UFC 214: redenzione e ritorno, il re Jon Jones è tornato

Jon Jones è tornato: il più giovane campione della storia UFC riconquista la sua cintura, mostrandosi maturato sia come fighter che come uomo.

Jon Jones, campione dei massimi-leggeri UFC

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Una storia che ha tutte le caratteristiche per partorire un film. Jon Jones raggiunge il trionfo, cade, sprofonda e si rialza: questo il percorso che ha condotto "Bones" fino a UFC 214, con la seconda vittoria arrivata su Daniel Cormier che ha definitivamente fugato ogni dubbio - qualora ce ne fossero ancora - sul diamante della Jackson-Wink, che dimostra ancora una volta di essere il talento più cristallino della storia delle MMA moderne. Cinque match in main card, tre finalizzazioni e uno spettacolo che, tolto il co-main event, ci ha ad oggi regalato la card più adrenalinica dell'anno. Si parte subito fortissimo con Volkan Oezdemir vs Jimi Manuwa, incontro valido per la categoria dei massimi-leggeri. Ancora una volta è lo svizzero a fare l'upset, finalizzando in 42 secondi un "Poster Boy" fin lì lanciatissimo verso una chance titolata. Ancora una volta la potenza e la precisione nel clinch si sono rivelati un'arma devastante: combo semplice, montanti e ganci prima del KO, avvenuto pochi secondi dopo l'interruzione del clinch da parte di un provatissimo Manuwa, che abdica in favore di un Oezdemir lanciatissimo verso una title shot.

Successivamente spazio a quella che è sembrata una mezza title eliminator per i pesi welter, con l'ex campione UFC Robbie Lawler che si impone su Donald Cerrone per decisione unanime. Match combattutissimo, con colpi pesanti da una parte e dall'altra. Inizia fortissimo "Ruthless", che nel primo round mette una serie di combo durissime prima che il "Cowboy" riesca a prendere le misure. Alla fine a trionfare è Lawler per decisione unanime (29-28), tra le perplessità di Cerrone e di una fetta di pubblico che vedeva quest'ultimo vincitore. A seguire vi è il primo match titolato della serata, con Cris "Cyborg" Justino che si sbarazza con meno facilità del previsto di una Tonya Evinger coriacea, nonché capace di arrivare fino al terzo round contro la ben più quotata brasiliana. Monologo dell'ex campionessa Strikeforce, che mette colpi pesantissimi dall'inizio alla fine su un'avversaria quasi incapace di reagire di fronte alla furente rabbia agonistica della Cyborg. Ad 1:56 del terzo round delle potentissime ginocchiate mettono fine alla questione, con la Justino che succede a Germaine De Randamie diventando la seconda campionessa pesi piuma della storia UFC.

Passiamo all'unica nota dolente della main card. Il co-main event della serata, valido per l'assegnazione del titolo pesi welter, è stato un qualcosa che non dovrebbe mai vedersi all'interno di un ottagono. Un incontro vergognoso che non può essere mascherato da tatticismi in questo caso quasi inesistenti. Il match tra Tyron Woodley e Demian Maia ci ha regalato 25 minuti di noia, su un copione che sembrava scritto da Hanna e Barbera per una puntata di "Tom & Jerry". Lo sfidante, pluridecorato grappler e cintura nera di BJJ, tenta il takedown su un campione che difende in maniera efficace ma grottesca, scappando e provando a colpire in piedi. Non succede altro, con Woodley che alla fine delle riprese conserva il titolo grazie ad una vittoria per decisione unanime, pur riconoscendo il merito di aver saputo arginare le peculiarità di due grandi talenti quali Stephen Thompson e per l'appunto il già citato Demian. Se dunque, in funzione di ciò, abbiamo esagerato poco sopra? Quando mai.

Woodley vs Maia è stato il terzo incontro della storia UFC con meno colpi significativi di sempre. Main event invece che ha soddisfatto pienamente le aspettative. Jon Jones si redime, come in una metafora che potremmo addurre alla pellicola "Il Re Leone". Sprofondato nell'oblio a causa dei noti problemi con droga, legge e doping - in ultima istanza -, Bones riesce a rialzarsi come solo i grandi sanno fare: dopo aver sofferto per un round ed un quarto l'iniziativa del campione Daniel Cormier infatti, l'ex re di categoria mette la freccia, chiudendo con un ferocissimo ground and pound un'azione iniziata a metà del terzo round con un high kick, a cui è seguita la finalizzazione. Tanta commozione e tante parole d'elogio sul proprio cambiamento nel post-match. Bellissimo anche il tributo allo sconfitto, apostrofato come: "Un gran padre, un gran marito e un grande campione, oltre che un degno rivale". Fa male al cuore però vedere Cormier in lacrime ai microfoni di Joe Rogan, con la delusione che appare tangibile anche al di fuori dello schermo.

Il prossimo appuntamento con UFC

Giusto qualche giorno di pausa prima di poterci gustare il prossimo evento UFC, che sancirà anche il nuovo sfidante al titolo pesi mosca attualmente detenuto da Demetrious Johnson - ovviamente dopo la sfida a Ray Borg -. All'Arena Ciudad di Città del Messico infatti, Sergio Pettis e Brandon Moreno si daranno battaglia al limite delle cinque riprese, in una card che troverà compimento nella notte tra sabato 5 e domenica 6 agosto. E voi, siete pronti ad un'altra notte di fuoco targata FOX Sports?

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