Tottenham, Pochettino: "Morata? Qui avrebbe fatto panchina"

Dopo tanta attesa, il manager argentino ha finalmente rotto il silenzio: oltre all'attaccante spagnolo, manda anche una frecciatina al Manchester City sulla questione Walker.

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La guida di una delle squadre più talentuose e promettenti di tutto il panorama calcistico inglese ed europeo non gli basta. Dopo aver ottenuto tanti riconoscimenti, sa benissimo che è arrivato il momento di cominciare a vincere qualche trofeo di rilievo. 

Mauricio Pochettino è ora più consapevole che mai della potenzialità della sua squadra e in seguito a tutte le speculazione di media e tabloid sull'immobilità del Tottenham nel corso di questa sessione estiva di calciomercato, ha finalmente rotto il silenzio commentando le mosse delle dirette rivali e parlando della rosa attuale che gli ha messo a disposizione il presidente Levy.

Sebbene l'argentino sappia di poter usufruire di uno dei settori giovanili meglio sviluppati di tutto il paese, è altresì consapevole che per poter continuare a competere con Manchester City, Manchester United e Chelsea è necessario che la società acquisti almeno un paio di grandi giocatori che mettano pressione agli altri membri della squadra. A quel punto la competizione aumenterebbe, tutti sarebbero costretti ad aumentare il loro rendimento per mantenere la titolarità e l'allenatore potrebbe finalmente godersi ogni singolo componente della rosa al massimo delle sue potenzialità. 

Mauricio Pochettino, allenatore del Tottenham Hotspur

Tottenham, Pochettino su Morata: "L'ho sentito, ma qui avrebbe fatto panchina"

Il passaggio di Kyle Walker al Manchester City per 50 milioni di sterline, l'acquisto di Morata da parte del Chelsea, le possibilità economiche del Tottenham e gli obiettivi di calciomercato per il futuro. Nella sua intervista Pochettino tocca ognuno di questi punti:

Ho sentito Morata. Mi ha chiamato e mi ha detto: "Mister, cosa vengo a fare se ha già Harry Kane?". Cosa potevo rispondergli, aveva ragione. Un altro giocatore avrebbe fatto lo stesso ragionamento: che senso ha trasferirsi al Tottenham se poi si fa panchina? Non è possibile competere con giocatori come Alli, Harry Kane o Hugo Lloris, quindi che senso ha venire qui?

Questa l'opinione del manager argentino, consapevole di avere in rosa uno dei migliori attaccanti d'Europa invidiato anche da Antonio Conte

Alvaro Morata, nuovo attaccante del Chelsea

I nostri tifosi sanno che non possiamo competere economicamente con top club come Manchester United e Manchester City. L'errore che invece viene fatto è commentare negativamente l'operato del presidente. Le sua visione di calcio è quanto più simile alla mia, per questo finora siamo sempre andati d'accordo. Al giorno d'oggi è difficile trovare i giocatori di cui necessiti a prezzi accessibili.

Gli Spurs non sono totalmente immobili sul mercato: uno degli obiettivi concreti è Ross Barkley, giocatore dell'Everton escluso da Koeman dall'undici titolare e libero ora di trovarsi una nuova squadra. L'ex allenatore del Southampton, insieme a Levy, lo ha visionato attentamente, ma i dubbi comunque rimangono: il comportamento avuto negli ultimi anni dal giocatore è davvero ciò di cui ha bisogno Pochettino? La fragilità psicologica e lo scarso temperamento dimostrato di recente valgono davvero 40-50 milioni sterline di investimento? In merito a queste perplessità, le parole del tecnico del Tottenham sono molto più che chiare. 

Barkley in azione durante Arsenal v Everton

Prendete Walker. Lo scorso anno era partito per dividersi equamente il ruolo con Tiepper, poi le sue eccellenti prestazioni lo hanno portato a conquistarsi la titolarità. Ecco, anche e soprattutto per questo motivo credo che un giocatore come lui abbia già dimostrato tutto quello che poteva dimostrare. E lo ha fatto con noi. Per Barkley vale lo stesso ragionamento: all'Everton poteva essere in qualche modo condizionato dall'ambiente e cambiare aria potrebbe rappresentare il vero toccasana di cui necessita. Staremo a vedere. 

Pochettino ha voluto poi parlare della formula che secondo lui potrebbe dare al Tottenham la spinta decisiva verso la conquista di un titolo. Una formula già conosciuta negli ambienti interni ai grandi club, ma che rappresenta forse il metodo più chiaro e naturale possibile per ottenere dalla propria squadra il massimo risultato. Una formula da tutti conosciuta con il nome di pressione

Quello che dobbiamo fare con questi giocatori è aumentare la pressione. Molti di loro si sentono i più forti della squadra in quel ruolo perché effettivamente lo sono, non esistono alternative alla loro altezza nella rosa e la loro titolarità non è in discussione. Per questo motivo la loro concentrazione potrebbe calare: è necessario acquistare dei giocatori tali da aumentare la competizione. Solo così saremo sicuri di avere ogni singolo componente al massimo delle proprie possibilità.

Daniel Levy cammina sul campo di Wembley insieme a Pochettino

All'inizio della stagione manca oramai poco più di una settimana, ma il calciomercato deve ancora realmente entrare nel vivo. Pochettino ha in tutti i modi cercato di lanciare dei segnali alla società: ok i giovani, ma abbiamo bisogno di qualche grande nome se davvero vogliamo cominciare a vincere qualche trofeo.

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