Freccette, World Matchplay: magico Phil Taylor, trionfa e si ritira

Fenomenale "The Power" che non lascia scampo a Wright in finale: 16esimo successo nel torneo. Ma la decisione non cambia: è stata la sua ultima partecipazione.

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Alla fine il Winter Gardens di Blackpool è tutto in piedi per lui. Alla fine, forse, lo sarete stati anche voi a casa che avete seguito il torneo su FOX Sports. Alla fine Phil Taylor ci è arrivato senza essere alla fine. Trionfo e ritiro nella stessa serata, come soltanto i grandissimi campioni sanno fare.

La sfida con Peter Wright è una lezione vera e propria da parte di "The Power", che vince 18-8 la finalissima della sua ultima partecipazione al World Matchplay. Una decisione che non ha intenzione di revocare: non giocherà più al major che l'ha visto davanti a tutti per 16 volte su 24 edizioni totali.

Il primo successo nel lontano 1995, poi in ordine: 1997, un filotto di 5 vittorie dal 2000 al 2004, e ancora 2006 e consecutivamente dal 2008 al 2014. E 2017, naturalmente. Una vittoria impensabile sabato scorso, a inizio torneo, diventata reale con il passare dei giorni e con l'eliminazione degli avversari.

Freccette, World Matchplay: Phil Tay-lord di Blackpool

Ora nel suo curriculum ci sono 16 World Matchplay oltre ai 16 mondiali. L'ultimo lo disputerà a fine anno, e chissà se riuscirà ad aggiungere un'altra perla alla sua leggendaria carriera. Blackpool, intanto, è di nuovo casa sua.

Una finale disputata a livello altissimo: soltanto i due legs iniziali sono da "umani". Poi Taylor diventa un alieno e un cecchino. Average pazzesco (è a 106 dopo i primi 15 legs) e una percentuale del 60% in zona chek-out.

Phil Taylor esulta
Phil Taylor, 57 anni, per la 16esima volta campione al World Matchplay

Taylor allunga in modo decisivo dopo la terza pausa, a cui arriva sul 9-6. Poi mette il mirino e distrugge le doppie, quasi sempre al primo tentativo. Da quel momento il match non è più in discussione.

Vince il torneo strameritando, nonostante un tabellone complicatissimo. Fatti fuori Norris al primo turno, van Barneveld al secondo, il numero 1 del ranking mondiale van Gerwen ai quarti, Lewis in semifinale e Wright in finale, appunto. Davanti a un mostro del genere bisogna soltanto togliersi il cappello.

Taylor ringrazia, Wright si commuove

La pedana si illumina dopo il doppio 16 decisivo. Taylor alza al cielo la coppa, ci sono i figli sul palco insieme a lui. Le sue dichiarazioni sono lineari e sono soprattutto un altro chiaro segnale del suo talento e della sua esperienza a certi livelli:

Conoscevo qualsiasi linguaggio del corpo del mio avversario, ho provato a metterlo sotto pressione sin da subito. Ho trovato una grande chiusura in un leg complicato, poi ho allungato e il finale è andato liscio come previsto. Sicuramente è il mio torneo più bello dell'ultimo periodo, ieri sera mi sentivo sulla luna per aver conquistato la finale. 

Ci si è sentito a suo agio, lui che è uno stella di questo sport. Dall'altra parte Wright si commuove, piange al momento delle interviste (a dir la verità lo aveva fatto anche al momento dell'ingresso del suo avversario). "Ho provato a rientrare nel match, non ce l'ho fatta". La sua è una riverenza nei confronti di Taylor. Un mostro. Il "Federer" o il "Maradona" delle freccette...

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