Mourinho su Conte: "Non perderò i miei capelli per parlare di lui"

Il tecnico del Chelsea aveva detto di non voler ripetere gli errori del portoghese: lo Special One risponde per le rime in conferenza stampa.

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Allora, partiamo dal presupposto che il beneficio del dubbio è doveroso concederlo a tutti, ma quando c'è di mezzo José Mourinho e il suo ego, allora l'indice di malizia supera di gran lunga quello dell'imparzialità di giudizio. Cominciano però con ordine, cioè con il parallelo (e anche in questo caso non è sembrato poi così casuale) che Antonio Conte ha fatto per spiegare cosa intenda evitare in questo suo secondo anno al Chelsea.

Ecco, il manager leccese - che nel corso dell'ultima Premier League ha avuto spesso qualche problemino nel rapporto con lo Special One - ha deciso di utilizzare come metro di paragone proprio la stagione di Mou sulla panchina del Chelsea dopo aver vinto il suo ultimo scudetto con i Blues:

Sappiamo che la prossima stagione sarà difficile e cercheremo di evitare quello che è successo a Mourinho all'inizio del 2015. Due anni fa il Chelsea è finito decimo dopo aver vinto la Premier League e non può succedere di nuovo. Gli allenatori delle due precedenti squadre Campioni d'Inghilterra, Chelsea e Leicester, sono stati esonerati l'anno successivo.

Sì, avrebbe potuto evitare di fare il nome di Mourinho, ora manager del Manchester United. Il concetto sarebbe passato lo stesso.

Il manager del Chelsea Antonio Conte in conferenza stampa
Antonio Conte, manager del Chelsea in conferenza stampa

Mourinho risponde a Conte

Un po' come ha fatto poi nella parte successiva del suo ragionamento, quando ha parlato dell'esonero dell'allenatore del Leicester e non di Claudio Ranieri. Un'accortezza sulla quale nel primo caso Conte ha sorvolato. E tutto questo non è affatto passato inosservato a Mourinho. Anche lo Special One nella sua conferenza stampa da allenatore del Manchester United ha scelto la linea soft, quella sorta di vedo/non vedo a metà tra il velato doppio senso e una "clavata" dietro la schiena.

E quando gli è stato domandato cosa ne pensasse di ciò che era stato detto da Conte, il portoghese ha prima cominciato a ragionarci con fare disinteressato, come se quasi non sapesse cosa rispondere (figuriamoci...). Poi, "istintivamente e senza un minimo di preparazione", ha scelto di replicare così:

Non lo so, non lo so. Potrei rispondere in molti modi diversi (attenzione, nel volto si avverte un accenno di ghigno sospetto, ndr), ma non perderò certo i miei capelli (con tanto di tenera auto-carezza alla brizzolata chioma, ndr) per parlare di Antonio Conte.

No, diciamo che la sua comunicazione verbale e para-verbale, così come le parole espresse, non sono apparse proprio un caso. Il vero concetto che voleva intendere Mourinho, è passato perfettamente.

Juventus, Antonio Conte
Antonio Conte con la maglia della Juventus

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