Tottenham, si punta sui giovani: ecco i campioni di domani

Daniel Levy, presidente degli Spurs, ha confermato l'intenzione della società di puntare sul settore giovanile così da evitare eventuali spese sul mercato. Scopriamo i futuri campioni.

Marcus Edwards

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Il secondo posto in campionato non è ovviamente bastato. La società ha dato vita a un progetto serio e ha intrapreso un percorso ben delineato solo qualche anno fa e non saranno di certo i mastodontici guadagni derivanti dai diritti TV o le cessioni eccellenti che rifocillano le casse del club a far cambiare idea ai dirigenti. 

Stiamo parlando del Tottenham, una squadra talentuosissima, ricca di giocatori giovani ma già affermati nelle rispettive nazionali e guidata da uno degli allenatori che più di tanti altri ha dimostrato nonostante l'età di essere un vero e proprio fattore di svolta. Mauricio Pochettino, dal suo arrivo sul suolo inglese, non ha fatto altro che cadere, rialzarsi e migliorare. Di stagione in stagione. Dal Southampton al Tottenham, il suo unico obiettivo è sempre stato quello di valorizzare i giocatori più giovani e far giocare alla propria squadra un calcio bello da vedere ed efficace allo stesso tempo. 

Fino a questo momento, a poche settimane dall'inizio della stagione 2017/2018, non possiamo dire che non ci sia riuscito: all'esordio nel sud dell'Inghilterra con i Saints ottiene un inatteso 8° posto, il miglior piazzamento del club dalla stagione 2002/2003 e il record di punti assoluto della società biancorossa dal 1992/1993, anno di nascita della Premier League. Dopo appena un anno passa al Tottenham con il quale racimola un 5°, un 3° e un 2° posto, oltre al superamento di alcuni record come le 0 sconfitte casalinghe della passata stagione. Insomma, Pochettino nel campionato inglese è sinonimo di bel calcio e di tanti bei risultati. Non ancora di titoli, ma di questo passo arriveranno. 

Kane posa insieme a Pochettino e la Scarpa d'Oro per la stagione 2016/2017

Tottenham, parla il presidente: "Nessun acquisto, puntiamo ai giovani"

Come anticipato, il Tottenham è una società seria, con un progetto serio, portato avanti negli anni da professionisti seri. La costruzione del nuovo stadio procede secondo i piani, sul campo i risultati migliorano di anno in anno ma il salto di qualità definitivo stenta ad arrivare. Secondo alcuni tifosi il problema sarebbe la reticenza del club a intervenire sul mercato, mentre altri ritengono che la mancanza di giocatori esperti all'interno dello spogliatoio sia determinante quando i risultati cominciano a mancare per un breve o lungo periodo e l'ambiente perde voglia, motivazioni e fiducia. 

Un abbraccio tra il capitano Hugo Lloris e Pochettino

Il problema vero, in realtà, è solo uno (sempre che di problema si voglia parlare): il Tottenham ha scelto Pochettino anche e soprattutto perché era l'allenatore che più di tutti aveva delle idee in linea con quelle dei dirigenti, ovvero puntare forte sul settore giovanile e sui giocatori che ogni anno si apprestano a fare il passo decisivo dall'under 23 alla prima squadra. È solo e soltanto per questo motivo che sul mercato gli Spurs sono piuttosto statici, come ha confermato proprio recentemente il presidente Daniel Levy: 

Il mercato attuale è diventato insostenibile. Non stiamo trattando nessuno né credo che lo faremo in futuro. Il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi dell'Academy, aggregarli con il tempo alla prima squadra e farli diventare dei veri e propri top player. Finora ci siamo riusciti, quindi continueremo su questa strada. 

Il presidente del Tottenham Hotspur

Del resto, come dargli torto? Solo negli ultimi due anni, grazie all'eccellente lavoro degli osservatori e a quello dei tecnici del settore giovanile, Pochettino ha potuto scoprire e poi sfruttare i talenti di giocatori come Harry Kane, Dele Alli, Danny Rose ed Eric Dier, diventati in poco tempo titolari insostituibili sia nel Tottenham che nella nazionale maggiore inglese. 

Nonostante le dirette rivali abbiano speso in totale già più di 900 milioni di euro in questa sessione, la società è irremovibile: vuole puntare sui ragazzi. Ma chi sarebbero questi fantomatici baby campioni? Ecco alcuni dei nomi che già dalla prossima stagione potremo vedere con maggiore regolarità sui campi di Premier League. 

Josh Onomah

Onomah, futuro centrocampista del Tottenham

Centrocampista classe 1997, nato e cresciuto nel settore giovanile degli Spurs, è campione del mondo in carica con l'Inghilterra U20. Il suo esordio in prima squadra risale al 2015, quando a pochi minuti dal termine del match contro l'Aston Villa, sostituì Dele Alli. Nei mesi successivi ha faticato molto a trovare spazio, sia per un calo fisico che per l'incredibile stato di forma dei centrocampisti titolari, che hanno assicurato a Pochettino una continuità invidiabile.

Le sue recenti prestazioni nel corso del Mondiale vinto però, porteranno il manager argentino a contare anche su di lui sin dall'inizio della nuova stagione. In questi due anni è migliorato nella gestione della palla e nella visione di gioco, due fattori importantissimi per un giocatore come lui. Sarà questa la stagione della consacrazione?

Kyle Walker-Peters

Kyle Walker-Peters, il futuro terzino destro del Tottenham

No, non è parente dell'altro Kyle Walker, appena passato dal Tottenham al Manchester City per 50 milioni di sterline. La posizione invece sì è la stessa: sebbene al suo posto giocherà con molta probabilità Kieran Trippier, il classe '97 Walker-Peters rimane un'ottima alternativa per l'allenatore.

Grande velocità e bravo nei contrasti, potrebbe essere davvero un valore aggiunto. Ha giocato da titolare l'ultimo Mondiale giocato e vinto dall'Inghilterra under 20 ed è partito titolare nell'amichevole contro il PSG giocata dal Tottenham negli USA. 

Cameron Carter-Vickers

Cameron Carter-Vickers, difensore del Tottenham

È un ragazzo giovane (classe 1997, ha da poco compiuto 19 anni) ma ha già dimostrato di avere grande personalità. La sua stazza lo rende davvero un osso duro da superare per qualsiasi attaccante.

Forza fisica, elevazione e uno spiccato senso della posizione: se è vero che la coppia centrale di difesa del Tottenham è oramai collaudata e irremovibile, Carter-Vickers potrebbe rappresentare una delle alternative più valide.

Lo stesso Pochettino, al termine della scorsa stagione, lo ha individuato come uno dei giovani che più degli altri potrebbero fare il salto di qualità definitivo. La fiducia del manager c'è, ora tocca a lui ripagarla.

Marcus Edwards

Marcus Edwards, il talento che Pochettino ha paragonato a Lionel Messi

Il più giovane di quelli citati (è un '98), ma già uno dei più amati dai tifosi. I suoi 18 anni non sembrano essere stati fino a qui un problema: Pochettino in due occasioni lo ha addirittura paragonato a Lionel Messi per la velocità dei suoi dribbling e l'abilità nel controllo palla. Nell'ultimo mese si è messo in risalto con la nazionale under 19 proclamatasi Campione d'Europa, ma il grande passo ancora si sta facendo attendere. 

Il suo esordio da professionista, in realtà, è già avvenuto: il 21 settembre dello scorso anno, durante il match di Coppa di Lega contro il Gillingham, il manager argentino ha deciso di buttarlo nella mischia e regalargli 20 minuti di gloria. Un piccolo sprazzo di partita ma comunque ben sfruttato dal giocatore, che oltre a servire un paio di assist interessanti per i compagni ha anche colpito una traversa nei minuti di recupero. Ancora qualche mese e da semplice promessa potrebbe davvero diventare un titolare inamovibile. 

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