50 sfumature di Antonio Cassano: le Cassanate del Pibe di Bari Vecchia

Antonio Cassano ne ha combinata un'altra delle sue: il talento di Bari Vecchia ha scosso Verona con un ritiro annunciato in mattinata e ritrattato nel pomeriggio.

Antonio Cassano, attaccante dell'Hellas Verona

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Antonio Cassano si ritira, anzi no: l'Hellas Verona avrà il suo fantasista. Sono durate giusto una manciata di ore le voci - fondatissime - che parlavano di un Fantantonio già stanco degli estenuanti ritmi imposti dalla preparazione estiva in vista della Serie A. La mancanza di fiato e la nostalgia di casa sono state sovrastate dalla voglia di ritornare protagonista, con il talento di Bari Vecchia che si è detto pronto a rimettersi in gioco dopo aver preso una scelta di testa. Ecco servita l'ultima, ennesima Cassanata. 

Tanto singolare quanto azzeccato il neologismo coniato dal mondo calcistico per l'ex Sampdoria, le cui gesta sono entrate persino tra le colonne dei dizionari italiani. Da Bari a Genova, passando per Madrid e le due sponde di Milano. Un viaggio pressoché sconfinato, che ha temprato Antonio nel corpo e nella crescita professionistica. Non nel carattere però: sin dai tempi della militanza nei Galletti infatti, sono stati svariati gli episodi bizzarri che avrebbero poi preso il nome di Cassanate. Dai giri in auto nella capitale pugliese munito soltanto di un foglio rosa ai fermi in motorino senza casco. Le cose non sono certo cambiate neanche col suo arrivo a Roma: tra una bandierina spaccata dopo una profetica doppietta, corna e insulti agli arbitri e liti a tavola con il nemico-amico storico Fabio Capello, reo di averlo aspramente rimproverato a causa di un cellulare squillato durante una cena di squadra.

Se dell'avventura al Real Madrid si ricorda più l'imitazione di Fabio Capello che le poche presenze in campo, discorso diverso si può fare per la prima parentesi alla Samp. Le lacrime nella partita con la Fiorentina - a causa della squalifica rimediata per la successiva sfida alla Roma - rappresentano forse al meglio la parte più fragile di una personalità a tratti tanto borderline quanto bipolare, ma lo stesso non si può dire per gli insulti e le minacce all'arbitro Pierpaoli in occasione di Sampdoria-Torino, con il direttore di gara atteso dal barese nel tunnel degli spogliatoi. A concludere il tutto la lite con il compianto presidente Garrone, che mise fine alla prima avventura blucerchiata di Cassano a suon di "vecchio di me**a". Il passaggio al Milan prima e all'Inter e al Parma poi sono soltanto il preludio di un ritorno nella Genova doriana, che porterà però Fantantonio a ritagliarsi un ruolo da protagonista ad Euro 2012 sia in campo che fuori - memorabile la sua chiave di lettura sui possibili nazionali omosessuali -. Meritevoli di menzioni anche le critiche avanzate nei confronti di Galliani e la rissa scatenata nel 2014 a Collecchio, con protagonisti i compagni del Parma.

Cassano e le Cassanate: l'ultimo biennio

Dal ritorno alla Sampdoria - datato agosto 2015 - al passaggio al Verona sono intercorsi quasi due anni. Un biennio in cui Cassano ha cominciato quello che era un inevitabile declino fisico, aggravato dalla rottura con il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero e dalla successiva messa fuori rosa dell'agosto 2016. A gennaio di quest'anno la rescissione del contratto, con un semestre passato tra casa e centro Riattiva di Lavagna. Poco più di una settimana fa la firma con l'Hellas Verona, che gli ha anche dato modo di tornare in campo nelle amichevoli con Primiero e Triestina. Nella giornata di oggi, infine, il giallo legato al ritiro: una situazione nata nella mattinata e chiusa nel pomeriggio mediante una conferenza stampa, con Cassano che ha chiarito come abbia deciso di ascoltare la sua testa e di non cedere agli ostacoli che ne avrebbero sancito la fine della carriera. Una carriera che avrebbe potuto prendere spesso una piega ben diversa. 

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