Caso Neymar, la Uefa cambia: modifiche al Fair Play Finanziario

Il possibile trasferimento di Neymar al Paris Saint-Germain rischia di abbattere il Fair Play Finanziario: ecco perché la Uefa sta pensando a dei cambiamenti.

Neymar, attaccante del Barcellona

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Quando nel 2011 la Uefa introdusse il Fair Play Finanziario, l'idea dell'allora presidente Michel Platini era quella di ridurre la disparità economica delle società europee. “Spendi quanto guadagni” era, ed è, il principio sul quale si basa questa norma che oramai, però, viene costantemente aggirata dai diversi escamotage trovati negli ultimi sei anni dalle squadre poste sotto la lente d'ingrandimento.

L'ultima – in ordine di tempo – delle vie di fuga escogitate potrebbe essere la pazza idea di Nasser Al-Khelaifi: il presidente del Paris Saint-Germain, infatti, avendo preso atto di non poter ingaggiare Neymar come semplice testimonial di una delle sue ramificazioni aziendali e successivamente comprarlo da svincolato, acquisterebbe il brasiliano dal Barcellona attraverso una delle squadre qatariote (dunque fuori dall'egida della Uefa e dal FFP) da lui controllate e poi lo girerebbe in prestito ai parigini. E parliamo comunque di un presidente che ogni anno sponsorizza il suo club attraverso quattro società, per una cifra di 225 milioni.

“Violazioni legali”, falle del sistema a cui la Uefa non aveva pensato. Il settlement e il voluntary agreement non bastano: le squadre spendono cercando di risanare il bilancio con successi futuri (vedi il Milan) o attraverso la vendita di qualche calciatore a prezzi elevati (vedi Roma e Inter). Proprio ciò che il Fair Play Finanziario voleva evitare: il rischio di un ritorno al doping amministrativo dei primi anni Duemila è dietro l'angolo.

CaprariCopyright GettyImages
Gianluca Caprari, passato dall'Inter alla Sampdoria per 12 milioni nella trattativa che ha portato Skriniar in nerazzurro

Come potrebbe cambiare il Fair Play Finanziario

Per questo motivo la Uefa vorrebbe rivedere qualche aspetto del Fair Play Finanziario. Già al momento della sua elezione, Aleksander Ceferin aveva denunciato la concentrazione dei top player in poche squadre e la necessità di ricorrere a nuove misure, che potrebbero essere la Luxury Tax e la Salary Cap. La prima sarebbe una percentuale da pagare su cartellini e stipendi dei calciatori acquistati, oscillante tra il 10 e il 100%; la seconda un limite al monte ingaggi. In aggiunta, la Uefa potrebbe introdurre un numero limite degli acquisti e dei prestiti in una sessione di mercato, nella speranza che almeno in questo caso, una volta fatta la regola, non venga trovato l'inganno.

PogbaCopyright GettyImages
Paul Pogba, protagonista del trasferimento più costoso di sempre (105 milioni). Quello di Neymar raggiungerebbe quota 222 milioni

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