Calciomercato Lazio: chi è Felipe Caicedo, la Pantera dell'Ecuador

L'attaccante dell'Espanyol sbarca a Roma in cerca di riscatto: costo dell'operazione 4 milioni di euro. Ma i biancocelesti devono liberare una casella da extracomunitario.

L'attaccante della Lazio, Felipe Caicedo

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Una pantera nella giungla della Serie A. Felipe Caicedo è pronto a vestire la maglia della Lazio: è lui il quarto rinforzo di calciomercato per la rosa di Simone Inzaghi. Dopo l'arrivo di Marusic, Lucas Leiva e Di Gennaro, ecco finalmente il colpo in attacco. Il calciatore ecuadoriano ha vinto il ballottaggio con Azmoun: il Rubin Kazan non ha ceduto davanti all'offerta dei biancocelesti, che hanno deciso di ripiegare sull'ormai ex Espanyol.

È tutto pronto. Dopo l'arrivo in Italia sono subito in programma le visite mediche, Caicedo si appresta a diventare un nuovo calciatore della Lazio. Prima però la società dovrà piazzare un extracomunitario all'estero per liberare la casella: Mauricio e Perea i principali indiziati, ma non è da escludere la partenza di Djordjevic, ancor più chiuso dall'arrivo del centravanti sudamericano. 

Si tratta di un'operazione da 4 milioni di euro, che la Lazio verserà nelle casse dell'Espanyol una volta ufficializzato il trasferimento. Mentre per il giocatore è pronto un contratto triennale da 1,5 milioni a stagione. La Pantera - questo il suo soprannome dai tempi della Lokomotiv - si è decurtato quasi la metà dello stipendio pur di cambiare aria. Caicedo è pronto a graffiare, la sua nuova avventura sta per cominciare.

Caicedo con la maglia dell'Ecuador

Calciomercato Lazio, chi è Felipe Caicedo

La proverbiale montagna di muscoli. Alla quale unisce esplosività e agilità. Un centravanti atipico, capace di vestire i panni della seconda punta. Discreta tecnica di base, mancino potente. Ama buttarsi negli spazi, meno la palla addosso. Anche se sa come difenderla. E ci mancherebbe altro visto quel fisico.

Punti deboli: il colpo di testa non è la specialità della casa, gradisce di gran lunga lo stop e il tiro. Non è uomo da fraseggio al limite dell'area e nemmeno da ultimo passaggio, se abbassa la testa è per andare fino in fondo. Da solo. La forza nelle gambe lo assiste, per qualcuno troppo egoista. Non necessariamente un difetto per un centravanti.

Valigia sempre pronta

Di strada ne ha fatta Felipe. Letteralmente. Svizzera, Inghilterra, Portogallo, Spagna, Russia, Emirati Arabi, di nuovo Spagna e infine Italia. Alla Lazio, dove rimarrà per i prossimi tre anni, salvo imprevisti. Se lo augura Simone Inzaghi, che aspettava con ansia un centravanti dal calciomercato da poter affiancare (o alternare) a Ciro Immobile.

Un calciatore giramondo, sempre alla ricerca del posto giusto in cui esprimere le proprie qualità. Tante esperienze, non molti gol. Sono 77 a fronte delle 283 partite giocate (1 ogni 3). La sua migliore stagione a Valencia, con la maglia del Levante. Quando la Pantera lasciò il segno per 14 volte in 29 apparizioni. Poi tanti alti e bassi, fino ad arrivare all'Espanyol che investe 7 milioni per riportarlo in Spagna. A Barcellona resta due anni: il primo abbastanza positivo, l'ultimo pessimo. Il rapporto con Quique Sanchez Flores mai sbocciato, anzi. Appena 2 gol in 27 presenze (solo 12 da titolare). Caicedo finisce ai margini della rosa e, anche per questo motivo, non parte in ritiro con il resto della squadra, alimentando le voci di calciomercato. Poi è arrivata la Lazio, ma questa è un'altra storia.

La famiglia prima di tutto

In Ecuador è un beniamino di tutti i tifosi del Tricolor (58 presenze in Nazionale 18 gol). Ancor di più dopo l'episodio di razzismo che lo ha visto protagonista. Anche se sarebbe meglio dire vittima: Caicedo si è dovuto difendere dalle accuse di un giornalista peruviano, tale Philip Butters, che in diretta tv ha dato della scimmia al calciatore. Immediata la solidarietà nei suoi confronti, sottolineata con un post sui social: "Grazie a tutta la gente che ha condannato questo episodio di razzismo".

Felipe ha le spalle larghe, serve ben altro per metterlo al tappeto. Grazie anche all'amore della famiglia, il suo punto di forza. La moglie Maria, conosciuta a Valencia ai tempi del Levante, e la piccola Noa. Sono tutto il suo mondo:

È grazie a loro che trovo la forza per andare avanti. Lotto e combatto per essere una persona migliore ogni giorno. Non c'è niente di più importante della mia famiglia.

 Ragazzo d'oro, valori all'antica. Marito e padre, prima ancora che calciatore. Anche se il futuro è incerto, Caicedo sa di poter contare sempre sui suoi cari. Adesso è arrivato il momento di rimettersi in gioco. Con la famiglia accanto, sarà tutto più semplice.

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