Atletica, Mondiali di Londra 2017: le gare di velocità e mezzofondo

Scattano venerdì sera alle 19 (ora locale) i Campionati del Mondo di atletica all’Olympic Stadium Queen Elizabeth. Saranno tanti i protagonisti della rassegna iridata londinese.

Usain Bolt

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Londra è pronta per la grande festa dei Mondiali di atletica che scattano venerdì sera con una prima sessione serale. Già nella giornata inaugurale verranno assegnate le prime medaglie sui 10000 metri maschili con l’attesissimo Mo Farah, a caccia della terza doppietta iridata 5000m-10000m. Nella capitale britannica sono attesi 2034 atleti provenienti da 205 paesi (1080 uomini e 954 donne) per nove giorni di gare che si preannunciano ricchi di sorprese ed emozioni. Presentiamo i protagonisti delle gare di corsa (velocità, ostacoli, mezzofondo e fondo).

Atletica, Mondiali di Londra 2017: le gare di velocità e mezzofondo

Usain Bolt
Usain Bolt

100 metri maschili

L’atleta più atteso della prima edizione dei Mondiali di atletica su suolo britannico sarà ancora una volta il pluricampione olimpico e mondiale Usain Bolt, che disputerà i 100 metri e la staffetta 4x100 per l’ultima volta nella sua straordinaria carriera in un Campionato del Mondo. Sabato 5 agosto alle ore 22.45 tutti gli appassionati di atletica e di sport in generale terranno il fiato sospeso per meno di 10 secondi per la finale dei 100 metri maschili, uno degli eventi più attesi dell’anno non solo dell’atletica ma di tutto lo sport mondiale.

Il campione giamaicano appenderà definitivamente le scarpette al chiodo una settimana più tardi quando sarà in programma la finale della staffetta 4x100 (sabato 12 agosto ore 22.50). Se dovesse vincere entrambe le gare Bolt potrebbe raggiungere la quota di venti medaglie d’oro vinte nella sua carriera tra Olimpiadi e Mondiali. Nell’ambito della rassegna iridata il Fulmine di Trelawny ha già vinto un totale di 13 medaglie (11 d’oro, 2 d’argento) e ha firmato tre triplette 100m-200m e 4x100 a Berlino 2009, Mosca 2013 e Pechino 2015 e una doppietta 200-4x100 a Daegu 2011 dove mancò l’appuntamento con la vittoria sui 100 metri a causa di una partenza falsa. Sulla pista dell’Olympic Stadium di Londra Usain scrisse una delle pagine più belle della sua carriera vincendo tre ori sui 100 metri in 9”63, sui 200 metri in 19”32 e nella staffetta 4x100 con il record del mondo di 36”84.

Bolt ha gareggiato anche nell’ambito degli Anniversary Games di Londra vincendo i 100 metri in 9”87 nel 2015 e i 200 metri in 19”89 nel 2016. In questa stagione Bolt ha vinto tutte le tre gare disputate a Kingston in 10”03, a Ostrava in 10”06 e a Montecarlo in 9”95. Proprio nella tappa monegasca della Diamond League Bolt ha dimostrato di essere in crescita di condizione e, come successo ai Mondiali di Pechino e alle Olimpiadi di Rio, Bolt ha sempre dimostrato la capacità di raggiungere il top della forma al momento clou della stagione. Bolt ha parlato durante un’affollata conferenza stampa organizzata dalla Puma a The Brewery davanti a giornalisti di tutto il mondo.

Usain Bolt:

L’obiettivo è concludere la carriera imbattuto nelle gare individuali. Anche se l’avvicinamento ai Mondiali non è stato perfetto, sono fiducioso, così come il mio allenatore. Se perderò i 100 metri, non correrò i 200 metri. Mi sento l’underdog perché ho ancora qualcosa da dimostrare. Nella mia ultima gara ho corso in 9”95 e questo dimostra che sono nella giusta direzione. Le batterie e la finale mi hanno sempre aiutato ad entrare in forma. Nei Campionati vince chi riesce a reggere meglio la tensione. E’ stato un anno difficile a causa della morte di Germaine Mason, che fu mio compagno di squadra ai Mondiali Under 20 di Kingston nel 2002. E’ stato difficile tornare in pista dopo questo grave lutto ma ho voluto farlo per poter dedicare il mio ultimo titolo a lui, alla sua famiglia e a tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo momento difficile. Il ricordo più bello della mia carriera è stato il successo sui 200 metri alle Olimpiadi di Pechino 2008 perché non avrei mai pensato di battere il record del mondo.

Usain Bolt
Usain Bolt

Il mio sogno da ragazzino è sempre stato quello di diventare campione olimpico sui 200 metri. Vorrei essere ancora primatista del mondo quando i miei figli avranno 15-20 anni per poter dire a loro che sono ancora il migliore. Tornare a Londra cinque anni dopo sarà un modo per riabbracciare un pubblico meraviglioso. Solo alle Olimpiadi di Pechino ho trovato un pubblico altrettanto caloroso. Dopo la mia carriera voglio rimanere nel mondo dell’atletica per far appassionare i più giovani a questo sport. Non ho ancora idee chiare sul mio futuro. Mi piacerebbe giocare a calcio o fare l’attore. Il ricordo dei miei inizi è legato ai tempi in cui iniziai a giocare a cricket a 13-14 anni e scoprii di essere veloce. Rappresentai il mio paese per la prima volta in una rassegna giovanile ai Carabi a 14 anni. Quel viaggio rappresentò per me un’emozione unica.

Non sarà però facile per Bolt confermarsi sul trono dello sprint mondiale contro avversari aggueriti come il canadese André De Grasse, bronzo a Pechino e argento a Rio, l’eterno rivale statunitense Justin Gatlin, argento nelle precedenti due edizioni dei Mondiali di Mosca e Pechino e vincitore ai Campionati statunitensi di Sacramento 2017, il sudafricano Akani Simbine, quinto alle Olimpiadi di Rio e già otto volte sotto i 10 secondi in questa stagione, l’astro nascente Chris Coleman, campione NCAA a Eugene e capofila mondiale stagionale con 9”82 e l’ivoriano Youssef Meité, sesto nella finale olimpica di Rio.

200 e 400 metri maschili

L’altro protagonista indiscusso della rassegna iridata londinese Wayde Van Niekerk andrà a caccia della doppietta 200m-400m riuscita soltanto a Michael Johnson a Goteborg 1995. Sui 400 metri il campione di Bloemfontein trionfò nella precedente edizione di Pechino 2015 in 43”45 battendo Lashawn Merritt e Kirani James in una delle più grandi gare di 400 metri di sempre. Lo scorso anno il ventiquattrenne sudafricano conquistò il titolo olimpico a Rio de Janeiro stabilendo il record mondiale con il formidabile tempo di 43”03. In questa stagione Van Niekerk è sceso due volte sotto i 44 secondi a Losanna con 43”62 e a Montecarlo con 43”73 e ha stabilito il record sudafricano sui 200 metri con 19”84 a Kingston e il primato mondiale sui 300 metri con 30”81 a Ostrava.

Su entrambe le distanze Van Niekerk affronterà il rappresentante del Botswana Isaac Makwala, che ha realizzato una doppietta senza precedenti al meeting di Madrid vincendo i 200 metri in 19”77 e i 400 metri in 43”92 nel giro di poco più di un’ora. Nei due scontri diretti sui 400 metri a Losanna e a Montecarlo Van Niekerk si è imposto due volte su Makwala ma nell’ultimo meeting della Diamond League nel Principato di Monaco il trentenne del Botswana è arrivato molto vicino al campione olimpico e mondiale scendendo sotto i 44 secondi con 43”84. Il Botswana potrebbe avere addirittura due quattrocentisti da podio considerando i notevoli progressi cronometrici del giovane Baboloki Thebe che ha vinto la tappa della Diamond League di Oslo e si è classificato secondo a Losanna in 44”02 e a terzo a Montecarlo in 44”26.

Le speranze statunitensi sul giro di pista sono riposte su Fred Kerley, campione NCAA e vincitore ai Campionati statunitensi di Sacramento. Kerley ha stabilito il record personale e la seconda migliore prestazione mondiale dell’anno con 43”70. Dopo i Campionati statunitensi Kerley ha fatto il debutto sul palcoscenico della Diamond League correndo i 200 metri a Londra in 20”24 e a Rabat in 20”27. Lotteranno per il podio anche il giovane astro nascente delle Bahamas Steven Gardiner, che in questa stagione ha corso in 44”26 ai Campionati nazionali delle Bahamas e ha vinto la tappa della Diamond League a Doha, e il “veterano” Lashawn Merritt, campione olimpico a Pechino 2008 e iridato a Mosca 2013.

Oltre a Van Niekerk e a Makwala saranno tanti i pretendenti al podio dei 200 metri. Su tutti spicca André De Grasse, che alle Olimpiadi di Rio dello scorso anno vinse l’argento alle spalle di Bolt dopo aver stabilito il record canadese con 19”80 in semifinale. In questa stagione di Diamond League la giovane star canadese ha vinto i 200 metri nelle tappe di Roma in 20”01 e Rabat in 20”03. La lotta per il podio sul mezzo giro di pista potrebbe coinvolgere anche Ameer Webb, vincitore dei Campionati statunitensi di Sacramento, il giamaicano Yohan Blake, argento olimpico su 100 e 200 metri alle spalle di Bolt proprio sulla pista di Londra nel 2012 e autore di una doppietta 100-200m ai Trials nazionali di Kingston, Nethaneel Mitchell Blake, campione britannico a Birmingham, e il turco di origini azere Ramil Gulyev, primo nella tappa della Diamond League di Parigi.

Wayde Van Niekerk
Wayde Van Niekerk

La staffetta 4x100 vivrà sul confronto delle ultime grandi rassegne tra Stati Uniti e Giamaica ma saranno da seguire anche i padroni di casa della Gran Bretagna e le formazioni asiatiche della Cina e del Giappone, che hanno vinto la medaglia d’argento rispettivamente ai Mondiali di Pechino e alle Olimpiadi di Rio. Gli Stati Uniti hanno battuto il Botswana al termine di un bel duello nella staffetta 4x400 alle World Relays di Nassau lo scorso aprile e la sfida potrebbe ripetersi anche a Londra. Il quartetto del paese africano schiererà due dei migliori quattro delle liste mondiali stagionali dei 400 metri e potrebbe contare oltre che su Makwala e Thebe anche sull’ altro talento Karabo Sibanda (44”25) e sul vice campione olimpico degli 800 metri di Londra 2012 Nijel Amos, che di recente ha migliorato il record personale sui 400 metri con 45”55 a Lignano Sabbiadoro. Le altre nazioni in grado di giocarsi un posto sul podio sono le Bahamas (campioni olimpici a Londra 2012 davanti agli Stati Uniti), Trinidad and Tobago, la Giamaica e i padroni di casa della Gran Bretagna.

Elaine Thompson potrebbe recitare il ruolo di primattrice sui 100 metri e nella staffetta 4x100 ma, rispetto alle Olimpiadi di Rio, non correrà i 200 metri. La due volte campionessa olimpica di Rio ha vinto la tappa londinese della Diamond League dello scorso 9 Luglio in 10”94 precedendo di tre centesimi di secondo Dafne Schippers e altre tre gare del circuito a Shanghai, Parigi e Rabat. Ai Campionati giamaicani di Kingston ha sfiorato di un centesimo di secondo il record personale con un eccellente 10”71. I Mondiali di Londra offriranno una riedizione della sfida tra Thompson e Schippers a due anni di distanza dall’emozionante duello di Pechino quando l’olandese sconfisse la giamaicana per tre soli centesimi di secondo con il record europeo di 21”63. A differenza della giamaicana, Schippers ha deciso di doppiare correndo 100 e 200 metri con l’obiettivo di ripetere il bottino di due anni fa a Pechino, quando si aggiudicò anche l’argento sulla distanza più breve in 10”81. La sprinter di Utrecht ha vinto le tappe della Diamond League di Roma sui 100 metri in 10”99, di Oslo e di Losanna (con il record stagionale di 22”10).

Elaine Thompson
Elaine Thompson

Le altre pretendenti al trono di donna più veloce del mondo saranno la tre volte medagliata olimpica Tori Bowie, vincitrice ai Trials di Sacramento in 10”94 e leader mondiale stagionale sui 200 metri con 21”77, l’ivoriana Marie Josée Ta Lou, grande protagonista delle tappe della Diamond League con i secondi posti di Roma, Parigi e Rabat sui 100 metri, il secondo posto di Losanna (con il record personale di 22”16) e il successo di Montecarlo in 22”25. Sarà tutto da gustare il tentativo di doppietta sui 200m e sui 400m della bahamense Shaunae Miller Uibo, che proverà a vincere su entrambe le distanze. La campionessa olimpica ha conquistato due vittorie in Diamond League a Shanghai in 49”77 e a Rabat in 49”80 e si è classificata seconda sui 200 metri a Eugene in 21”91.

Sulla distanza più lunga Miller Uibo darà vita alla rivincita della finale olimpica di Rio con la statunitense Allyson Felix, che proprio sulla pista di Londra ha vinto la tappa della Diamond League stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 49”65. Cinque anni fa alle Olimpiadi di Londra Felix fece tripletta vincendo gli ori olimpici sui 200 metri e nelle staffette 4x100 e 4x400. La fuoriclasse statunitense ha conquistato 24 medaglie in carriera tra Olimpiadi e Mondiali, inclusi sei ori olimpici e quattro vittorie ai Mondiali (tre sui 200m a Helsinki 2005, Osaka 2007 e Berlino 2009 e una sui 400m a Pechino 2015). Le altre pretendenti al podio sul giro di pista saranno la giamaicana Shericka Jackson, bronzo a Pechino 2015 e vincitrice ai Trials nazionali di Kingston, e le statunitensi Quanera Hayes e Phyllis Francis, prima e seconda ai Campionati statunitensi di Sacramento.

La staffetta 4x100 riproporrà l’eterno duello tra la Giamaica e gli Stati Uniti che si sono alternate sul gradino più alto del podio nelle ultime sei edizioni della rassegna iridata. Nell’ultima edizione della rassegna iridata di Pechino si imposero le giamaicane in 41”07, mentre le Olimpiadi di Rio videro trionfare le statunitensi con 41”01 (secondo miglior tempo della storia). Saranno da seguire le giovani tedesche, vincitrici alle World Relays di Nassau lo scorso aprile, Trinidad and Tobago con Michelle Lee Ahye e Kellie Ann Baptiste, e la Gran Bretagna con le giovani londinesi Asha Phillip, Dina Asher Smith, Desirée Henry e Darryl Neita. Giamaica e Stati Uniti saranno in lotta per l’oro nella staffetta 4x400 femminile nella rivincita dei Mondiali di Pechino di due anni fa quando si imposero le caraibiche in 3’19”13. Lo scorso anno le statunitensi vinsero alle Olimpiadi di Rio battendo la Giamaica e la Gran Bretagna, che potrebbe lottare per il podio davanti al pubblico di casa.

Ostacoli

La Giamaica è pronta a dominare anche nei 110 ostacoli maschili dove Omar McLeod punta a bissare il successo dell’anno scorso alle Olimpiadi di Rio. Il fuoriclasse giamaicano è già sceso due volte sotto la barriera dei 13 secondi nel corso dell’estate con 12”90 (quinto tempo di sempre) ai Campionati nazionali di Kingston e 12”96 al Memorial Istvan Giulay di Szekesfehrvar. McLeod potrebbe avere come rivale più pericoloso il connazionale Ronald Levy, che ha vinto in Diamond League in 13”05 prima di imporsi al meeting di Padova. Proverà a salire sul gradino più alto del podio lo statunitense Aries Merritt a cinque anni di distanza dal trionfo olimpico su questa pista. Merritt è tornato ad esprimersi su ottimi livelli in questa stagione dopo il trapianto al rene vincendo la tappa della Diamond League di Londra in 13”09. La lotta per il podio sui 110 ostacoli si preannuncia molto serrata con tanti campioni di grande valore come il campione del mondo in carica Sergey Shubenkov, il finalista olimpico Devon Allen e il britannico Andy Pozzi, campione europeo indoor 2017 a Belgrado.

I 400 ostacoli maschili potrebbero vedere salire sul podio le Isole Vergini Britanniche, paese natale di Kyron McMaster, leader mondiale stagionale con il tempo di 47”80 realizzato a Kingston nello scorso mese di maggio. McMaster ha corso sulla pista di Stratford nel meeting della Diamond League dello scorso mese dove si è classificato secondo in 48”12 alle spalle del campione olimpico di Rio de Janeiro Kerron Clement, secondo al mondo con il tempo di 48”02 realizzato proprio a Londra. Gli altri possibili pretendenti al podio saranno il norvegese Karsten Warholm, vincitore nelle tappe della Diamond League di Oslo (con il record personale di 48”26) e Stoccolma (48”85) e campione europeo under 23 a Bydgoszcz in 48”37.

Kendra Harrison torna sulla pista magica dove lo scorso anno realizzò il record mondiale dei 100 ostacoli con 12”20 in occasione della tappa londinese della Diamond League. In questa stagione l’ostacolista del Tennessee ha avvicinato il suo record arrivando a 12”28 a Szekesfehervar prima di vincere le tappe di Diamond League di Londra in 12”39 e di Montecarlo in 12”51. Nella recente gara londinese che ha fatto da antipasto all’appuntamento iridato un mese fa Harrison ha avuto la meglio su una ritrovata Sally Pearson, che proprio sulla pista britannica visse il giorno più bello della sua carriera vincendo l’oro olimpico a Londra 2012.

Omar McLeod
Omar McLeod

Nei 400 ostacoli si preannuncia una sfida tra le prime tre dei Trials statunitensi Dalilah Muhammad, Shamier Little e Kori Carter, tutte e tre scese sotto il muro dei 53 secondi a Sacramento in una delle più grandi gare di sempre, e le europee Zuzana Hejnova della Repubblica Ceca (due volte campionessa del mondo in carica di Mosca 2013 e Pechino 2015) e Lea Sprunger della Svizzera (terza agli Europei di Amsterdam 2016 e seconda in Diamond League a Losanna in 54”29), Sara Petersen della Danimarca (argento olimpico a Rio) e Elidh Doyle (campionessa europea a Zurigo 2014).

Mezzofondo e fondo

Sir Mo Farah cerca la terza doppietta iridata dopo quelle messe a segno a Mosca 2013 e Pechino 2015. E’ imbattuto dai Mondiali da Daegu 2011 quando fu sconfitto in volata dall’etiope Ibrahim Jeylan. Ai Giochi Olimpici di Londra 2012 il fuoriclasse londinese di origini somale realizzò la prima “double” 5000m-10000m alle Olimpiadi diventando uno degli eroi britannici insieme all’eptatleta Jessica Ennis Hill e al lunghista Greg Rutherford nel famoso Super Saturday londinese. In quest’edizione dei Mondiali Farah avrà l’onore di aprire la rassegna iridata nei 10000m, che assegneranno le prime medaglie di Londra 2017. Se dovesse riuscire nell’impresa di vincere i 10000m Farah conquisterebbe la decima medaglia d’oro della sua carriera nelle grandi rassegne internazionali come Olimpiadi e Mondiali. In questa stagione Farah ha vinto i 10000 metri al meeting di Ostrava in 27’12”09.

Sulla distanza più lunga gli avversari più pericolosi saranno Geoffrey Kamworor, vice campione mondiale a Pechino 2015 e due volte iridato di corsa campestre, Bedan Karoki, argento ai Mondiali di cross 2015, Paul Tanui. argento olimpico a Rio 2016, e l’etiope Abadi Hadis, vincitore nella gara valida come Trial etiope a Hengelo in 27’08”26 (miglior tempo mondiale dell’anno). Farah cercherà successivamente di ripetere la doppietta di cinque anni fa nello stesso stadio nella finale dei 5000 metri in programma sabato 12 agosto alle 21.20. Sulla distanza più breve gli avversari più pericolosi del trentaquattrenne britannico saranno gli etiopi Muktar Edris e Selemon Barega, primo e secondo delle liste mondiali stagionali rispettivamente con 12’55”23 e 12’55”58 nella gara più veloce dell’anno a Losanna, Yomif Kejelcha, campione del mondo indoor sui 3000m a Portland 2016, e Hagos Gebrehiwet, bronzo ai Mondiali di Pechino e qualificato di diritto grazie alla wild card come vincitore della Diamond League 2016.

Da sottolineare che il diciassettenne Barega ha conquistato di recente il titolo mondiale under 18 sui 3000 metri a Nairobi. Gli 800 metri maschili non presenteranno il due volte campione olimpico David Rudisha, che ha dovuto rinunciare a difendere il titolo vinto a Pechino per un infortunio al polpaccio, e neanche gli altri due medagliati di Rio Taoufik Makhloufi e Clayton Murphy, ma saranno ugualmente una gara molto attesa per la presenza dell’astro nascente Emmanuel Korir, allievo del campione olimpico di Seul 1988 Paul Ereng presso la University of Texas di El Paso e leader mondiale stagionale con il successo a Montecarlo in 1’43”10 e di Nijel Amos, vice campione olimpico a Londra 2012 in 1’41”73 (record mondiale juniores). Amos è tornato in grande forma in questa stagione dopo una serie di infortuni grazie anche ai consigli tecnici del coach Mark Rowland a Eugene. Il ventitreenne del Botswana ha conquistato tre successi nella Diamond League a Parigi in 1’44”24, a Londra in 1’43”18 e a Rabat in 1’43”91. Il fortissimo team keniano presenta altri atleti da medaglia come Kipyegon Bett, secondo ai Trials di Nairobi dietro a Korir, e Ferguson Rotich, quinto alle Olimpiadi di Rio e quarto ai Mondiali di Pechino.

Mo Farah
Mo Farah

Elijah Manangoi, Timothy Cheruiyot, Ronald Kwemoi e Asbel Kiprop compongono il formidabile quartetto keniano, che potrebbe dominare i 1500 metri, anche se questa specialità ha spesso regalato tante sorprese soprattutto in caso di gare tattiche decise in volata, come accadde lo scorso anno alle Olimpiadi di Rio quando si impose lo statunitense Matthew Centrowitz. Manangoi guida le liste mondiali stagionali con l’eccellente 3’28”80 realizzato nella fantastica gara di Montecarlo nella quale sconfisse Cheruiyot, sceso nell’occasione sotto i 3’30” per la prima volta in carriera con 3’29”10. Kwemoi ha vinto i Trials keniani correndo in un ottimo 3’30”89 nell’altura di Nairobi. Kiprop cercherà di vincere il quarto titolo iridato della sua carriera (impresa che eguaglierebbe il grande Hicham El Guerrouj) ma il fuoriclasse keniano ha avuto una stagione 2017 altalenante e non sembra essere nelle condizioni di forma delle passate stagioni.

L’egemonia keniana potrebbe invece interrompersi sui 3000 siepi maschili viste le straordinarie condizioni di forma dello statunitense Evan Jager, che ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno con 8’01”29 a Montecarlo. L’altro possibile candidato al podio è il giovane marocchino Soufiane El Bakkali, che in questa stagione si è classificato secondo a Roma alle spalle di Conseslus Kipruto e ha vinto a Stoccolma e a Rabat. Rimangono incognite sulle condizioni di forma del dominatore delle ultime Olimpiadi di Rio Conseslus Kipruto, che si è ritirato a Rabat prima di rinunciare per precauzione alla gara di Montecarlo per un problema alla caviglia. Le speranze keniane sono riposte anche su Jairus Birech, secondo a Montecarlo in 8’07”68, su Brimin Kipruto, campione del mondo a Osaka e su Ezekiel Kemboi, campione del mondo per la quarta volta in carriera a Pechino 2015.

Nella maratona in programma domenica 6 agosto alle 11.55 Daniel Wanjiru torna a Londra in cerca del bis dopo il successo nella classica 42 km annuale di primavera, anche se la gara iridata si disputerà su un percorso diverso rispetto alla competizione disputata lo scorso aprile. La 42 km dei Mondiali prevede l’arrivo e la partenza a Tower Bridge. Come sempre la maratona di un campionato mondiale è aperta ad ogni tipo di risultato e anche le previsioni della vigilia potrebbero venire ribaltate. La sfida etiope al Kenya sarà guidata da Tamirat Tola, vincitore alla maratona di Dubai in 2h04’11” e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio, dal ventiduenne Tsegaye Mekonnen (2h07’26” in questa stagione) e da Yemane Tsegay (personale di 2h04’48”). Oltre a Wanjiru il Kenya schiera Gideon Kipketer (2h05’51) e Geoffrey Kirui (2h06’27”).

Daniel Wanjiru
Daniel Wanjiru

La keniana Hellen Obiri si candida a diventare la regina del mezzofondo dopo la formidabile stagione 2017 nella quale ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno sui 3000 metri a Montecarlo con 8’23”14 e il primato keniano sui 5000 metri a Roma con 14’18”37 (quinto miglior tempo mondiale dell’anno). Obiri vinse la medaglia di bronzo sui 1500 metri ai Mondiali di Mosca 2013 prima di fermarsi nel 2015 per maternità. E’ tornata in grande forma nel 2016 vincendo la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio sui 5000 metri alle spalle dell’etiope Almaz Ayana, che arriva ai Mondiali di Londra senza mai aver gareggiato in tutta la stagione a causa di una serie di infortuni.

Ayana fu una delle stelle indiscusse dell’ultima Olimpiade di Rio nella quale mise a segno una formidabile doppietta sui 5000m e sui 10000m. Sulla distanza più lunga demolì il record del mondo con 29’17”43 in occasione della finale olimpica di Rio trascinando quattro donne sotto i 30 minuti nella più grande gara di sempre. L’avversaria più pericolosa di Almaz Ayana sulla distanza più lunga sarà la connazionale Tirunesh Dibaba, che inseguirà la sesta medaglia della sua carriera nella manifestazione iridata 14 anni dopo il primo successo sui 5000 metri a Parigi 2003 quando era ancora minorenne. Tirunesh ha realizzato il record personale correndo in 2h17’56” in occasione del secondo posto alla maratona di Londra dello scorso aprile.

Le altre protagoniste in grado di lottare per il podio saranno l’altra etiope Senbere Teferi, argento ai Mondiali di Pechino e seconda nella gara di selezione etiope di Hengelo in 30’41”68, le keniane Alice Aprot (quarta a Rio in 29’53”51) e Agnes Tirop (campionessa del mondo di corsa campestre nel 2015). Come nel caso di Almaz Ayana, anche l’altra fuoriclasse etiope Genzebe Dibaba doppierà correndo 1500 metri e 5000 metri.

La sorella di Tirunesh Dibaba difenderà il titolo mondiale conquistato a Pechino due anni fa. In questa stagione la fuoriclasse etiope ha corso il miglio in 4’16”05 a Losanna (transitando ai 1500 metri in 3’57”82). Dibaba darà vita ad una delle sfide più attese dell’intera rassegna che vedrà le altre due medagliate dell’ultima edizione di Pechino 2015: l’olandese Sifan Hassan, detentrice delle migliori due prestazioni mondiali dell’anno con 3’56”14 a Hengelo e 3’56”22 a Roma e vincitrice al meeting di Parigi, e Faith Kipyegon, campionessa olimpica a Rio e vincitrice delle tappe della Diamond League a Shanghai e a Eugene.

Hellen Obiri
Hellen Obiri

Una delle atlete più attese dal pubblico britannico sarà la ventiquattrenne Laura Muir, che accenderà la passione dei fans locali con la sua tattica di gara d’attacco. La studentessa scozzese di veterinaria scenderà in pista sui 1500 e sui 5000 metri puntando ad una medaglia soprattutto sulla distanza più breve. Lo scorso anno Muir migliorò il record britannico dei 1500 metri di Kelly Holmes proprio a Londra agli Anniversary Games con 3’57”49, tempo successivamente abbassato fino a 3’55”22 a Parigi. Lo scorso mese la campionessa europea indoor dei 1500m e dei 3000m di Belgrado 2017 ha realizzato il record personale sul miglio al meeting di Londra con 4’18”03 alle spalle di Hellen Obiri. Nell’ultimo meeting di Montecarlo l’allieva di Andy Young ha stabilito il record personale sui 3000m con 8’30”64. Un’altra atleta che doppierà 1500m e 5000m è la ventenne tedesca Konstanze Klosterhalfen, che in questa stagione è scesa due volte sotto i 4 minuti sulla distanza più breve con 3’59”30 al Golden Gala di Roma e 3’59”58 ai Campionati nazionali di Erfurt. 

Gli 800 metri femminili si preannunciano come un altro momento clou della manifestazione iridata soprattutto dopo la straordinaria gara di Montecarlo nella quale quattro atlete sono scese sotto la barriera dell’1’57”. La due volte campionessa olimpica Caster Semenya ha vinto la gara monegasca stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno e il record personale con 1’55”27 ma ha dovuto faticare più del previsto per battere Francine Nyonsaba, che nell’occasione ha stabilito il record del Burundi con 1’55”47. La statunitense Ajée Wilson è la terza candidata al podio più accreditata dopo aver stabilito il record nazionale con 1’55”61 a Montecarlo. Semenya si rivelò al pubblico vincendo il titolo mondiale a Berlino 2011 a soli 18 anni e bissò il successo due anni dopo a Daegu. Lo scorso anno la sudafricana vinse il secondo titolo olimpico consecutivo battendo Nyonsaba e Margaret Wambui, altra forte candidata al podio insieme alla canadese Melissa Bishop, medaglia d’argento due anni fa a Pechino.

Caster Semenya
Caster Semenya

La portacolori del Barhein Ruth Jebet proverà a bissare il trionfo olimpico dello scorso anno con il primo titolo mondiale sui 3000 siepi femminili. Lo scorso anno Jebet cancellò il record mondiale di Gulnara Galkina al meeting di Parigi correndo in 8’52”78. La keniana Hyvin Kyieng Jepkemoi difenderà il titolo di due anni fa a Pechino dopo aver disputato un’ottima stagione nella quale ha conquistato il successo a Doha in 9’00”12. Le altre protagoniste della stagione in grado di lottare per le medaglie sono la diciottenne Chelliphine Chepsol, primatista mondiale juniores e autrice del miglior tempo stagionale con 8’58”78 in occasione della vittoria al meeting di Eunice, e Beatrice Chepkoech, seconda a Eugene in 9’00”70 e sui 3000 metri a Montecarlo in 8’28”66. Le atlete in grado di spezzare l’egemonia africana saranno la statunitense Emma Coburn, medaglia di bronzo olimpica a Rio in 9’07”63, e la tedesca Gesa Felicitas Krause, medaglia di bronzo a Pechino e campionessa europea ad Amsterdam 2016.

La trentasettenne Edna Kiplagat insegue il terzo titolo mondiale nella maratona dopo i successi di Daegu 2011 e di Mosca 2013, un’impresa che eguaglierebbe tre grandi maratonete del passato come Catherine Ndereba, Manuela Machado e Lidia Simon. La veterana keniana dovrà vedersela con l’etiope Mare Dibaba, la keniana Helah Kiprop e la portacolori del Barhein Eunice Kirwa, le tre atlete salite sul podio nell’ultima edizione dei Mondiali di Pechino 2015. Un’altra atleta potenzialmente da podio sarà la keniana Flomena Cheyech Daniel, terza a Parigi in 2h21’22”. Il Kenya vinse il medagliere dell’ultima edizione di Pechino grazie ai successi nelle prove di mezzofondo e alle sorprendenti vittorie del giavellottista Julius Yego e del quattrocentista ad ostacoli Nicholas Bett.

Marcia

Le gare di marcia, in programma nell’ultima giornata (13 agosto) in una mattinata interamente dedicata alla specialità del tacco e punta sull’affascinante percorso di The Mall vicino a Buckingham Palace, sono particolarmente attese per il pubblico italiano per la presenza dell’azzurra Antonella Palmisano. Per la prima volta dopo sei edizioni consecutive non sarà presente la campionessa olimpica Liu Hong, ma la formazione cinese avrà ottime chance di salire sul podio con il trio formato da Xhiuzi Lyu, Nia Wang e Jiayu Yang. L’altra possibile pretendente ad una medaglia sarà l’ex pugile messicana Maria Guadalupe Gonzales, che nel 2016 ha vinto il Campionato Mondiale a squadre di Roma e l’argento alle Olimpiadi di Rio con il record del continente americano di 1h26’17”.

La Cina potrebbe dominare anche la 20 km maschile ma con atleti diversi rispetto ai primi due delle ultime Olimpiadi di Rio Wang Zhen e Zelin Cai, che non sono stati nemmeno selezionati agli ultimi Campionati nazionali. Le maggiori speranze del grande paese asiatico saranno riposte su Wang Kaihua, leader mondiale stagionale con 1h17’54”. L’Europa avrà le sue carte da giocare con il campione in carica spagnolo Miguel Angel Lopez, il tedesco Christopher Linke, vincitore alla Coppa Europa di marcia di Podebrady in maggio e il britannico Tom Bosworth, sesto alle Olimpiadi di Rio.

Molto aperta la 50 km maschile ma il favorito potrebbe essere l’australiano Jared Tallent, che cerca il bis dopo il trionfo olimpico di cinque anni fa sul Mall londinese con il record personale di 3h36’53. Il francese Yohan Diniz, primatista mondiale sulla distanza più lunga dell’atletica con lo stratosferico 3h32’33” ottenuto agli Europei di Zurigo, insegue la prima medaglia nella rassegna iridata a quasi 40 anni. Gli altri nomi sui quali puntare sono il giapponese Hiroki Arai, il canadese Ben Thorpe, rispettivamente terzo e quarto alle Olimpiadi di Rio e l’irlandese Robert Heffernan, campione del mondo a Mosca 2013.

Antonella Palmisano
Antonella Palmisano

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