Ederson e il controllo anti-doping che gli ha salvato la vita

L'ex calciatore della Lazio è risultato positivo a due controlli delle urine: così è stata scoperta la presenza del tumore.

Honorato Ederson in azione con la maglia del Flamengo

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Il dramma che ha sconvolto la vita di Ederson stavolta non ha niente a che vedere con la lunga serie di infortuni che purtroppo per lui ne hanno segnato la carriera. Al brasiliano ex Nizza, Lione e Lazio, due anni fa tornato in Brasile per vestire la maglia del Flamengo, è stato diagnosticato un tumore al testicolo.

Ad annunciarlo è stato proprio lui, con una conferenza stampa tenuta nella sede del club carioca, insieme ai dirigenti e lo staff medico:

È difficile trovare le parole in questo momento. È una notizia che mi ha molto turbato. Ora naturalmente sono triste, ma allo stesso tempo molto tranquillo e consapevole di ciò che mi aspetterà. Sarà una battaglia, ne ho già vinte alcune nella mia vita e sono sicuro che vincerò anche questa per tornare il prima possibile a giocare a calcio. Grazie a tutti per la solidarietà.

Sarà necessario un intervento chirurgico per asportare il tumore e, potenzialmente, il 31enne di Parapuã potrà anche tornare a giocare a calcio dopo aver seguito il necessario periodo di riabilitazione. Fortunatamente, infatti, l'ospite indesiderato è stato individuato in tempo, prima che fosse troppo tardi.

Ederson, il tumore scoperto con l'anti-doping

E tutto questo grazie a due controlli anti-doping a cui si è sottoposto dopo le partite con Atlético Paranaense e Atletico Goianiense. In entrambi il giocatore era risultato positivo al test delle urine, ma come ha sempre sostenuto Ederson il doping non c’entrava niente e così sono stati richiesti controlli più approfonditi per valutare il perché di quei valori sballati.

Jorge Pagura, capo dello staff medico della CBF (la federcalcio brasiliana), e Fernando Solera, il presidente della Commissione Antidoping del Brasile, hanno ipotizzato che quegli ormoni diversi dal normale potessero essere ricondotti a una forma di tumore e alla fine i nuovi esami hanno confermato i loro sospetti.

L’assurdità della vicenda sta nel fatto che la burocrazia, attraverso il Tribunale della Giustizia Sportiva, tecnicamente non escluda ancora squalifiche per doping da comminare nei confronti di Ederson, a meno che il Flamengo non presenti prove di laboratorio che testimonino l'interferenza della presenza del tumore sugli esami. A parte il paradosso, però, questo sarà davvero l’ultimo dei problemi per il fantasista brasiliano. Ha iniziato la sua battaglia e non si farà distrarre da niente pur di vincerla.

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