Chelsea, parla Conte: "Ho pensato seriamente di andarmene"

Nel corso di una lunga intervista il manager italiano ha affrontato i temi più caldi della turbolenta estate dei Blues: "È stata molto dura senza la mia famiglia con me...".

Antonio Conte, allenatore del Chelsea

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Un'intervista a 360° - rilasciata al Mail - volta a chiarire tutti i dubbi avuti negli ultimi mesi e le indiscrezioni che hanno occupato le prime pagine dei principali quotidiani sportivi. Ad Antonio Conte non è bastato vincere la Premier League al primo tentativo per trascorrere un'estate tranquilla, priva di polemiche e tensione.

Dapprima le presunte voci su un suo possibile addio, poi gli alterchi con Roman Abramovich per l'immobilità sul mercato, infine la questione attaccante che ha tenuto banco sin dalle ore successive dal termine della scorsa stagione, quando lo stesso allenatore scrisse un messaggio a Diego Costa invitandolo a trovarsi una nuova sistemazione.

Conte ha affrontato questi e tanti altri temi. Il suo lungo sfogo con i giornalisti, accorsi in Cina per il precampionato del Chelsea, ha di fatto definitivamente luce sui troppi punti oscuri che hanno accompagnato di recente l'ambiente dei Blues.

Conte a testa china dopo la sconfitta contro l'Arsenal in finale di FA Cup

Chelsea, Conte spiega: "Ecco come sono andate le cose..."

Con Diego Costa le cose erano chiarissime già da gennaio. Non ho preso la decisione a giugno o a maggio, l'ho presa a gennaio e sono semplicemente stato coerente con quanto avevo detto. Tutti ne erano a conoscenza: io, la società, il giocatore e il suo agente. Paradossalmente mi sono sorpreso che ci sia qualcuno che si sia sorpreso. Ora però è tempo di pensare al gruppo, non al singolo. Quello che conta è il collettivo, nient'altro. 

Così Conte ha affrontato la delicata situazione riguardante il nazionale spagnolo, al centro delle polemiche dopo che la scorsa settimana, in un video comparso sui social network, festeggiava allegro con alcuni amici a una festa mentre vestiva la maglia dell'Atletico Madrid. 

L'esultanza di Diego Costa doppio gol segnato a Wembley nella semifinale di FA Cup

Via un attaccante, dentro un altro, possibilmente più forte e promettente o quantomeno più adatto allo stile di gioco del manager italiano. È per questo motivo che la scorsa settimana, a Stamford Bridge, è approdato Alvaro Morata

L'ho sempre tenuto d'occhio, era uno dei miei obiettivi quando allenavo la Juventus. Arrivò che me ne ero già andato e ora, dopo le esperienze con Real Madrid e Juventus, credo sia arrivato il momento per lui di dimostrare il suo valore anche in Premier League. Il calciomercato è strano: un giorno sembra che Lukaku vada al Chelsea e Morata al Manchester United, il giorno dopo succede il contrario. 

E Lukaku?

C'è poco da dire, per me Lukaku e Morata sono sullo stesso livello. Anzi, da un certo punto di vista lo spagnolo è meglio: è giovane, ha un'altissima media gol e tanta voglia di giocare titolare con regolarità. Questo lo potrebbe aiutare moltissimo nei mesi a venire. 

Dichiarazioni di peso che evidenziano come l'ex ct della nazionale italiana ci tenesse moltissimo al ritorno a Londra di Romelu Lukaku. Il belga è stato probabilmente il primo vero obiettivo di mercato dei Blues e il profilo ideale che Conte cercava per migliorare il suo gioco. Il fatto di aver quasi del tutto evitato l'argomento conferma la sua delusione per il mancato accordo nel corso della trattativa. Gli attaccanti però non erano l'unica preoccupazione per l'allenatore.

La prima presenza di Lukaku con la maglia del Manchester United

"Sì, ho pensato di andarmene"

Il mio desiderio è sempre stato quello di rimanere al Chelsea, ma il problema era la mia famiglia che per me è molto importante: è stato un anno bellissimo, ricco di vittorie, ma ho sofferto moltissimo la lontananza di mia figlia e mia moglie. Stare lontano un altro anno sarebbe stato un grosso problema, invece si trasferiranno qui con me. L'intesa con la società c'è sempre stata, ma ora che abbiamo discusso insieme sulle strade da intraprendere in futuro lo posso confermare: sono in un grande club e voglio continuare a vincere.

Una nuova stagione è alle porte e questa volta, oltre al campionato e alle coppe nazionali, ci sarà anche la Champions League: un trofeo che Conte ancora non ha conquistato ma che è uno degli obiettivi principali del suo Chelsea.

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