UFC, Inside the Cage: Volkan Oezdemir, la devastazione della normalità

Tempo di ritorni su FOXSports.it: ecco un nuovo Inside the Cage tutto dedicato a Volkan Oezdemir, protagonista di uno dei filotti più inaspettati della storia UFC.

Volkan Oezdemir, UFC light-heavyweight

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Avete fatto un giro negli ambienti UFC nel corso degli ultimi mesi? No, non ci riferiamo letteralmente agli interni degli headquarters della promotion più importante al mondo. Parliamo di forum, portali di discussione e social network. Lo avete fatto? Ecco, tenetelo a mente. Ora: avete visto la stragrande maggioranza degli eventi UFC, almeno da un anno a questa parte? Perfetto! Siete nel posto giusto allora. Questo è Inside the Cage, rubrica targata FOX Sports.it tutta dedicata al mondo delle MMA, a cui con dedizione mistica ci ordiniamo per regalarvi squarci di grandi storie, personali e sportive, all'interno dell'ottagono. Per scoprire però chi sarà il protagonista di giornata, occorrerà rispondere ai due quesiti che avrete già letto poco sopra. In quel caso, non dovremo certo spiegarvi chi è Volkan Oezdemir. Puntuale come un orologio (sarà perché è svizzero?) l'ex Bellator ha conquistato in fretta e furia i vertici dei ranking UFC, categoria massimi leggeri. Dopo l'esordio con vittoria per split decision su Ovince St-Preux, Oezdemir è stato in grado di imporsi con un doppio filotto che ha rivoluzionato le gerarchie delle 205 libbre: è servito un minuto in tutto al buon Volkan per sbarazzarsi di due top contender quali Misha Cirkunov e Jimi Manuwa, affrontati a distanza di due mesi e mandati a casa con due KO che hanno messo in mostra tutta la potenza di un fighter che, continuando in questo modo, è destinato a raggiungere picchi altissimi nel corso della sua già brillante carriera.

Nato a Friburgo (Svizzera) da madre elvetica e padre turco, Volkan Oezdemir muove i primi passi da kickboxer, spinto da una passione scoccata durante una tre mesi in Thailandia tra allenamento e svago, e sbocciata definitivamente in occasione della visita alla Golden Glory di Breda, palestra in cui conobbe un certo Alisair Overeem, ex campione pesi massimi Strikeforce e pluridecorato k-1 fighter - nonché ex title contender UFC -. Tra i due nasce un'amicizia che porta il giovane Volkan in giro per le varie location in cui il già famosissimo Overeem andava ad imporre sentenze a suon di colpi. Un giorno, dal nulla, "The Reem" gli chiese a bruciapelo: "Ma perché non combatti?". Per Oezdemir si tratta di una domanda strana, non avendo mai pensato ad una ipotesi simile. Seppur colto da mille dubbi, lo svizzero accetta. Era una vigilia di capodanno imprecisata, e quel giorno Volkan prese la scelta che, col senno di poi, cambierà radicalmente la sua vita. Cominciato infatti un camp di allenamento completo in Olanda, il futuro combattente si allena sotto l'occhio vigile di Overeem, impegnato anche lui nella preparazione del match con Remy Bonjasky. Il risultato, al debutto, è devastante: Oezdemir vince il suo primo incontro amatoriale per KO, dando ufficialmente il via alla sua carriera, cominciata un po' per caso.

Volkan lavora veramente duro. Lui spinge al massimo sempre, ogni giorno. Sin dal primo incontro disputato in UFC ha sposato un regime d'allenamento no-stop. Merita una title shot: io ho mandato KO Jimi in due round, lui ci ha messo due minuti (42 secondi in realtà, ndr). Mi ha fatto sembrare un dilettante!

(Anthony Johnson, due volte title contender UFC e compagno d'allenamento di Oezdemir nei Blackzilians) 

Da lì in poi infatti, il salto dalla kickboxing al BJJ e il successivo approdo nel mondo delle MMA rappresentano una vera e propria svolta nella vita di Oezdemir, che trova la sua consacrazione all'interno della gabbia ottagonale. 16 match, 15 vittorie ed una sconfitta. 11 KO, una sottomissione e tre decisioni. Un passaggio fugace in un Bellator che non ha creduto nelle qualità di un allora neanche venticinquenne Volkan sarà uno step col senno di poi fondamentale nella carriera di un fighter che firma per UFC in short notice. Sliding doors anche per lo svizzero dunque, che non avrebbe probabilmente mai varcato l'ottagono più famoso al mondo senza l'infortunio occorso a Jan Blachowicz nel gennaio 2017. 14 giorni di preavviso per affrontare un top contender della categoria quale Ovince St-Preux: un suicidio annunciato che si è trasformato in una vittoria per split decision per un Oezdemir che ha poi steso senza possibilità d'appello i già citati Cirkunov e Manuwa, rispettivamente in 28 e 42 secondi. Mani pesantissime, striking solido ed ordinato e ground game di tutto rispetto per un normal man che, in punta di piedi e tra lo scetticismo generale, si ritrova adesso a godere del giusto risalto mediatico - impensabile soltanto un anno fa -.

UFC: Oezdemir, the world is yours

Dopo la splendida vittoria arrivata su Jimi Manuwa, non ci è ancora dato sapere quale sarà il destino di Volkan Oezdemir. Difficile ma non impossibile che la promotion decida di concedergli la prossima title shot, anche se ad oggi l'ipotesi più probabile appare quella di una title eliminator contro Alexander Gustafsson. Con un Jon Jones orientato ad accettare il superfight con Brock Lesnar infatti, la divisione potrebbe restare bloccata per un po', dando modo ai due contendenti sopracitati di affrontarsi. Le prossime settimane potranno senza dubbio offrirci un quadro più chiaro della situazione. Oezdemir che in ogni caso sarebbe pronto già adesso ad accettare la chance titolata, come chiarito mediante la frase proferita nel post match di UFC 214.

Non ho tempo.

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