L'estate d'animo cupo di Cristiano Ronaldo: processo & calciomercato

La lunga estate di Cristiano Ronaldo: tra le voci di addio al Real Madrid, il calciomercato, il fisco e il processo che andrà in scena questa mattina.

Cristiano Ronaldo tra processo, calciomercato e assenze

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Estate d'animo cupo per Cristiano Ronaldo: le voci del suo addio al Real Madrid gli rimbalzano sulla testa, e non solo. 

Il talento portoghese oggi si troverà di fronte il giudice che lo marca da vicino e gli contesta la maxi evasione di 14,7 milioni di euro. 

Potrebbe esser peggio, direbbe qualcuno, potrebbe piovere. O magari sul tavolo del Real Madrid potrebbe arrivare una maxi offerta (del Milan?) che potrebbe sancire il suo addio (si scherza. Forse...). 

Zidane ha dovuto rinunciare a Cristiano Ronaldo
Zidane starà pensando ad un futuro senza Cristiano Ronaldo?

La lunga estate di Cristiano Ronaldo: il processo

Mentre il suo Real Madrid già viene messo sotto la lente d'osservazione (le amichevoli di lusso hanno questo difetto, se perse), Cristiano Ronaldo ha dovuto dire addio al primo Clasico dell'anno contro il Barcellona, con gran costernazione e pena degli organizzatori. Non è solo l'immagine di Fifa 18 (che per gli appassionati vuol dire tantissimo), il buon Cristiano Ronaldo: è anche un prodotto di marketing di livello elite, che i palati fini vogliono sul piatto.

Stavolta il cameriere deve aver risposto: il piatto non è disponibile. E il livello di costernazione ha raggiunto più o meno l'entità di bile presente in questo momento in Neymar (che dopo Semedo, ha litigato pure con Carvajal). Charlie Stillitano, il presidente di Relevant Sports, che ha organizzato la International Champions Cup, era veramente a pezzi, dopo aver annunciato che, "per motivi personali", niente CR7: 

Avrebbe voluto essere qui. Non si è comportato da divo. Ha sperato fino ad oggi di esserci, ma non ce l'ha fatta. Mr Ross (il proprietario dei Miami Dolphins, figura vicinissima all'organizzazione), ha fatto di tutto per portarlo qui e Cristiano Ronaldo gli è stato molto grato. Sono veramente dispiaciuto

Chiaramente Cristiano Ronaldo doveva avere qualche impegno veramente improrogabile per saltare la sfida contro gli eterni rivali del Barcellona "made in Usa". In effetti la sua è stata una lunga estate. La Confederations Cup con il suo Portogallo, poi la visita alla figlia del buon Peter Lim, proprietario del Valencia, appena diventata mamma a Singapore. E la Cina, con tutto il suo fascino, i suoi yen. E un processo. Ah, mica vi sarete scordati il processo per evasione che ha generato tutto questo concerto?

Cristiano Ronaldo domani a processo: una lunga estate di fisco e calciomercato
Cristiano Ronaldo deve essere piuttosto teso di questi tempi

Un giorno in pretura: cosa rischia CR7

La data da segnare sul calendario è oggi lunedì 31 luglio alle 11.30, quando Cristiano Ronaldo comparirà di fronte al giudice Mónica Gómez Ferrer a Madrid. L'accusa è sempre la stessa: 14,7 milioni di euro evasi. Sono i profitti generati dai diritti d'immagine tra il 2011 e il 2014. La difesa di Cristiano Ronaldo, affidata allo studio legale Baker&McKenzie afferma che il talento di Madeira avrebbe pagato addirittura 265.448,80 euro in più. Sono momenti tesi per CR7, per di più in diretta televisiva: 150 sono le richieste di accredito dai media di almeno 16 paesi. 

Concretamente Cristiano Ronaldo deve al fisco spagnolo 1,39 milioni nel 2011;1,66 nel 2012; 3,2 nel 2013 e 8,5 nel 2014. Società in Irlanda e nelle Isole Vergini, ecco come Cristiano Ronaldo avrebbe eluso le difese fiscali spagnole. Lunedì 31 il giudice della Corte n.1 di Pozuelo, a Madrid, deciderà se procedere o meno contro Cristiano Ronaldo. Secondo quanto riportano alcune fonti di As.com, si andrà muro contro muro, con tutti i rischi del caso: 

Cristiano resta fermo sulla sua posizione e non gli importa andare fino in fondo, anche andare a giudizio contro lo Stato, per difendere la propria innocenza. Non patteggerà neanche sotto minaccia o rischio di carcere. O paghi o ti minacciano con il carcere, ma Cristiano non cede e non andrà a patteggiare

La difesa di CR7 parla di "mera discrepanza di valutazione che non può essere considerata dolosa", "in Inghilterra si è comportato alla stessa maniera senza problemi", ma per questa "discrepanza" Cristiano Ronaldo rischia grosso. Sette anni di carcere la richiesta di pena minima per un simile reato, che potrebbe essere ridotta a un quarto in caso di pagamento immediato della cifra dovuta con l'aggiunta di una multa (in totale 29 milioni di euro). Questa soluzione sarebbe stata già adottata da altri assistiti di Mendes (anche lui, sempre lui, tra l'altro, a processo alla stessa corte) come Di Maria, Coentrao e Falcao.

Jorge Mendes è processato alla stessa corte di Cristiano Ronaldo
Jorge Mendes ha la faccia di uno che c'entra sempre e comunque


Nel frattempo, a proposito di Mendes, Cristiano Ronaldo è circondato anche da voci di calciomercato consistenti, che stavolta porterebbero ad un'offerta mostruosa del Milan cinese. Con tanto di Montella che candidamente ammette: "Sarebbe un sogno allenare Cristiano Ronaldo". Che sia solo l'antefatto di una grande fuga di talenti dalla Liga (e dal fisco spagnolo)? Neymar, Cristiano Ronaldo, tutti via, anche se per motivi diversi.

Economici l'uno, fiscali l'altro, in fondo più o meno sempre gli stessi, una sorta di ricerca di giustizia: Neymar teme che l'ombra lunga di Messi gli faccia perdere gli anni migliori di carriera, CR7 non vuole darla vinta a quello che quasi sembrerebbe considerare una specie di ricatto. Il calciomercato vola sulla sua faccia contrariata, la battutina a Mendes sarebbe stata fatta, per voce di Mirabelli e Fassone: "Ma Cristiano Ronaldo che fa?"

Per ora una faccia cupa, un processo, e un viaggio appena finito in Cina. L'onda lunga di un suo possibile acquisto (incredibile per cifre, almeno 20 milioni di ingaggio, qualcosa simile alla cifra per Mbappé in valigetta per il Real Madrid, 140-150 milioni) sui mercati asiatici avrebbe un impatto altrettanto incredibile. Ma per carità, non parlate di soldi, in questo momento, a Cristiano Ronaldo. Non è proprio il momento adatto per pensarci. Ora Cristiano Ronaldo deve solo pensare a cosa dire al giudice. 

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