Everton, Rooney torna casa e confessa: "Ho trattenuto le lacrime"

Nel post partita del match contro il Ruzomberok, l'attaccante ha ammesso di essere riuscito a fatica a trattenere le lacrime davanti ai 40 mila di Goodison Park.

Wayne Rooney, attaccante dell'Everton

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Non aspettava altro da settimane. Da anni, forse. Gli spogliatoi, lo strettissimo tunnel che conduce verso il terreno di gioco, i tifosi che lo acclamano quasi fosse una divinità e poi finalmente il fischio dell'arbitro e l'inizio di una nuova fantastica avventura. Nella sua città. Tra la sua gente. Tra quelle mura che lo hanno visto esordire 15 anni fa. Wayne Rooney è tornato a Goodison Park e lo ha fatto come sognava: vincendo. 

Ok, la vittoria per 1-0 contro il Ruzomberok nell'andata del terzo turno preliminare di Europa League non è certamente quello che ci si aspettava da una squadra completamente rinnovata, per la quale la società ha speso più di 100 milioni di euro. Ma si sa, a luglio difficilmente si vede calcio spettacolo. L'Everton è riuscito comunque a strappare un risultato positivo che gli permetterà di affrontare la sfida di ritorno con maggiore serenità.

Il day after dei Toffees però, non è dominato dalla prestazione del collettivo o dal risultato risicato, bensì dal secondo esordio con la maglia blu del bimbo prodigio, diventato uno degli attaccanti più forti della storia del calcio inglese. Wayne Rooney a Liverpool non sarà mai una persona qualsiasi: uno scouser vero, amato dai tifosi dell'Everton e odiato da quelli del Liverpool, sia per la sua fede calcistica che per il suo passato (e che passato) nel Manchester United. 

Rooney guida l'Everton verso il terreno di gioco

Everton, Rooney confessa: "Ero troppo emozionato..."

Al termine della sfida che lo ha visto sfoderare una prestazione al di sotto delle aspettative, Rooney ha voluto spiegare quali siano state le sensazioni che lo hanno accompagnato per tutto il corso della giornata e non solo per i 90 minuti di partita. Sensazioni che sono state molto più intense del previsto. 

Ho già detto tutto nelle ultime settimane ma ovviamente essere ritornato a Goodison Park con la maglia dell'Everton è una grande emozione. Era una partita molto importante per tutti noi e non nascondo che ho dovuto trattenere le lacrime e l'emozione. Non è stato facile, ero un po' agitato ma ci sono riuscito alla grande. Passato questo "spauracchio" potrò concentrarmi sul calcio giocato. 

Parole che evidenziano quanto il giocatore fosse veramente combattuto, tra la concentrazione per la partita in corso e le emozioni che, da tifoso dell'Everton oltre che da calciatore, ha provato nel tornare negli stessi luoghi di 15 anni fa e rivestire quella maglia per la quale si è sempre augurato il meglio. 

Ronald Koeman, allenatore dell'Everton

A lui ha fatto poi seguito Ronald Koeman, che si è detto contento per il risultato ottenuto e per il gioco espresso dalla squadra, tenendo conto soprattutto dei carichi di lavoro di queste prime quattro settimane di pre-season. Il manager olandese è convinto che tra una settimana, in Slovacchia, sarà tutta un'altra partita.

Ho visto cose molto positive. Avremmo potuto creare sicuramente qualcosa in più ma abbiamo lavorato bene e mantenuto la porta inviolata. 1-0 in Europa è sempre un ottimo risultato. Sono sicurissimo che per la gara di ritorno, con 7 giorni in più di allenamento sulle gambe, potremmo fare molto ma molto meglio rispetto a questa sera. 

Insomma, la fiducia nei propri giocatori c'è, ora starà a loro ricambiare sul campo. 

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