Italbasket, la “prima” è una passeggiata: +60 e Bielorussia travolta

Esordio azzurro straripante alla Trentino Basket Cup: 96-36 finale e ottimi segnali per Messina, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento. Stasera sfida all’Olanda.

L'ingresso in campo della Nazionale

179 condivisioni 1 commento 0 stelle

di

Share

Per trarre indicazioni dalla prima uscita azzurra nella strada che porta al prossimo Eurobasket basterebbe, ieri come non mai, focalizzarsi sul punteggio finale: inequivocabilmente significativo, totalmente specchio di una gara che, sin dalle prime battute, non è sostanzialmente mai esistita.

Il 96-36 con cui l’Italbasket di Ettore Messina ha letteralmente travolto la Bielorussia, nella seconda semifinale della Trentino Basket Cup, rappresenta certamente un più che buon esordio nel cammino di Datome e compagni in vista della fase a gironi dell’Europeo in programma a Tel-Aviv: traguardo minimo, quello relativo al passaggio del turno nel gruppo B composto da Israele, Lituania, Germania, Georgia e Ucraina, per un obiettivo da centrare a tutti i costi.

Dimenticando la delusione del pre-olimpico di ormai un anno fa e sognando un’estate decisamente diversa dal punto di vista delle soddisfazioni.

L'Italbasket verso gli Europei: le prime indicazioni

Pronta ad affrontare ora l’Olanda, vittoriosa nell’altra semifinale di ieri (70-65) contro l’Ucraina, la squadra di Messina è subito partita con il piede sull’acceleratore per archiviare nel più breve tempo possibile la pratica, senza tuttavia mai mollare dal punto di vista dell’intensità. E proprio dall’alto tasso di “garra” arrivano le migliori indicazioni per il ct azzurro: i tuffi di Burns e Cusin per recuperare palla, a buoi ampiamente scappati dalla stalla e con oltre 50 punti di vantaggio, risultano una delle immagini più positive a livello di mentalità per il debutto stagionale dell’Italbasket, destinata a ricevere buone notizie anche da gran parte dei giocatori che lotteranno per strappare una posto nella definitiva lista scelta da Messina. Tonut (10 e 4/5 dal campo), Filloy (10 punti) e lo stesso Burns, con gli ultimi due all’esordio in maglia azzurra, hanno infatti ben impressionato nella gara del PalaTrento, spalleggiando al meglio gli sprazzi di classe di Gallinari (10) e la solita consistenza di Gigi Datome, top scorer dell’incontro con 14 punti segnati ed autore della tripla capace di far scappare definitivamente nel punteggio (28-13 al termine del primo periodo) i suoi.

Attendendo i migliori Belinelli (10 punti ma 2/6 da 3) ed Hackett, al rientro dopo il grave infortunio al tendine subìto lo scorso dicembre con la maglia dell’Olympiacos e capace di inaugurare il match vinto con i primi due punti, Messina può dunque sorridere per la prima comparsa della sua nazionale: al di là di un avversario certamente più che abbordabile (22° nel ranking FIBA), con il solo Liutych (14 punti) a provare ad arginare gli azzurri, ciò che ha maggiormente convinto è stato l’aspetto mentale di una squadra che in più, a livello tecnico e di esecuzione, può solo ed esclusivamente crescere.

La solidità difensiva di Cusin e Cervi (11 punti), capaci di tenere a 0 canestri segnati dal campo un avversario scomodo e fisico come Parakhouski, rappresenta un altro punto importante dal quale ripartire, verso la conformazione di un gruppo che, per la gara contro la Bielorussia, ha visto fuori dai 12 Abass, Della Valle, Biligha, Baldi Rossi e Vitali, pronti a scendere sul parquet a rotazione in vista delle prossime gare.

Dati alla mano e prossimo avversario

Cinque punti subiti nel terzo quarto di gioco, 36 finali segnati: nonostante un buonissimo atteggiamento complessivo mostrato in difesa dall’Italia, l’attacco bielorusso ha messo davvero tanto del suo per non impensierire più di tanto il quintetto azzurro. Un +60 finale che eguaglia il 99-39 inflitto alla Svizzera nel torneo di preparazione all’Europeo del 1965, occupando il quarto posto nella storia delle migliori vittorie di sempre ottenute dalla Nazionale: lo scarto massimo, destinato ancora a mantenere il proprio primato, risale al 3 maggio 1976, nel nettissimo +79 (128-49) ottenuto ad Edimburgo contro l’Irlanda.

Sei uomini in doppia cifra, buone percentuali dall’arco (13/23) ed ottima circolazione di palla (32 assist finali contro 3): numeri positivi che, in parte, gli azzurri tenteranno di replicare contro l’Olanda, avversario azzurro nella finale in programma stasera. Rivale certamente diverso e più qualitativo rispetto alla Bielorussia per una squadra particolarmente insidiosa nel pacchetto esterni con “piccoli” reattivi e dalle gambe rapide: e il pericolo numero uno porta a Yannick Franke, classe ’96 da 20 punti ieri contro l’Ucraina, per una selezione dall’alto tasso atletico da non sottovalutare nell’uno contro uno. Secondo ostacolo azzurro verso una preparazione ad Eurobasket iniziata sì nel migliore dei modi, ma con tanto, tantissimo lavoro ancora da fare. Senza illusioni, né proclami: per tentare di riportare finalmente al successo una Nazionale che, dopo le recenti delusioni, vuole finalmente far coincidere aspettative e potenzialità con un solo termine: vittoria.

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.