UFC, Romero vuole Bisping, anche senza titolo: "Sarò il suo incubo"

La rivalità fra il campione dei pesi medi Bisping e l'ex title contender Romero ha raggiunto ormai il livello personale. Il cubano vuole assolutamente un match contro il campione.

UFC, Yoel Romero

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La rivalità tra il campione dei pesi medi UFC Michael Bisping e l'ex sfidante al titolo Yoel Romero è passata al livello successivo. Nonostante la sconfitta patita a UFC 213 costatagli il titolo dei medi ad interim ora nelle mani del giovane Robert Whittaker, il cubano vuole ancora un match contro l'inglese.

Whittaker affronterà Bisping per riunificare la cintura. Ma non subito. "The Reaper" infatti ha subito un infortunio al ginocchio e pertanto non farà ritorno tanto presto nell'ottagono.

La sfida che Romero lancia a Bisping non coinvolge però nemmeno il titolo. Per il Soldato di Dio infatti un match contro il campione riguarderebbe qualcosa di più importante, qualcosa di personale: l'onore di una nazione.

UFC, Bisping insulta Romero
Michael Bisping dedica un gestaccio a Romero a seguito della vittoria di quest'ultimo su Weidman

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Durante l'incontro titolato fra Romero e Whittaker, Bisping era seduto a bordo gabbia e ha strappato la bandiera cubana tirandola all'angolo del cubano. Chiara provocazione, violenza psicologica ai danni di un atleta che stava disputando il match più importante della propria carriera fino a quel momento. Il gesto non è passato inosservato. Il cubano ha poi rivelato di aver visto Bisping esporgli, come di consueto, il classico dito medio, oltre ad insultarlo ripetutamente. Un comportamento non propriamente onorevole, anzi. Il quarantenne ne ha dunque avuto abbastanza e ha deciso di parlare:

Bisping non rispetta la mia bandiera, non rispetta neanche me e questa - ha detto Romero ad Ariel Helwani - non è una cosa buona. Deve combattere con me. Con la cintura in palio o meno. Ho detto più volte a Dana White di farci combattere, voglio proprio affrontare il ragazzo. So di aver perso la mia opportunità titolata, ma Whittaker è infortunato e quindi ho chiesto a Dana di organizzare un match contro Bisping, anche senza cintura in palio. Voglio combattere con lui, deve rispettarmi.

Come rivangato sopra, Whittaker ha subito un infortunio al ginocchio. La scorsa settimana, la Commissione Atletica del Nevada ha dato all'australiano sei mesi di stop, a meno che non venga dichiarato in grado di combattere da un medico ortopedico. La notizia ha quindi ridato linfa vitale e speranza a Romero. Il cubano, dopo 11 anni d'assenza, ha fatto ritorno alla sua terra natia dopo UFC 213.

UFC, Whittaker vs Romero
Robert Whittaker cerca di raggiungere Yoel Romero con il sinistro

Volevo tornare ad allenarmi, ho sentito che Whittaker è infortunato e voglio combattere Bisping. Non rispetta il mio paese, non rispetta la mia bandiera. Non mi importa se il titolo non sarà in palio. Qualcuno deve chiudergli la bocca perché parla troppo e io non ho ancora avuto vendetta. Deve pagare per le sue azioni. Un combattimento è un combattimento, ma non puoi sparare m*rda sulla mia terra o sulla mia famiglia. Questa è una cosa molto seria. 

Nonostante però parli di non mancare di rispetto alle nazioni altrui, anche Romero bruciò la bandiera inglese in risposta all'affronto subito da Bisping. Quando gli è stato chiesto chiarimento riguardo le sue azioni, Romero è stato secco:

Fan**lo Bisping. 

La rivalità fra i due sembra aver raggiunto il livello successivo, quello personale. 

Ovunque andrà lui - ha continuato Romero - ci sarò anch'io. Quando andrà alla conferenza stampa del match fra Jones e Cormier, mi troverà lì. Quando andrà a UFC on FOX, io sarò lì. Voglio vedere la sua faccia tutte le volte. Sarò il suo incubo.

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