L'ultima di Effenberg in nazionale: quando la Germania tornò grande

Effenberg è l'uomo che ha obbligato la Germania a guardarsi allo specchio e a ripartire correggendosi. Facendo diventare la nazionale tedesca la migliore al mondo.

Effenberg, l'uomo che fece cambiare rotta alla nazionale tedesca rendendola grande

191 condivisioni 5 commenti 5 stelle

di

Share

Un brutto episodio e un triste rifiuto. A volte le cose belle partono da qui. Dalla fine, dal punto più basso che si possa toccare. Vi siete mai chiesti perché in Germania siano così fissati con i giovani (la nazionale di Low ha appena vinto la Confederations Cup con una rosa con l’età media inferiore ai 24 anni) e cosa li abbia spinti a cambiare? Sì, a cambiare, perché fino alla fine degli anni '90 i tedeschi facevano affidamento sull’esperienza. Poi, da un giorno all’altro, hanno rivoluzionato il proprio calcio. È migliorata la nazionale, è migliorata la Bundesliga, sono migliorati i giocatori. Già, ma perché?

Calma, ora ci arriviamo. Prima alcuni dati statistici: nel terzo millennio sono stati giocati 4 Mondiali. Nel primo (2002 – Giappone e Corea) la Germania ha perso in finale. Nel secondo (2006 – Germania) è arrivata terza dopo aver perso in semifinale con l’Italia poi campione. Nel terzo (2010 – Sudafrica) ha perso in semifinale con la Spagna poi campione, e nel quarto (2014 – Brasile) ha vinto. Quindi su quattro Mondiali la Germania è sempre arrivata almeno in semifinale. Una volta ha vinto, le altre tre ha perso contro la squadra che poi è diventata campione del mondo. Nessuno, ovviamente, ha fatto meglio. Nessuno ha vinto così tante partite, nessun’altra squadra vanta 4 semifinali.

Questo dopo che nel 1998 (Mondiali di Francia) e nel 2000 (Europei di Olanda e Belgio) la Germania aveva clamorosamente fallito. Nel 1998, a dire il vero, arrivò fino ai quarti. Ma convinse pochissimo: nella fase a gironi vinse con Iran e Stati Uniti e pareggiò con la Jugoslavia. Agli ottavi eliminò (vincendo per 2-1 con rimonta nel finale) il Messico. Poi, al primo vero ostacolo, fu travolta di gol: 0-3 contro la Croazia. A Euro 2000 fece ancora peggio: 1-1 con la Romania, 0-1 con l’Inghilterra e 0-3 col Portogallo. Fra le 16 partecipanti solo la Danimarca fece peggio. C’era bisogno di una svolta. La diede Stefan Effenberg.

Stefan Effenberg
Stefan Effenberg in nazionale

Legenden der Bundesliga – Quando Effenberg costrinse la Germania a cambiare marcia

Effenberg è di per sé una leggenda della Bundesliga e del calcio tedesco, la sua carriera meriterebbe una puntata in questa rubrica (e prima o poi la avrà). Oggi però ci concentriamo su ciò che ha fatto per la nazionale tedesca. Come detto tutto parte da un brutto episodio e un triste rifiuto. Con ordine: il 17 giugno del 1994, durante i Mondiali in America, Effenberg, nel bel mezzo della partita fra Germania e Corea del Sud a Dallas, mostra il dito medio ai tifosi tedeschi che fischiano e criticano la nazionale.

Stefan Effenberg2
Stefan Effenberg mostra il dito medio

Scoppia lo scandalo. Stefan viene estromesso dalla rosa e non viene più preso in considerazione per le convocazioni successive. 1467 giorni dopo però le cose cambiano ed Effenberg torna in nazionale. È il 2 settembre del 1998 e la Germania, dopo la figuraccia dei Mondiali francesi, si riaffida a lui per la partita a Malta. Finisce 2-1 per i tedeschi, con Effenberg che solo nel secondo tempo prende in mano il centrocampo tedesco:

Tutto sommato un buon ritorno,

dirà a fine partita. Ma era poco convinto lui, così come la critica.

Nazionale tedesca
Effenberg e i compagni di nazionale

La gara successiva, pareggiata 1-1 con la Romania, sarà la sua ultima in nazionale. Fallì anche quel giorno e si rese conto che le altre nazionali avevano un passo diverso. Meno di un mese dopo annunciò il proprio ritiro dalla nazionale. Negli anni successivi proveranno a convocarlo sia Erich Ribbeck che Rudi Völler, ma lui disse di no. La Germania aveva bisogno di gente nuova, di giovani affamati. Ha obbligato la Germania a guardarsi allo specchio e a ripartire correggendosi. E nel 2002 i convocati furono under 24 come Klose, Metzelder, Kehl, Asamoah.

Di over 30 ce ne erano improvvisamente pochissimi: i due portieri Kahn e Lehmann, gli attaccanti Bierhoff e Bode e il difensore Thomas Linke. Nel 1998 gli over 30 erano 12. Ma Effenberg diede un segnale chiamandosi fuori. Vi siete mai chiesti perché in Germania siano così fissati con i giovani e cosa li abbia spinti a cambiare? Chiedete a Effenberg. Perché a volte le leggende possono nascere da un brutto episodio e un triste rifiuto. Come la nazionale tedesca, che oggi è la più forte al mondo ma che è partita proprio da lì. Da un brutto episodio e un triste rifiuto.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.