I dieci errori arbitrali più clamorosi che la Var avrebbe evitato

Maradona ha riconosciuto l'utilità della Var, ammettendo che con la moviola quell'Argentina-Inghilterra del 1986 sarebbe potuta finire diversamente. E non è ovviamente l'unico caso di match condizionato dagli errori arbitrali.

Byron Moreno

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La benedizione alla Var che non ti aspetti è arrivata da uno dei personaggi che più ha beneficiato della sua mancanza. Naturalmente, Diego Armando Maradona sarebbe stato se stesso, cioè il più grande di tutti o giù di lì, anche senza la celeberrima Mano de Dios, il gol col pugno che spianò la strada alla sua Argentina contro l'Inghilterra ai Mondiali messicani del 1986. Eppure è indubbio che senza la clamorosa svista del tunisino Ali Bennaceur la storia di quella Coppa del Mondo avrebbe anche potuto essere molto diversa, e va dato atto a Diego di averlo riconosciuto con trasparenza e onestà:

Al di là di quel mio gol storico, ripenso a quando, ai Mondiali del '90, respinsi la palla sulla linea di porta con la mano contro la Russia. Fummo fortunati perché l'arbitro non se ne accorse. Meno male che non si può usare la tecnologia in maniera retroattiva, altrimenti avremmo avuto probabilmente un esito diverso.

Già. E questa ovviamente non è l'unica circostanza in cui la Var avrebbe potuto indirizzare l'esito di un match, e dunque di una competizione, lungo altri percorsi, evitando errori arbitrali giganteschi. Escludendo i casi di gol-fantasma - per quelli basta e avanza la goal line technology - vediamo le 10 partite che avrebbero potuto concludersi in modo diverso, se ci fosse stata la moviola in campo.

Dieci errori arbitrali che la Var avrebbe evitato

VAR

- Il gol di Mijatovic

(Juventus-Real Madrid 0-1, finale di Champions League 1997-98)

I bianconeri sono spesso accusati di aver beneficiato degli errori arbitrali più di quanto ne abbiano patito. Resta il fatto che proprio a causa di una svista ci hanno rimesso una Champions League, quella del 1997-98, finita nella bacheca del Real Madrid a causa di una rete di Peja Mijatovic, segnata in evidente fuorigioco.

- La mano di Henry

(Francia-Irlanda 1-1, spareggi per i Mondiali 2010)

Nell'isola di smeraldo non se l'è dimenticato nessuno il modo in cui la squadra di Trapattoni fu esclusa dai Mondiali sudafricani. Dopo la vittoria francese in Irlanda (0-1), nel match di ritorno la rete di Robbie Keane gelò Saint-Denis e i Bleus furono fortunati a raggiungere i supplementari, vista l'orrenda prova offerta sul campo. Poi, al 12' del primo extratime, il disastro: punizione di Malouda, stop di mano di Henry limpido come la pelata di Barthez e assist per Gallas, che a porta vuota appoggia la rete che uccide i sogni degli irlandesi.

- Il fallo di Iuliano

(Juventus-Inter 1-0, Serie A 1997-98)

Secondo gli interisti, la prova madre di tutte le angherie subite dai nerazzurri negli anni del dominio di Moggi. Secondo gli juventini, l'esempio più eclatante di piagnoneria isterica di gruppo. Comunque la si voglia vedere, quello di Mark Iuliano sul Ronaldo fenomeneggiante era un rigore solare, altro che blocco stile basket. Va detto che l'eventuale pareggio non avrebbe consegnato lo scudetto all'Inter, che era un punto sotto in classifica e aveva un calendario più difficile. Ma certamente la squadra di Simoni avrebbe avuto il piacere di poterci provare sino alla fine

- Lo show di Ovrebo

(Chelsea-Barcellona 1-1, Champions League 2008-09)

Qui siamo di fronte a uno dei rari casi in cui la Var avrebbe quasi certamente ribaltato l'esito della partita. Nella semifinale di ritorno della Champions League 2008-09, dopo lo 0-0 del Camp Nou, il Barça di Guardiola si trovò sotto di una rete (gol immediato di Essien) e costretto a rimontare, in 10 contro 11 (espulso Abidal) contro un Chelsea che Hiddink aveva trasformato in un muro di gomma impenetrabile. Impresa che fu resa possibile dal miracoloso gol di Iniesta nel recupero, ma soprattutto dallo show del norvegese Ovrebo, che negò ai Blues tre rigori parsi netti alle telecamere. Ma anche a Ballack e Drogba.

- Byron Moreno

(Corea-Italia 2-1, Mondiali 2002)

Ne abbiamo già parlato diffusamente: dare tutta la colpa all'ineffabile Moreno sarebbe sbagliato, gli errori degli azzurri e del Trap non potevano essere nascosti sotto quel tappeto di pelle ecuadoregna. Fatto sta che, con arbitri meno genuflessi - e parliamo anche delle gare contro Portogallo e Spagna - la Corea del Sud mai e poi mai sarebbe arrivata a giocarsi una semifinale mondiale.

- Il raccattapalle che fa gol

(Santacruzense-Atletico Sorocaba 1-1, Copa Paulista 2006)

Ben oltre la svista arbitrale è ciò che è successo nel 2006 durante un match della Copa Paulista, quando il Santacruzense pareggiò con un gol del raccattapalle. Inutile dire altro, le immagini parlano da sole.

- Una rete annullata in volo

(OM-Dinamo Bucarest 2-1, Coppa UEFA 2005-06)

Un altro viaggio ai limiti dell'inverosimile per cui ogni descrizione è superflua. Basti dire che la Dinamo aveva bisogno di un gol per eliminare l'OM dalla Coppa UEFA, che quel gol arrivò al 94esimo minuto, ma l'arbitro spagnolo Rodriguez Santiago fischiò la fine un secondo prima che la palla finisse in rete senza motivo apparente.

- La faccia di Murat Yakin

(Schalke 04-Basilea 2-0, Champions League 2013-14)

Il più celebre caso di fuorigioco di massa non ravvisato dagli arbitri risale ad appena tre stagioni fa: protagonista il nostro Tagliavento, che durante un match tra Schalke e Basilea non si avvide che Matip e altri tre suoi compagni di squadra erano in posizione di offside di un paio di metri. Se non altro, l'assenza della Var ci ha regalato uno dei primi piani più indimenticabili della storia recente della Champions League, cioè la faccia esterrefatta di Murat Yakin.

- Kiessling tira fuori e segna

(Hoffenheim-Bayer Leverkusen 1-2, Bundesliga 2013-14)

Anche un ottimo arbitro come Brych, protagonista dell'ultima finale di Champions League, può commettere errori. Errori mostruosi, come quando convalidò un gol di Stefan Kiessling che in realtà aveva spedito fuori il pallone. Ma va detto che in questo caso si trattò più di sfortuna che di dabbenaggine: nella rete, infatti, c'era un buco.

- Schumacher su Battiston

(Francia-Germania Ovest 3-3, Mondiali 1982)

Abbiamo parlato soltanto di gol e rigori, ma la Var può essere applicata anche per la valutazione di casi che hanno portato, o possono portare, a un'espulsione. Per esempio, è probabile che l'Italia avrebbe affrontato la Francia, e non la Germania Ovest, nella storica finale mondiale del 1982, se l'olandese Corver avesse deciso di sanzionare con un rigore+rosso sacrosanto l'entrata sconsiderata, ai limiti del criminoso, con cui Harald Schumacher attentò alla vita di Patrick Battiston nella semifinale del Sanchez Pizjuan. Qualcosa di simile, anche se molto meno cruenta (Battiston restò in coma per qualche giorno), accadde anni dopo proprio in una finale Italia-Francia. Quando Zidane abbatté Materazzi la Var non c'era ancora, almeno ufficialmente, ma per nostra fortuna decisero di usarla ugualmente.

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