko, è altrettanto vero che l'Arsenal, nonostante fosse priva per vari motivi di almeno mezza squadra titolare, ha dimostrato una solidità e una consapevolezza nei propri mezzi alle quali non ci aveva abituato nel corso delle ultime stagioni. 

La curiosità però, è il fatto che Arsene Wenger, rispetto alle dirette rivali, non è stato obbligato a effettuare grandissimi cambiamenti: l'unico acquisto estivo porta infatti il nome di Alexander Lacazette mentre il resto della squadra, al momento, è esattamente quello della passata stagione. Il manager francese, superate e quasi dimenticate le contestazioni di una parte della tifoseria, ha rinnovato per altri due anni il contratto che lo lega al club del nord di Londra e si è messo subito al lavoro per dare la scossa decisiva a un ambiente logorato ormai da polemiche, infondate voci di mercato e scoop mediatici vari. 

Lacazette in azione contro il Chelsea

Arsenal, e se quest'anno Wenger puntasse al titolo? 

L'enorme differenza che al momento divide l'Arsenal dalle altre 5 o 6 contendenti per il titolo è il collettivo. Wenger è ben consapevole di avere a disposizione una rosa che oramai conosce alla perfezione i propri difetti ed è conscia della propria forza e delle proprie capacità. Non stiamo ovviamente dicendo che altre realtà come il Manchester City, il Manchester United o il Liverpool si siano indebolite nel corso dell'estate, anzi. Gli onerosi investimenti sul mercato e le pedine di assoluta qualità con le quali Guardiola e Mourinho hanno completato le rispettive rose nel corso dell'estate, candidano d'ufficio le due realtà a essere le favorite per la vittoria finale. 

Dimenticare l'Arsenal però, sarebbe un errore. È vero, negli ultimi anni i Gunners hanno sempre dato l'impressione di poter finalmente tornare a vincere la Premier League dopo oltre una decade d'attesa ma poi, con un'incredibile regolarità, arrivati a un certo punto della stagione si sono sciolti come neve al sole, uscendo malamente dalle varie competizioni (FA Cup esclusa) e lasciando ad altri la possibilità di giocarsi la vittoria. 

I giocatori dell'Arsenal dopo l'uscita dalla Champions League per mano del Bayern Monaco

Siamo ancora a inizio agosto ed è forse un po' troppo presto per trarre delle conclusioni, ma la squadra scesa in campo a Wembley, priva oltretutto di almeno 5 titolari, è sembrata essere già pronta. Pronta per tornare a essere protagonista. Pronta a maturare e non farsi trascinare nel baratro da un paio di risultati negativi. Pronta a fidarsi, una volta per tutte, del proprio allenatore. La forza di Wenger, qualora riuscisse a tenere Sanchez almeno per un altro anno, è proprio il gruppo. Una qualità fondamentale e che soprattutto in Premier League e soprattutto nelle ultime due stagioni, si è rivelata la chiave per il successo.

Prima Leicester e subito dopo il Chelsea. In entrambi i casi (il primo in particolare) con il lavoro, l'impegno, la forza di volontà e l'unione del collettivo, sia Ranieri che Conte sono riusciti a fare qualcosa che tanti allenatori provano a fare per anni senza però riuscirci: vincere il campionato inglese. 

Wenger mostra ai tifosi il trofeo del Community Shield

Che poi, se si vanno a prendere a uno a uno i giocatori della rosa dell'Arsenal, il gap non sembra così ampio: Sanchez, Ozil e Lacazette in attacco (oltre a riserve di lusso come Giroud e Welbeck). Xhaka, Ramsey, Walcott  e Cazorla a centrocampo. Mustafi, Koscielny, Bellerin e Monreal in difesa. Cech in porta. Insomma, a leggerla così, trovare dei difetti a questa squadra, sembra davvero difficile. Senza dubbio alcuni reparti potrebbero essere migliorati ma ha davvero senso farlo? Solo per dimostrare qualcosa ai rivali?

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